Begona Gomez, moglie del premier spagnolo Pedro Sanchez, torna al centro dell’attenzione mediatica dopo il rinvio a giudizio nell’ambito di un’inchiesta che ha suscitato un ampio dibattito politico e mediatico.
Begona Gomez Fernandez è nata il 24 marzo 1971 a Bilbao, in Spagna. La famiglia di Gomez si è trasferita a Valderas, nella provincia di León, dove ha trascorso la maggior parte della sua infanzia.
Successivamente, Gomez si è trasferita a Madrid per gli studi. È una specialista di marketing e ha conseguito un master in Economia aziendale.
Nel corso della sua carriera ha ricoperto diversi incarichi nel settore educativo e manageriale e ha svolto ruoli di consulenza e gestione progetti. Ha, inoltre, lavorato nella raccolta fondi per diverse ONG.
Nel 2000 ha iniziato a lavorare presso il Gruppo Inmark, dove è rimasta per 18 anni ricoprendo il ruolo di direttrice dell’outsourcing aziendale, fino al 2018, quando il marito Pedro Sanchez è diventato primo ministro della Spagna.
Dopo l’entrata in carica del marito come premier, Gómez ha ottenuto una cattedra universitaria presso l’Università Complutense di Madrid. È stata anche direttrice esecutiva dell’Africa Center presso la IE Business School tra il 2018 e il 2022.
Nel 2006, Begona Gomez ha sposato Pedro Sanchez. La coppia ha due figlie: Carlotta, nata nel 2005, e Ainhoa, nata nel 2007.
In seguito ad un'indagine durata due anni, Begona Gomez è stata accusata di aver sfruttato la sua influenza per ottenere un incarico presso l'Università Complutense di Madrid. È stata inoltre accusata di aver utilizzato risorse pubbliche e conoscenze personali per promuovere interessi privati. Gomez ha negato le accuse.
La denuncia contro Gomez è stata presentata dal gruppo anticorruzione Manos Limpias. Il gruppo, con legami di estrema destra, ha intentato in passato diverse cause contro politici.
L'inchiesta è stata avviata nell'aprile del 2024. Proprio in quel periodo il premier Sánchez ha sospeso la sua agenda pubblica per diversi giorni per “fermarsi a riflettere” sull’opportunità di proseguire il proprio mandato, per poi decidere di restare in carica.