02 Jun, 2026 - 13:45

Benzina e gasolio: chi potrebbe avere il buono da 100 euro? Domani la risposta di Bruxelles

Benzina e gasolio: chi potrebbe avere il buono da 100 euro? Domani la risposta di Bruxelles

E' di nuovo conto alla rovescia per il taglio delle accise su benzina e gasolio.

L'ultimo decreto varato dal governo il 22 maggio scadrà sabato 6 giugno e per l'esecutivo di Giorgia Meloni si ripropone il consueto dilemma: rinnovare lo sconto sul prezzo dei carburanti, o chiudere la parentesi dei decreti d'emergenza (il prossimo sarebbe il 6 in tre mesi) e fare i conti con una crisi energetica che il protrassi della guerra in Iran e la chiusura dello Stretto di Hormuz hanno reso strutturale? 

Entro venerdì 5 giugno occorrerà prendere una decisione con il rischio di una impennata incontrollata dei prezzi di benzina e gasolio alla pompa.

A Palazzo Chigi si valutano diverse opzioni e dalle dichiarazioni dei componenti dell'esecutivo si intuisce l'intenzione del governo di imboccare la strada delle misure mirate per settore e fasce economicamente svantaggiate, abbandonando le correzioni generalizzate ai prezzi dei carburanti, come fatto fino a questo momento. 

Nel mezzo, inoltre, c'è l'attesa della risposta di Bruxelles alla lettera inviata lo scorso 18 maggio da Giorgia Meloni alla presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, con la richiesta di inserire anche l'emergenza energetica insieme alla difesa nelle spese in deroga al Patto di Stabilità.

Una richiesta che potrebbe essere accolta almeno in parte, stando a quanto rivelato nelle ultime ore dai media. 

Da Palazzo Chigi non si sbilanciano e attendono di capire le intenzioni della Commissione, e nel frattempo si cerca il modo di ottimizzare i fondi già disponibili come suggerito dal Commissario UE per la Coesione, Raffaele Fitto. 

Benzina e gasolio, il governo pensa a un buono da 100 euro per i carburanti?

Sabato 6 giugno scade la quarta proroga del taglio delle accise su benzina (5 centesimi) e gasolio (10 centesimi) varato due settimane fa.

Secondo quanto riportato oggi, martedì 2 giugno, dal Corriere della Sera, tra le ipotesi al vaglio dell'esecutivo ci sarebbe anche un voucher di 100 euro per i rifornimenti di benzina e gasolio da caricare sulla social card "Dedicata a te", per le famiglie numerose con reddito Isee al di sotto dei 15mila euro.

Una misura che andrebbe ad aiutare le famiglie economicamente svantaggiate e che costerebbe allo Stato 120 milioni di euro che sarebbero coperti con l'extragettito Iva. Al momento si tratta solo di ipotesi e resta anche da capire se si deciderà di affiancarvi anche un ulteriore taglio delle accise, senza il quale per tutti gli altri i prezzi di benzina e gasolio subirebbero un importante aumento. 

Ieri, intervenendo a Tgcom24, il ministro della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin, ha chiarito che il governo sta valutando "se intervenire e come intervenire ancora".

virgolette
Personalmente, sono convinto che devono essere fatte settoriali, ma dobbiamo anche stare attenti a mantenere un equilibrio perché interventi eccessivi, che possono determinare una manifestazione di debolezza che fa poi aumentare dall'altra parte i tassi, significa penalizzare ancor di più il sistema Paese,

ha spiegato il ministro di Forza Italia che ha spostato in avanti al 5 giugno il momento della scelta su un nuovo eventuale taglio delle accise:

virgolette
Vautiamo quello che sarà il livello dei prezzi nei prossimi giorni. Naturalmente si era già fatta una prima valutazione con l'ultimo decreto, con alcune correzioni rispetto a benzina e diesel e con un intervento specifico che riguardava l'autotrasporto. E' una valutazione che va fatta a questo punto verso il 5 di giugno per decidere come intervenire. 

Fino al 7 giugno è in vigore l'ultimo taglio delle tasse su benzina e gasolio deciso con il quinto decreto carburanti varato dal Consiglio dei Ministri in cui l'esecutivo aveva già sensibilmente ridotto l'entità dello sconto rispetto ai decreti precedenti, dimezzando a 10 centesimo quello per il gasolio e portando a 5 centesimi quello della benzina. Anche i tempi erano stati ridotti a sole due settimane. 

Conto alla rovescia per la risposta di Bruxelles sul Patto di Stabilità

Nel governo, quindi, si valutano diverse opzioni, ma soprattutto si attende di conoscere quale sarà la risposta della Commissione Ue alla richiesta italiana di inserire anche l'energia, insieme alla difesa, tra le spese in deroga al Patto di Stabilità.

Come per le spese per gli armamenti, il governo Meloni chiede di poter escludere dai vincoli i bilancio i soldi necessari per finanziare misure contro il caro carburanti causato dalla guerra nel Golfo Persico. Per Palazzo Chigi è una questione di sicurezza nazionale, come la difesa e gli armamenti. 

Da Bruxelles fanno sapere che l'esecutivo Ue "sta preparando" una risposta, senza fornire indicazioni sui tempi della risposta. Risposta che, tuttavia, potrebbe arriva già domani, mercoledì 3 giugno.

Secondo quanto trapelato e riportato dalle agenzie di stampa, la Commissione sarebbe orientata a concedere una maggiore flessibilità per l'energia con deroghe al Patto di Stabilità, accogliendo di fatto le richieste italiane.

Da quanto si apprende da Bruxelles, però, la flessibilità sarebbe concessa solo per investimenti e non per sussidi, tradotto: sì a investimenti nelle rinnovabili, ad esempio, e no ai bonus una tantum sulle bollette.

Ci sarà un nuovo taglio delle accise? Il governo cerca risorse contro il caro-energia

Sempre secondo indiscrezioni riportate dalla stampa, i margini di manovra dovrebbero oscillare tra lo 0,2 e lo 0,3 punti di Pil, parti a 4,7 miliardi.

Il governo, tuttavia, avrebbe avviato una ricognizione delle risorse a disposizione da poter utilizzare per finanziare le misure contro il caro energia.

Risorse che come suggerito dal vicepresidente esecutivo della Commissione Europea, Raffaele Fitto, potrebbero arrivare da una riprogrammazione dei fondi di coesione Ue e dal PNRR, risorse che - se dovesse essere confermato il 'blocco' dei sussidi da parte dell'Ue, potrebbero essere utilizzate per finanziare aiuti per le bollette di famiglie e aziende. 

Ieri Fitto ha inviato una lettera ai presidenti delle Regioni europee responsabili della gestione dei programmi di coesione "per comunicare loro la possibilità di destinare le risorse non ancora impegnate a misure contro il caro-energia".

Rispondendo alle polemiche con i governatori delle Regioni che temono che il problema del caro energia possa essere scaricato sulle Regioni, ha chiarito che l'invito non è volto a sottrarre risorse, bensì ad ampliare il ventaglio delle opzioni di utilizzo.

 

 

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