Crolla Fratelli d’Italia che da mesi non perdeva tanto in un’unica settimana (-1,2%). Il debutto sulla scena politica di Futuro Nazionale dell’ex generale della Lega, Roberto Vannacci, sta destabilizzando il centrodestra nel suo complesso e non solo la Lega.
E’ ormai evidente - i sondaggi politici dell’ultima settimana puntano tutti in questa direzione – che qualcosa nel consenso del centrodestra si sta incrinando. Negli ultimi sette giorni sono stati utilizzati fiumi di inchiostro per sottolineare un dato quasi scontato: Vannacci è la risposta a quell’elettorato di destra che non si riconosce nell’attuale offerta della destra moderata, ma vuole altro. L’altro è il partito del generale della Folgore. Solo Forza Italia, al momento, sembra immune dall’effetto Vannacci.
Ma se Atene piange, Sparta non ride. Anche nel centrosinistra non sono tutte rose e fiori. Il Partito Democratico e il Movimento 5 Stelle arretrano, mentre Forza Italia cresce e la Lega subisce una flessione netta.
Questo è quanto emerge dall’ultimo sondaggio di SWG per il Tg di La7 del 9 febbraio 2026, il primo dell’istituto dal debutto di Futuro Nazionale.
Il segnale è chiaro: gli equilibri non sono più granitici e la partita è tutt’altro che chiusa.
Roberto Vannacci ha terremotato il centrodestra? La risposta – almeno per il momento è sì. L’alleanza di governo continua ad esser la più forte del sistema politico, ma comincia a mostrare crepe evidenti. Fratelli d’Italia resta il primo partito con il 30,1% ma registra un calo significativo rispetto alla scorsa settimana perdendo l’1,2%.
Era da tempo che il partito di Giorgia Meloni non registrava una perdita così consistente. Abbastanza da far suonare un campanello d’allarme a via della Scrofa.
Ma il dato più critico è quello della Lega, che scende al 6,6% (-1,1%) confermando una crisi che appare ormai strutturale e che l’addio di Vannacci pare aver pericolosamente accelerato. L’unico partito di maggioranza a crescere è Forza Italia che sale all’8,4% (0,2%), consolidando il suo ruolo di forza moderata e rassicurante per una parte dell’elettorato di centrodestra.
E così arriviamo a Futuro Nazionale che debutta al 3,3%. Il cosiddetto “effetto Vannacci” intercetta una fetta di elettori identitari e anti-sistema, sottraendo voti soprattutto alla Lega e, in parte, a Fratelli d’Italia.
Da segnalare, infine, Noi Moderati stabile all’1,2%.
Sul fronte opposto, il centrosinistra non approfitta delle difficoltà del governo. Il Partito Democratico scende al 22,2% (-0,2%), confermandosi secondo partito ma senza riuscire a ridurre il distacco da FdI. Lo scatto, ormai, non è più rinviabile: o Elly Schlein individua la chiave giusta per attirare nuovi consensi o la partita per il 2027 rischia di partire con uno svantaggio difficilmente recuperabile.
Il Movimento 5 Stelle cala all’11,7% (-0,3%), continuando una lenta erosione che sembra legata alla difficoltà di trovare una posizione chiara tra opposizione dura e proposta di governo. Stabile invece l’area di Verdi e Sinistra, che resta al 6,4%, dimostrando una sorprendente tenuta.
Tra i partiti minori, Azione è ferma al 3,1%, Italia Viva scende al 2,2%, mentre +Europa cresce leggermente fino all’1,5%. In calo anche la voce “altre liste”, segno che una parte del voto di protesta sta trovando nuovi riferimenti politici.
Solo sette giorni fa la risposta a questa domanda sembrava scontata, ma in meno di una settimana la situazione è completamente cambiata. L’effetto Vannacci ha destabilizzato il centrodestra, ma soprattutto ha aperto nuovi possibili scenari anche a sinistra.
Se si andasse alle urne oggi, il centrodestra resterebbe la coalizione favorita, ma con un vantaggio meno ampio e più fragile rispetto al passato. Il calo di Fratelli d’Italia e della Lega, unito alla crescita di Forza Italia e all’ingresso di Futuro Nazionale, ridisegna gli equilibri interni, rendendo il quadro più frammentato.
Senza Vannacci, oggi, il centrodestra raggiunge il 46,3%, con un distacco ridottissimo rispetto al centrosinistra. Ma se si sommano anche i voti del generali allora la coalizione arriverebbe al 49,6%, un risultato mai raggiunto neanche nei periodi di massimo consenso di Fratelli d’Italia.
Il centrosinistra, pur restando competitivo, appare bloccato: senza un’accelerazione del Pd o una strategia di coalizione più incisiva, il sorpasso resta lontano. Eppure, sommando le percentuali, la coalizione in formazione allargata (PD, M5S, AV, IV e +Europa) arriva a 44%, ancora dietro alla coalizione di Meloni, ma di soli 2 punti. E’ l’effetto Vannacci ed è lì che, nei prossimi mesi, si giocherà una partita politica fondamentale.