04 Feb, 2026 - 10:34

Sondaggi politici: perchè cresce solo Meloni? E’ buio pesto nel centrosinistra (Renzi escluso)

Sondaggi politici: perchè cresce solo Meloni? E’ buio pesto nel centrosinistra (Renzi escluso)

Gli scontri di Torino al corteo per Askatasuna rappresentano tra le tante cose uno spartiacque politico e hanno evidenziato ancora una volta l’importanza che il tema della sicurezza avrà nella campagna elettorale.

E’ ancora presto per vederne i riflessi nei sondaggi, ma è comunque significativo che nell’ultimo sondaggio realizzato a SWG per il TGLa7 i partiti del centrosinistra abbiano tutti fatto registrare una flessione ad eccezione di Italia Viva.

E’ da settimane, infatti, che il leader Matteo Renzi interviene con decisione sul tema sicurezza, spronando gli alleati a fare altrettanto. 

Sintomatico di una tendenza che porta gli italiani ad accordare la propria fiducia ai partiti che appaiono più rassicuranti è la crescita costante di Fratelli d’Italia a differenza della Lega di Salvini che pur puntando sulla sicurezza tende forse a spaventare per i toni estremi che rischiano di spaventare l’elettorato moderato di centrodestra e soprattutto allontana i cosiddetti indecisi. 

Ecco, allora, cosa è emerso dall’ultimo sondaggio politico – aggiornato al 2 febbraio 2026 – sulle intenzioni di voto degli italiani a livello nazionale.

Ultimi sondaggi politici: Meloni consolida, Salvini scivola ancora più ai margini

Anche questa settimana non c’è stato nessuno scossone significativo nel campo del centrodestra. Fratelli d’Italia si conferma il promo partito d’Italia e della coalizione. Anche questa settimana il partito di Giorgia Meloni guadagna qualcosa (+0,1%) salendo al 31,3%. 

Il dato rafforza la posizione del partito guidato da Giorgia Meloni come perno dell’intera coalizione e come principale punto di riferimento per l’elettorato conservatore e sovranista. 

Forza Italia – la forza più rassicurante e moderata della coalizione - rimane stabile all’8,2%, confermando una tenuta che, pur senza slanci, le consente di mantenere un ruolo rilevante.

Diverso il quadro per la Lega, che scende al 7,7% (-0,3%) e prosegue una fase di graduale ridimensionamento rispetto ai livelli raggiunti negli anni passati.

Il partito di Matteo Salvini appare in difficoltà nel recuperare centralità, stretto tra la leadership di Fratelli d’Italia e la necessità di ridefinire una propria identità politica. Il caso Vannacci esploso nelle ultime ore non aiuta. 

Noi Moderati da il suo contributo con l’1,2% (+0,1%).

Centrosinistra, perdono tutti tranne Renzi: male anche per Avs

Nessuno scossone significativo neanche nel centrosinistra dove, tuttavia, la stabilità non è un fattore positivo.

Il Pd resta il primo partito della coalizione e il secondo partito a livello nazionale con il 22,5% (-0,1%). Perdono anche il Movimento 5 Stelle che scende al 12% (-0,1%) e AVS – travolto dalle polemiche sui fatti di Torino di sabato 31 gennai. Il partito di Bonelli e Fratoianni scende al 6,5% (-01%).

Tra le forze minori, Azione sale al 3,1% e Italia Viva che arriva al 2,2% (+0,2%). +Europa sale all’1,4%. Questi numeri indicano una persistente frammentazione dell’area centrista e riformista, che fatica a trovare una sintesi politica capace di ampliare il consenso.

Sondaggi: chi vincerebbe se si votasse oggi?

Se si andasse alle urne oggi il centrodestra potrebbe contare comunque su un discreto vantaggio. 

Nel complesso, infatti, il centrodestra raggiunge il 48,4%. Si tratta di un dato che conferma la solidità della coalizione, ma che allo stesso tempo evidenzia come la distanza dal centrosinistra non sia tale da garantire una supremazia incontestabile.

Molto dipenderà, in futuro, dalla capacità dei partiti alleati di coordinarsi e di intercettare quella larga fascia di elettori oggi indecisi o non orientati.

Il centrosinistra, invece, arriva al 44,6%, restando a pochi punti dal centrodestra. Tuttavia, il dato più rilevante rimane l’alta percentuale di non orientati e indecisi, che sale fino al 33%.

Una quota così ampia suggerisce che gli equilibri attuali, per quanto stabili, potrebbero ancora cambiare in modo significativo se uno dei due schieramenti riuscisse a intercettare questa vasta area di elettorato in attesa di una proposta convincente.

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