La Lega rivendica il decreto carburanti varato ieri sera dal Consiglio dei Ministri contenente il taglio delle accise sui carburanti e contemporaneamente tiene aperto il fronte 'gas russo' all'interno del governo.
La crisi energetica è il tema del momento ed più che evidente che la Lega abbia deciso di cavalcarlo, o almeno è quello che farebbero pensare le numerose dichiarazioni rilasciate nelle ultime ore da diversi esponenti leghisti.
Da un lato il Carroccio si intesta il 'merito' di aver reso possibile il taglio delle accise su benzina e gasolio; dall'altro continua con una discreta pressione sulla riapertura all'acquisto del gas russo in risposta al blocco dello Stretto di Hormuz e all'aumento del costo delle materie prime energetiche provenienti dai partner mediorientali.
Questa mattina, intervenendo a Mattino Cinque, il leader della Lega ha gettato nella mischia anche un altra questione da sempre controversa per il nostro Paese: il ritorno al nucleare.
Se la guerra nel Golfo Persico durerà mesi e con essa anche il blocco dello Stretto di Hormuz, ha osservato Salvini, il problema non sarà più solo il costo dei carburanti, ma riuscire a trovarli.
"In prospettiva queste crisi ci insegnano che non possiamo dire no al nucleare".
Ha detto Salvini.
Ed era stato proprio Salvini nei giorni scorsi ad aprire il fronte gas russo a Palazzo Chigi.
Il vicepremier della Lega, commentando la decisione del presidente americano Donald Trump di ricominciare ad acquistare i carburanti di Mosca dopo il blocco per le sanzioni dovute alla guerra in Ucraina, aveva detto:
Questione chiusa? Non proprio. Oggi, l'eurodeputato della Lega, Raffaele Stancanelli, in un'intervista all'Adnkronos ha sottolineato che - a suo avviso - le sanzioni Ue contro gli idrocarburi russi diventano "autonsanzioni".
La crisi iraniana dimostra come l'Ue abbia bisogno di gas russo, che era venduto a prezzi inferiori rispetto a quelli attuali, prosegue Stancanelli.
"E ironia della sorte, lo dobbiamo comprare dall'America", che ha appena rimosso le sanzioni per consentire alle petroliere russe di vendere il loro carico, aggiunge.
L'altro fronte su cui la Lega sta battendo in maniera particolare in questi giorni è quello del caro benzina. L'approvazione del Dl Carburanti, in vigore da oggi, è stata rivendicata come una vittoria dal Carroccio.
Per il deputato, Andrea Crippa, il taglio delle accise è stata una "risposta concreta voluta dalla Lega per famiglie e imprese".
Per il capogruppo alla Camera, Riccardo Molinari, si tratta di un 'provvedimento fondamentale targato Lega'.
Ha spiegato Molinari.
Dichiara il capogruppo della Lega al Senato, Massimiliano Romeo.
Per il ministro Roberto Calderoli "la Lega guidata da Matteo Salvini e’ al Governo per fare e per risolvere i problemi concreti dei cittadini e dei territori e anche questa volta lo abbiamo dimostrato. E senza perdere tempo!".
La Lega punta con decisione sul tema energetico, oggi centrale nel dibattito pubblico. Rivendica il taglio delle accise come risposta immediata al caro carburanti, intestandosi un provvedimento a sostegno di famiglie e imprese.
Parallelamente mantiene aperto il fronte sul possibile ritorno al gas russo, alimentando il confronto interno alla maggioranza. Le parole del leader Matteo Salvini spingono anche sul nucleare come opzione per il futuro energetico del Paese.
La crisi internazionale diventa così un’occasione per rilanciare una linea improntata al pragmatismo. Una mossa che consente al Carroccio di occupare stabilmente il terreno dell’energia. E di presentarsi come attore chiave nella gestione dell’emergenza economica.