15 Mar, 2026 - 13:45

Il gas russo fa litigare (di nuovo) il centrodestra: Tajani e Salvini ai ferri corti. FN li accusa "Una messa in scena"

Il gas russo fa litigare (di nuovo) il centrodestra: Tajani e Salvini ai ferri corti. FN li accusa "Una messa in scena"

L'ipotesi di aprire nuovamente all'acquisto di gas e petrolio russo come conseguenza della chiusura dello Stretto di Hormuz da parte dell'Iran fa litigare il centrodestra.

La Lega, infatti, sarebbe favorevole ad un allentamento delle sanzioni sul petrolio russo proposto dal presidente americano Donald Trump, mentre resta fermamente contrario Forza Italia. Fratelli d'Italia al momento non interviene, mentre Futuro Nazionale di Vannacci accusa il centrodestra.

Il tema è da giorni al centro del dibattito politico italiano ed europeo. Con la chiusura dello Stretto di Hormuz a seguito della crisi scaturita dagli attacchi di Usa e Israele all'Iran, il ricorso all'acquisto di gas e petrolio russi è considerata da molti come la soluzione migliore all'attuale crisi energetica e all'aumento dei prezzi dei carburanti.

Una scelta che, tuttavia, ha implicazioni politiche poiché le sanzioni sono state imposte a Mosca a seguito dell'invasione dell'Ucraina nel 2022 come deterrente e per diminuire la disponibilità economica del governo russo.

Ecco perché la proposta di Donald Trump sta agitando in maniera così profonda il dibattito politico italiano ed europeo.

Gas russo, Salvini agita il centrodestra sulle sanzioni a Mosca

Nel centrodestra italiano la questione delle sanzioni alla Russia è sempre stato un elemento di divisione.

Lo è diventato anche questa volta. Ieri il vicepremier e ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini, ha commentato favorevolmente la decisione del presidente USA di allentare le sanzioni nei confronti del petrolio russo, definendola una "scelta pragmatica" e invitando l'Italia e l'Europa a "prendere in considerazione la stessa scelta pragmatica".

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“Non si tratta di essere pro Putin o anti Putin. Trump ha allentato le sanzioni secondo me ha fatto bene: gli Stati Uniti stanno straguadagnando, la Russia sta straguadagnando, la Cina il petrolio lo sta avendo uguale dall'Iran, chi ne sta pagando le conseguenze siamo noi così come per le sanzioni contro l'Ucraina. Non so se qualcuno si ricorda che le sanzioni contro Putin lo avrebbero messo in ginocchio nell'arco di poche settimane, sono passati quattro anni”.

Tajani irritato prende le distanze: "E' la sua opinione". Meloni non commenta

Parole che non sono piaciute all'altro vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, che ha preso le distanze dal leader della Lega:

virgolette
“Le parole di Salvini sulla decisione di Trump di allentare le sanzioni alla Russia sul petrolio? È la sua opinione, non devo commentare. Io ho già detto quello che penso”.

Ovvero: le sanzioni alla Russia devono essere 'assolutamente' mantenute e che l'Italia è stata tra i Paesi promotori della misura per spingere Mosca ad un cessate il fuoco. 

Fratelli d'Italia e Giorgia Meloni al momento non intervengono ufficialmente sulla questione, che tuttavia è inevitabilmente sul tavolo del confronto interno alla coalizione, anche perché il tema della della crisi energetica e dell'aumento del costo della benzina morde alle caviglie dell'esecutivo.

Sasso (Fn): "Ennesima messa in scena del centrodestra. Noi sempre coerenti"

A mettere ulteriore carne a cuocere è Futuro Nazionale di Vannacci. Il deputato Rossano Sasso (ex Lega) ha criticato le diatribe nella maggioranza parlando di "ennesima messa in scena".

virgolette
Nelle ultime 48 ore abbiamo assistito all'ennesima messa in scena del centrodestra sul tema gas russo e sanzioni. Da quando è nato Futuro Nazionale con Vannacci, abbiamo sempre votato contro tutto ciò che prevedeva sanzioni alla Russia e soldi a Zelensky, siamo stati coerenti.

Dice Sasso che poi attacca il suo ex partito:

virgolette
Noi lo diciamo da tempo, e ora lo dice anche la Lega che fa finta di litigare con Forza Italia. Peccato però che i parlamentari leghisti abbiano votato mercoledi scorso proprio per prorogare la 'pressione economica' contro la Russia, a differenza di Futuro Nazionale che ha votato contro. Insomma la solita presa in giro di chi dice una cosa e poi ne fa un'altra.

Sanzioni alla Russia, l'opposizione chiede a Meloni di chiarire la posizione del governo

Lo scontro intestino al centrodestra non è sfuggito all'opposizione che ha immediatamente evidenziato le divisioni.

Per il vicepresidente di Italia Viva, Davide Faraone, Salvini e Tajani "vanno per conto proprio" , mentre Giorgia Meloni sceglie il silenzio. 

virgolette
Un Paese serio dovrebbe avere una linea sola. Invece l’Italia offre al mondo il solito spettacolo del governo diviso. È il metodo Meloni: lasciare che gli alleati dicano tutto e il contrario di tutto, così da poter rivendicare ogni posizione e smentirne contemporaneamente ogni conseguenza. Ma la politica estera non è il gioco delle tre carte. Il silenzio, in questi casi, non è prudenza. È vigliaccheria politica, 

conclude Faraone.

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Matteo Salvini si conferma una risorsa preziosa per Vladimir Putin, una spalla per i colpi di testa di Trump e un problema insolubile per Giorgia Meloni.

ha dichiarato, invece, Osvaldo Napoli della segreteria nazionale di Azione.

virgolette
Le dichiarazioni di Matteo Salvini sono gravissime e preoccupanti. Sostenere che sia 'giusto' allentare le sanzioni sul petrolio russo come propone Trump significa indebolire la posizione europea contro l’aggressione di Putin all’Ucraina. Per questo Giorgia Meloni deve chiarire subito: qual è la posizione del governo italiano?.

Ha dichiarato Piero De Luca, deputato Pd e capogruppo in commissione Politiche europee.

Ma anche il centrosinistra ha le sue grane. Nel campo largo, infatti, il M5S rappresenta una voce fuori dal coro e che si trova sulla stessa posizione della Lega, considerando la questione come un fatto di sopravvivenza economica.  

 

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