Gli Stati Uniti allentano temporaneamente le sanzioni sul petrolio russo bloccato in mare per contenere l’aumento dei prezzi energetici dopo la crisi in Medio Oriente. La mossa provoca preoccupazioni in Europa e Ucraina sul rafforzamento della Russia.
La crisi in Medio Oriente, scoppiata in seguito agli attacchi israelo-americani contro l'Iran del 28 febbraio 2026, ha provocato un aumento dei prezzi del petrolio.
Mentre gli stati sono chiamati ad adottare misure per ridurre l'impatto sulle economie e sui consumatori, gli Stati Uniti hanno compiuto un passo che ha suscitato reazioni tra i loro alleati europei.
L'amministrazione americana, sotto la guida di Donald Trump, ha allentato le sanzioni contro i paesi che stanno acquistando petrolio o prodotti petroliferi russi già caricati sulle navi e attualmente bloccati in mare. La mossa rientra nelle azioni adottate da Washington per contenere l'impatto economico del conflitto tra Stati Uniti, Israele e Iran.
Si tratta di una deroga temporanea di 30 giorni. Il Segretario al Tesoro, Scott Bessent, ha affermato che la misura mira a promuovere la "stabilità nei mercati energetici globali".
In seguito alla decisione, l'inviato presidenziale russo, Kirill Dmitriev, ha dichiarato che "l'energia russa è indispensabile per alleviare la più grande crisi energetica mondiale".
Russian energy is indispensable to easing the world’s largest energy crisis.
— Kirill Dmitriev (@kadmitriev) March 13, 2026
EU bureaucrats will soon be forced to recognize this reality, acknowledge their strategic blunders, and atone. https://t.co/5kn6RTZBb3
Dmitriev ha aggiunto che il provvedimento riguarderà circa 100 milioni di barili di petrolio russo.
I segnali della decisione erano arrivati nei giorni precedenti e la questione era stata oggetto anche di una telefonata tra Donald Trump e Vladimir Putin, anche se non era chiaro quali paesi sarebbero eventualmente stati soggetti alla deroga. Le ipotesi di un allentamento delle sanzioni contro la Russia erano già state respinte dall'Unione Europea.
Dopo la deroga, gli alleati europei di Washington hanno, infatti, espresso forte preoccupazione. Il cancelliere tedesco, Friedrich Merz, ha criticato la decisione di revocare temporaneamente le sanzioni sul petrolio russo bloccato in mare.
Merz ha definito la decisione "sbagliata" e ha aggiunto:
Il cancelliere tedesco ha sottolineato l'importanza di mantenere il proprio supporto all’Ucraina anche mentre è in corso la crisi in Medio Oriente.
Anche il presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa, ha commentato su X che la decisione "è motivo di grande preoccupazione".
The unilateral decision by the US to lift sanctions on Russian oil exports is very concerning, as it impacts European security.
— António Costa (@eucopresident) March 13, 2026
Increasing economic pressure on Russia is decisive for it to accept a serious negotiation for a just and lasting peace.
Weakening sanctions…
Il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, in visita in Francia, ha dichiarato che l’allentamento delle sanzioni sul petrolio russo "non è la decisione giusta" e "non favorisce la pace", poiché "porterebbe ad un rafforzamento della posizione della Russia".
La recente decisione degli Stati Uniti fa parte di una serie di interventi adottati da Washington per mitigare l’aumento dei prezzi del petrolio. L'amministrazione Trump aveva infatti annunciato il rilascio di 172 milioni di barili dalla Riserva strategica.