28 Jan, 2026 - 09:45

Antisemitismo, il Senato sceglie il ddl della Lega: opposizioni furiose, scontro totale in Commissione

Antisemitismo, il Senato sceglie il ddl della Lega: opposizioni furiose, scontro totale in Commissione

La Commissione Affari costituzionali del Senato ha votato il disegno di legge base sull'antisemitismo, si tratta di quello a prima firma del capogruppo della Lega Massimiliano Romeo.

Il testo sarà utilizzato come base di partenza per avviare il dibattito parlamentare che porterà all'approvazione della prima legge specifica contro il fenomeno dell'odio razziale e antisemita in Italia.  

La decisione, assunta a maggioranza nel Giorno della Memoria – 27 gennaio 2026 - segna un passaggio politico improtante su un tema che nelle intenzioni dichiarate, dovrebbe portare a un testo il più possibile condiviso. 

La scelta del ddl Romeo, il primo dei sette ddl depositati a Palazzo Madama sul tema, ha tuttavia evidenziato fin da subito le distanze tra maggioranza e opposizioni che si sono divise nel momento della votazione finale.

Antisemitismo, via libera al ddl Romeo-Scalfarotto

Ieri la Commissione Affari costituzionali di Palazzo Modama ha adottato il ddl sull'antisemitismo presentato dal senatore della Lega, Massimiliano Romeo, nel gennaio del 2024.

Il testo – che si compone di tre articoli - è stato il primo di sette disegni di legge sullo stesso tema ed è per molti punti identico a quello depositato dall'esponente di Italia Viva, Ivan Scalfarotto.

Fulcro del disegno di legge è l'adozione della contestata definizione operativa di antisemitismo dell'International Holocaust Remembrance Alliance (IHRA) del 2016 presente anche in atti europei e internazionali.

Una definizione che è stata anche alle base della spaccatura nel Pd, che non ha appoggiato il disegno di legge presentato dal suo senatore, Graziano Delrio, perchè conteneva la stessa definizione. 

L’articolo 1 afferma il rifiuto di ogni forma di antisemitismo da parte della Repubblica e definisce tale fenomeno come una percezione degli ebrei che può manifestarsi come odio, in forma verbale o fisica, diretto contro persone, beni, istituzioni e luoghi di culto ebraici. 

L’articolo 2 prevede una serie di interventi di prevenzione e contrasto, demandati a un decreto del Presidente del Consiglio. Tra questi figura anche la creazione di una banca dati sugli episodi di antisemitismo, il rafforzamento delle misure contro l’odio online.

L’articolo 3 interviene infine sull’ordine pubblico, prevedendo che l’autorizzazione a manifestazioni e riunioni pubbliche possa essere negata in presenza di un grave rischio legato all’uso di simboli, slogan o messaggi antisemiti, secondo la definizione adottata dalla legge.

Come hanno votato i gruppi sul ddl Romeo-Scalfarotto?

A favore dell’adozione del testo base hanno votato Fratelli d’Italia, Forza Italia e Lega, insieme a Italia Viva. Contrari Partito democratico, Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra.

Dalla maggioranza è arrivata la sottolineatura che il testo base rappresenta solo un punto di partenza. Il presidente della Commissione Alberto Balboni (FdI) ha ribadito che non si tratta di un testo finale e ha auspicato un confronto non ostruzionistico in fase emendativa.

Sulla stessa linea Forza Italia, con Maurizio Gasparri che ha evidenziato come l’adozione del ddl consentirà a tutti i gruppi di presentare modifiche, ribadendo però il “paletto” di una legge dedicata esclusivamente al contrasto dell’antisemitismo.

La Lega ha rivendicato la scelta come un segnale politico forte nel Giorno della Memoria. Soddisfazione anche da parte di Ivan Scalfarotto (Italia Viva), che ha definito l’adozione del ddl Romeo-Scalfarotto un segnale importante per il Paese, in una fase segnata da un aumento preoccupante di episodi di odio e aggressioni contro gli ebrei.

Dalle opposizioni sono invece arrivate critiche nette. Il Pd avrebbe preferito un comitato ristretto per elaborare un nuovo testo unitario e giudica superata la scelta di partire da un ddl risalente a due anni fa.

Il M5S parla di un testo divisivo, mentre Avs ritiene sufficiente la normativa già esistente, a partire dalla legge Mancino.

Quale sarà l’iter adesso?

La Commissione Affari costituzionali ha fissato il calendario dei prossimi passaggi: la discussione generale si concluderà il 5 febbraio, mentre il termine per la presentazione degli emendamenti è previsto per il 10 febbraio.

L’obiettivo della maggioranza è di non prolungare eccessivamente i lavori in Commissione e di portare il provvedimento in Aula già nelle settimane successive, potenzialmente entro marzo.

Il presidente del Senato Ignazio La Russa ha auspicato un approdo in Aula già nel mese di febbraio, un traguardo che la maggioranza considera ambizioso ma possibile, a condizione che il confronto emendativo resti entro limiti gestibili. 

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