La Guardia Civil ha perquisito la sede centrale del Partito Socialista Spagnolo (PSOE) a Madrid nell’ambito di un’indagine su presunti pagamenti occulti. L’operazione si inserisce in un contesto di crescente pressione politica sul governo di Pedro Sánchez, mentre proseguono diverse inchieste che coinvolgono figure vicine al premier.
Nella mattina del 27 maggio 2026, gli agenti della Guardia Civil hanno perquisito la sede centrale del Partito Socialista Spagnolo (PSOE) del primo ministro Pedro Sánchez a Madrid. La polizia spagnola sta raccogliendo informazioni su un possibile schema di pagamenti occulti legati ad alcuni ex membri del partito e ad altri individui.
L’operazione dell’Unidad Central Operativa (UCO), un’unità investigativa spagnola, aveva l’obiettivo di sequestrare prove relative a presunti pagamenti occulti. Secondo i magistrati, questi fondi sarebbero stati utilizzati per finanziare una rete destinata a ostacolare le indagini giudiziarie contro figure importanti del PSOE. Un giudice del tribunale penale nazionale spagnolo ha autorizzato le perquisizioni, insieme ai controlli su altre proprietà legate al partito.
L’irruzione della Guardia Civil nella sede centrale del partito di governo rappresenta un nuovo colpo per il PSOE di Sánchez e per il governo spagnolo, che sta affrontando una forte pressione politica a causa di vari scandali legati alla corruzione.
Pedro Sánchez, capo del governo spagnolo dal 2018, è apprezzato a livello internazionale soprattutto per la sua posizione progressista e indipendente rispetto alle grandi potenze, in un contesto europeo in cui pochi leader adottano toni simili. Ha preso posizione sul riconoscimento dello Stato di Palestina. Sánchez si è opposto all’aumento della spesa militare al 5 per cento del PIL, in contrasto con gli alleati della NATO. È stato l’unico grande leader europeo a condannare senza riserve l’attacco israelo-americano contro l’Iran del 28 febbraio e ha rifiutato di fornire supporto militare agli attacchi statunitensi contro l’Iran.
Sebbene non sia stato nominato direttamente in nessuna inchiesta, l’attenzione attorno al suo cerchio ristretto lo pone in una posizione difficile.
Negli ultimi mesi il Partito Socialista Spagnolo ha attraversato una fase complessa a causa di diversi scandali di corruzione che hanno coinvolto alcuni collaboratori vicini a Sánchez, sua moglie, suo fratello e, più recentemente, anche l’ex premier socialista José Luis Rodríguez Zapatero.
I parlamentari del principale partito di opposizione, il Partito Popolare (PP), hanno attaccato il governo sui casi di corruzione. Il leader del PP, Alberto Núñez Feijóo, ha rinnovato il suo appello per elezioni anticipate. Sánchez, che si trova in viaggio a Roma per una visita in Vaticano, ha escluso questa possibilità.
La situazione del PSOE appare difficile anche alla luce della linea dura di alcuni partner di governo sulla corruzione. Il partito sostiene che non vi sia alcun finanziamento illecito.
Sánchez si è espresso sul caso Plus Ultra che coinvolge Zapatero, manifestando sostegno all’ex premier. Il primo ministro spagnolo ha offerto “piena collaborazione al sistema giudiziario” e una posizione ferma in caso di nuove irregolarità.
Pedro Sánchez, il suo partito e il suo governo continueranno a essere al centro dell’attenzione anche nei prossimi giorni per i casi che riguardano la cerchia ristretta del premier spagnolo, una situazione che rende precaria la posizione sia del PSOE sia del premier.
Il fratello minore del premier, David Sánchez, il 28 maggio dovrà comparire in tribunale con l’accusa di aver ricevuto un incarico creato appositamente per lui dal consiglio comunale governato dai socialisti nella città di Badajoz. Questo sarebbe avvenuto nel luglio 2017, quando suo fratello era già il leader del PSOE ma non ancora primo ministro della Spagna.
La moglie del premier spagnolo, Begoña Gómez, è invece indagata con l’accusa di presunti reati di corruzione e traffico di influenze. Il 9 giugno Gómez dovrà presentarsi in tribunale.
Sia David Sánchez sia Begoña Gómez hanno respinto tutte le accuse a loro carico.
Il 18 e il 19 giugno, invece, comparirà davanti al giudice l’ex primo ministro spagnolo José Luis Rodríguez Zapatero.