11 Mar, 2026 - 17:41

Guerra in Iran e crisi del petrolio, l’allentamento delle sanzioni alla Russia diventa polemica tra USA e UE

Guerra in Iran e crisi del petrolio, l’allentamento delle sanzioni alla Russia diventa polemica tra USA e UE

L’escalation militare in Medio Oriente dopo gli attacchi del 28 febbraio 2026 contro l’Iran ha avuto effetti immediati non solo sul piano geopolitico ma anche sui mercati energetici globali.

L’impennata dei prezzi del petrolio ha riacceso il dibattito sulle sanzioni energetiche e sul ruolo della Russia nello scenario internazionale.

Mentre negli Stati Uniti emergono ipotesi di un possibile allentamento delle restrizioni per contenere i prezzi, l’Unione europea ribadisce la necessità di mantenere la pressione su Mosca. Le dichiarazioni dei leader occidentali e dello stesso Vladimir Putin evidenziano una crescente divergenza strategica su energia e sanzioni.

Escalation in Medio Oriente dopo gli attacchi del 28 febbraio

Gli attacchi di Stati Uniti e Israele contro l’Iran del 28 febbraio hanno aperto nuovi scenari in Medio Oriente. Teheran ha lanciato rappresaglie contro diversi paesi del Golfo. La crisi ha anche fatto schizzare alle stelle i prezzi del petrolio. Mentre le tensioni continuano ad aumentare, le preoccupazioni sui prezzi globali dell’energia persistono.

In questo contesto, il ruolo della Russia è diventato un punto di divergenza tra gli Stati Uniti e l’Unione europea.

Il presidente americano, Donald Trump, ha suggerito che la sospensione delle sanzioni statunitensi sul petrolio ad alcuni paesi potrebbe abbassare i prezzi globali.

Sebbene Trump non sia entrato nei dettagli su quali paesi intenda, l’attenzione si è rivolta a diverse nazioni, tra cui Corea del Nord, Iran, Siria, Russia e Venezuela.

Il fatto che l’argomento sia stato affrontato anche durante la recente telefonata tra il leader statunitense e il presidente russo, Vladimir Putin, ha portato ulteriore attenzione alle ipotesi che la Russia potesse beneficiare di un eventuale cambiamento nelle politiche di Washington.

La posizione dell’Unione europea sulle sanzioni alla Russia

In una conferenza stampa al termine della riunione ministeriale a Bruxelles, il commissario europeo per l’economia Valdis Dombrovskis ha affermato che

virgolette
Dal punto di vista dell'Unione europea, la situazione è molto chiara: dobbiamo continuare a esercitare la massima pressione sulla Russia e, in effetti, l'attuale impennata dei prezzi del petrolio e del gas potrebbe garantire entrate inaspettate alla Russia.

Dombrovskis ha indicato una posizione ferma sul mantenimento delle sanzioni contro la Russia.

virgolette
Perché il contrario sarebbe controproducente. Rafforzerebbe la capacità della Russia di fare la guerra, indebolendo l'Ucraina, il nostro sostegno all'Ucraina e anche gli obiettivi che gli Stati Uniti e Israele stanno cercando di raggiungere in Iran.

La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha affermato, l'11 marzo 2026, che sarebbe un errore per il blocco abbandonare la politica adottata dopo lo scoppio della guerra in Ucraina.

virgolette
Nella crisi attuale, alcuni sostengono che dovremmo abbandonare la nostra strategia a lungo termine e persino tornare ai combustibili fossili russi. Questo sarebbe un errore strategico.

Le dichiarazioni di Putin

In precedenza il presidente russo aveva lasciato intendere che Mosca potrebbe smettere di vendere petrolio e gas all’Europa prima ancora che sia l’Europa a rinunciarvi completamente.

"A questo proposito, il governo si è già prefissato il compito di valutare la possibilità e la fattibilità di interrompere le nostre forniture di carburante al mercato europeo, senza aspettare che la porta ci venga sbattuta in modo evidente", ha affermato Putin, riportato dall'agenzia russa Tass.

virgolette
Il compito è farlo ora e reindirizzare questi volumi dai mercati europei verso aree più promettenti e, soprattutto, consolidare la nostra presenza lì.
LEGGI ANCHE