29 Jan, 2026 - 10:30

“Non prendiamo lezioni da chi ha la fiamma nel simbolo”: Elly Schlein “detta” la linea della sinistra 

“Non prendiamo lezioni da chi ha la fiamma nel simbolo”: Elly Schlein “detta” la linea della sinistra 

Ddl stupri, antisemitismo, referendum sulla giustizia, sudditanza del governo a Washington. Elly Schlein, dalle colonne del Corriere della Sera non risparmia critiche a Giorgia Meloni e al suo governo.

Un’intervista in cui la segretaria del Partito Democratico – ancora oggi la principale candidata a guidare il centrosinistra alle elezioni politiche del 2027 – scandisce quelli che saranno i temi del confronto politico delle prossime settimane. 

Un’opposizione non urlata, ma che non rinuncia a lanciare bordate alla parte opposta, come quando dice che sull’antisemitismo non accetta lezioni da chi “si tiene stretta la fiamma nel simbolo” riferendosi a Fratelli d’Italia, il partito di Giorgia Meloni, e alla recente questione dell’approvazione del ddl Romeo-Scalfarotto in Commissione Affari Costituzionali al Senato. 

Elly Schlein a Meloni: “Squadracce dell’Ice non sono le benvenute in Italia”

Nel pieno della campagna referendaria sulla riforma della giustizia, la leader dem chiarisce che il Pd sarà impegnato in maniera compatto per il ‘No’, ma che i prossimi due mesi saranno dedicati anche ad una ampia campagna di ascolto che attraverserà il Paese da nord a sud, nel corso del quale saranno organizzati incontri e dibattiti con le associazioni e le categorie.

L’obiettivo è quello di disinnescare il tentativo del governo di monopolizzare il dibattito su un unico tema, quello della giustizia.

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“Il governo cerca di coprire in tutti i modi la mancanza di risposte economiche e sociali, ma noi non gli faremo scegliere il campo di gioco, parlando per due mesi solo del referendum”.

Spiega Schlein a Maria Teresa Meli.

E’ uno dei temi su cui la segretaria del Pd intende puntare sembra essere quello del rischio di una deriva autoritaria nel Paese.

E’ evidente quando, intervenendo sul caso della presenza degli agenti dell’ICE – la controversa polizia anti-immigrazione di Trump – alle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina dice:

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“Piantedosi magari non vede il problema, noi lo vediamo, eccome. Le squadracce dell’Ice non sono le benvenute in Italia. Nelle ultime settimane due cittadini americani sono stati uccisi a sangue freddo a Minneapolis, una bambina di due anni è stata deportata e un bambino di 5 usato  come esca per catturare un genitore. Trump con la sua milizia ha dispiegato volontariamente caos e insicurezza. Come può Meloni pensare di candidarlo al Nobel per la pace?”.

L’attacco: “Non prendiamo lezioni da chi si tiene stretta la fiamma nel simbolo”

Intervenendo sulla questione del ddl sull’antisemitismo, Elly Schlein ha difeso la legge presentata dal Pd in commissione Affari Costituzionali del Senato, diversa da quella firmata – a titolo personale – dal senatore dem Graziano Delrio.

La commissione ha adottato come testo base quello del senatore della Lega, Massimiliano Romeo e da quello si partirà per la discussione e la presentazione delle proposte emendative. 

Rispondendo alle accuse del centrodestra Schlein attacca e dice che sull’antisemitismo:

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“Di certo non prendiamo lezioni da chi si tiene stretta la fiamma nel simbolo”.

L’ultimo affondo tuttavia, è su un altro tema caldo: il ddl stupri. Schlein accusa Giorgia Meloni di aver tradito il patto siglato alla Camera, dove il testo era stato votato all’unanimità anche dal centrosinistra.

Arrivato al Senato, l’esecutivo ha deciso di modificare una parte sostanziale dell’impianto della legge, ovvero, quello del consenso esplicito sostituendolo con il dissenso.

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“Il testo presentato da Bongiorno è irricevibile. L’unico vero motivo per fare quella legge era di inserire nel nostro ordinamento il concetto del consenso previsto dalla convenzione di Istanbul ratificata dall’Italia. Sostituire il consenso con il dissenso significa tornare indietro e  mettere un peso ancora maggiore sulle spalle delle donne e delle vittime di violenza. Era esattamente quello che questa legge voleva evitare.”

Ha spiegato la segretaria dem, che poi ha anche rivelato di aver chiesto a Meloni di “non farsi dettare la linea dal patriarcato nella sua maggioranza”, per poi concludere:

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“Se il Parlamento deve votare una legge che fa un passo indietro, che tradisce le donne, allora meglio non farla”. 

 

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