Una flessione del centrodestra e una sensibile riduzione degli astenuti e degli indecisi: il terremoto Vannacci - al di là delle dinamiche politiche - ha avuto il merito in queste prime ore di smuovere le acque da troppo tempo stagnanti della scena politica italiana.
O almeno è quanto sta emergendo dai primi sondaggi effettuati all'indomani del suo addio alla Lega.
Il debutto del suo movimento Futuro Nazionale è stato deflagrante e secondo molti analisti influirà in maniera determinante sulla ridistribuzione del consenso nell'area del centrodestra.
Un primo risultato sembra averlo già raggiunto dal momento che dopo tanti mesi la percentuale degli indecisi e degli astenuti è calata.
Lo rileva il sondaggio realizzato dall'Istituto Only Numbers di Alessandra Ghisleri per "Porta a Porta" diffuso giovedì 5 febbraio. La rilevazione fotografa un quadro politico in lieve ma significativo movimento.
Nel complesso, i blocchi di coalizione restano ravvicinati, con il centrodestra ancora avanti, ma con un campo largo che mostra segnali di consolidamento.
Ecco nel dettaglio cosa è emerso dal sondaggio di Porta a Porta sulle intenzioni di voto degli italiani e come ha debuttato "Futuro Nazionale" il movimento fondato dal Generale Roberto Vannacci.
Una delle principali novità del sondaggio riguarda l’esordio della lista "Futuro Nazionale" guidata da Roberto Vannacci.
Nella prima rilevazione dell’Istituto Only Numbers, la formazione si colloca all’1,6%, un risultato che, pur sotto la soglia di sbarramento, segnala l’esistenza di uno spazio elettorale potenziale.
Il dato assume rilievo soprattutto in prospettiva, perché indica la capacità del generale di attrarre una parte dell’elettorato identitario e conservatore, con possibili effetti sugli equilibri del centrodestra.
Un dato importante da rilevare è la diminuzione della platea degli indecisi e di coloro che dicono che non andranno a votare, che per la prima volta dopo diversi mesi è scesa.
Gli astenuti-indecisi, infatti, si attestano al 45,7% (in calo del 2,6% rispetto all'ultima rilevazione). E' presto per dire se tale dato sia collegato alla nascita del nuovo partito, tuttavia, è un dato da rilevare.
Il centrodestra nel suo complesso si attesta al 47,6%, confermandosi come primo schieramento del Paese, seppur con qualche segnale di assestamento interno. Fratelli d’Italia resta il partito leader con il 29,8%, ma cede lo 0,2% rispetto alla rilevazione dello scorso 12 gennaio.
Un calo contenuto, che non mette in discussione la centralità del partito di Giorgia Meloni, ma che indica una fase di stabilizzazione dopo mesi di crescita sostenuta.
Forza Italia è stabile al 9%. Più evidente, invece, la flessione della Lega, che scende all’8% perdendo lo 0,5%. Chiude il perimetro del centrodestra Noi Moderati, allo 0,8%, in calo dello 0,2%.
Sul fronte opposto, il Partito democratico si conferma seconda forza politica nazionale con il 23,1%, ma registra una flessione dello 0,3%.
Un dato che evidenzia come la leadership del centrosinistra resti solida, ma ancora esposta a una competizione interna ed esterna per la rappresentanza dell’elettorato progressista.
In crescita significativa il Movimento 5 Stelle, che sale all’11,3% con un incremento dell’1,1%. Il risultato rafforza la posizione di Giuseppe Conte e suggerisce una rinnovata capacità di intercettare consenso, soprattutto su temi sociali ed economici.
Alleanza Verdi e Sinistra è al 6,4%, in lieve calo dello 0,1%, mentre Azione raggiunge il 3,7% (+0,1%). Italia Viva, invece, scende al 2%, perdendo lo 0,8%. +Europa cresce all’1,8% (+0,2%). Nel complesso, il cosiddetto campo largo, senza Azione, arriva al 44,6%, in leggero aumento (+0,1%).
Se si votasse oggi, il centrodestra partirebbe ancora in vantaggio, grazie a un margine di circa tre punti percentuali sul campo largo. Tuttavia, la distanza non appare incolmabile e il fattore Vannacci potrebbe rivelarsi determinante per ridisegnare i rapporti di forza all'interno del centrodestra e con il centosinistra.
La partita resta aperta: molto dipenderà dalla capacità delle coalizioni di consolidare le proprie basi e di intercettare chi, fino a oggi, è rimasto ai margini della partecipazione politica.