Ddl stupri, antisemitismo, referendum sulla giustizia, sudditanza del governo a Washington. Elly Schlein, dalle colonne del Corriere della Sera non risparmia critiche a Giorgia Meloni e al suo governo.
Un’intervista in cui la segretaria del Partito Democratico – ancora oggi la principale candidata a guidare il centrosinistra alle elezioni politiche del 2027 – scandisce quelli che saranno i temi del confronto politico delle prossime settimane.
Un’opposizione non urlata, ma che non rinuncia a lanciare bordate alla parte opposta, come quando dice che sull’antisemitismo non accetta lezioni da chi “si tiene stretta la fiamma nel simbolo” riferendosi a Fratelli d’Italia, il partito di Giorgia Meloni, e alla recente questione dell’approvazione del ddl Romeo-Scalfarotto in Commissione Affari Costituzionali al Senato.
Nel pieno della campagna referendaria sulla riforma della giustizia, la leader dem chiarisce che il Pd sarà impegnato in maniera compatto per il ‘No’, ma che i prossimi due mesi saranno dedicati anche ad una ampia campagna di ascolto che attraverserà il Paese da nord a sud, nel corso del quale saranno organizzati incontri e dibattiti con le associazioni e le categorie.
L’obiettivo è quello di disinnescare il tentativo del governo di monopolizzare il dibattito su un unico tema, quello della giustizia.
Spiega Schlein a Maria Teresa Meli.
E’ uno dei temi su cui la segretaria del Pd intende puntare sembra essere quello del rischio di una deriva autoritaria nel Paese.
E’ evidente quando, intervenendo sul caso della presenza degli agenti dell’ICE – la controversa polizia anti-immigrazione di Trump – alle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina dice:
Intervenendo sulla questione del ddl sull’antisemitismo, Elly Schlein ha difeso la legge presentata dal Pd in commissione Affari Costituzionali del Senato, diversa da quella firmata – a titolo personale – dal senatore dem Graziano Delrio.
Rispondendo alle accuse del centrodestra Schlein attacca e dice che sull’antisemitismo:
L’ultimo affondo tuttavia, è su un altro tema caldo: il ddl stupri. Schlein accusa Giorgia Meloni di aver tradito il patto siglato alla Camera, dove il testo era stato votato all’unanimità anche dal centrosinistra.
Arrivato al Senato, l’esecutivo ha deciso di modificare una parte sostanziale dell’impianto della legge, ovvero, quello del consenso esplicito sostituendolo con il dissenso.
Ha spiegato la segretaria dem, che poi ha anche rivelato di aver chiesto a Meloni di “non farsi dettare la linea dal patriarcato nella sua maggioranza”, per poi concludere: