10 Feb, 2026 - 12:15

Marina Berlusconi rompe il silenzio: la verità su referendum, Tajani e Vannacci. Cosa ha detto la figlia del Cav

Marina Berlusconi rompe il silenzio: la verità su referendum, Tajani e Vannacci. Cosa ha detto la figlia del Cav

Marina Berlusconi ha rilasciato una lunga intervista al Corriere della Sera dove ha toccato alcuni dei punti più controversi del dibattito politico delle ultime settimane.

Dal referendum sulla riforma della Giustizia al futuro di Forza Italia, fino alla discesa in campo in solitaria di Roberto Vannacci con “Futuro Nazionale”, il suo nuovo partito con cui si posiziona a destra della coalizione di maggioranza. 

Dalle parole della primogenita del Cavaliere emerge una linea chiara e coerente con la tradizione liberal-moderata del berlusconismo, la linea di Forza Italia, come quando afferma ad esempio che la giravolta di Vannacci può rappresentare un’opportunità per il centrodestra per ‘liberarsi di pericolosi estremismi’

Per Forza Italia, il più moderato dei partiti di centrodestra, Futuro Nazionale non sembra rappresentare – almeno per il momento – un problema poiché non rappresenta il suo elettorato tradizionale.

Infatti Forza Italia è l’unico dei tre partito del blocco di centrodestra a non aver perso, bensì guadagnato, nei sondaggi dell’ultima settimana. A differenza di FdI e Lega che hanno fatto registrare considerevoli perdite. 

Un messaggio chiaro all’attuale segretario Antonio Tajani, a cui – dopo gli insistenti rumors degli ultimi mesi  - ribadisce la fiducia della famiglia pur chiedendogli nuovamente di portare il partito nel futuro.

Ecco, allora, cosa ha detto Marina Berlusconi nella sua intervista al Corriere della Sera.

Referendum Giustizia, Marina Berlusconi: "Voterò sì perchè è la cosa giusta"

Uno dei punti centrali dell’intervista è stato senza dubbio quello sul Referendum sulla Giustizia del 22-23 marzo. Marina Berlusconi ha annunciato senza ambiguità il suo sì.

Una scelta – ha detto – che non ha nulla a che vedere con il suo cognome né con lo spirito di parte, ma “perché è la cosa giusta”. Una precisazione che mira a sottrarre il tema alla lettura puramente identitaria o vendicativa, riconducendolo invece a una questione di sistema.

Secondo la presidente di Fininvest, i referendum dovrebbero servire “a votare sui contenuti, non in base alle appartenenze”, escludendo che si tratti di un voto pro o contro il governo. Il cuore della sua posizione è la separazione delle carriere, definita “necessaria per spezzare un giogo che soffoca tutti, a partire dagli stessi magistrati” e per garantire la “vera ‘terzietà’ dei giudici”.

Pur riconoscendo che il padre Silvio Berlusconi “ha subìto un’inaccettabile persecuzione giudiziaria”, Marina Berlusconi respinge l’idea della rivalsa personale. Il problema, afferma, è strutturale e riguarda “una minoranza di magistrati ideologizzati” e soprattutto il ruolo delle correnti all’interno del Csm, descritte come un “vergognoso mercato di nomine”.  

Una critica che rilancia una storica battaglia del centrodestra, ma con l’obiettivo dichiarato di rafforzare le istituzioni, non di indebolirle.

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“La separazione delle carriere è necessaria per spezzare un giogo che soffoca tutti, a partire dagli stessi magistrati. E per garantire la vera 'terzietà' dei giudici. Abbiamo un’occasione irripetibile, non lasciamocela scappare”.

Forza Italia e Tajani, fiducia confermata ma lo sguardo è al futuro

Un altro passaggio centrale dell’intervista riguarda Forza Italia e la leadership di Antonio Tajani. Marina Berlusconi interviene per “sgombrare il campo da equivoci”, sottolineando che nei confronti del segretario “noi elettori di Forza Italia dovremmo solo esprimere gratitudine e apprezzamento per quello che ha fatto e che continua a fare”. Tajani, osserva, ha avuto il merito di tenere saldo il partito “in un momento delicatissimo”.

Allo stesso tempo, però, riconosce che “inevitabilmente comincia una fase nuova, in cui bisogna guardare avanti e costruire il futuro”. Una transizione che non viene vissuta come una messa in discussione della leadership, ma come un’evoluzione naturale. “Sono certa che il primo a saperlo e a volerlo fare sia proprio lui”, aggiunge.

Pur ribadendo il legame affettivo e valoriale con il partito fondato dal padre, Marina Berlusconi chiarisce di non avere ambizioni politiche dirette. Il suo ruolo resta quello dell’imprenditrice, che chiede “meno burocrazia, più liberalizzazioni e meno tasse”, ma che come cittadina si aspetta anche “più coraggio sui diritti civili”.

Un messaggio che rafforza l’identità liberale di Forza Italia all’interno della coalizione.

"Vannacci fuori dal centrodestra? Non sarebbe una perdita, anzi..."

Il passaggio forse più politicamente netto riguarda Roberto Vannacci e il tema degli estremismi. Marina Berlusconi osserva che, se dovesse lasciare l’area di governo, “non sarebbe una gran perdita” anzi, “potrebbe essere una opportunità per liberare il centrodestra da pericolosi estremismi”.  

Una frase che segna una linea di confine precisa e che richiama l’esigenza di una destra credibile e di governo.

Pur ammettendo che “la politica deve anche fare i conti con le percentuali”, l’imprenditrice ribadisce che “gli eccessi fanno male a destra come a sinistra” e rivendica l’equilibrio mostrato finora dalla maggioranza.

In questo quadro si inserisce anche il sostegno a Giorgia Meloni, definita una premier che si sta impegnando per tenere saldi i rapporti internazionali in una fase complessa.

Un'intervista da leader politico, nonostante, l'imprenditrice italiana abbia ancora una volta chiarito di non star pensando di scendere direttamente nell'agone politico. 

 

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