Dal carcere di Civitavecchia, dove si trova per il femminicidio e l'occultamento del cadavere della moglie Federica Torzullo, uccisa lo scorso 9 gennaio ad Anguillara Sabazia, Claudio Carlomagno, già reo confesso, ha scritto al figlio di dieci anni una lettera in cui tenterebbe di spiegargli cos'è successo. Il Tribunale per i minorenni di Roma lo ha affidato per il momento ai nonni materni, che insieme alla zia Stefania e ai servizi sociali del Comune stanno pensando a un adeguato percorso di supporto.
Il sindaco di Anguillara, Angelo Pizzigallo, è stato nominato tutore legale del piccolo. Una scelta che rientra nelle procedure previste per casi di particolare complessità, qualora cioè sia necessario creare, attorno al minore, una "rete" anche istituzionale di sostegno.
La priorità è fare in modo che il figlio di 10 anni di Federica - che in pochi giorni ha perso non solo la madre, ma anche i nonni paterni, morti impiccati per la vergogna e il dolore - continui a vivere il più possibile una quotidianità "normale".
Non si esclude, per il futuro, che il bimbo - per ragioni di continuità affettiva e prospettiva anagrafica - possa essere affidato alla zia. Dal carcere di Civitavecchia, il padre Claudio Carlomagno, reo confesso del femminicidio della madre, gli ha intanto scritto una lettera.
L'avvocato Andrea Miroli, che lo difende, ha dichiarato che avrebbe tentato di spiegare al piccolo cos'è successo, chiedendogli anche perdono. Dopo il suicidio dei genitori - e il distacco del fratello minore - l'uomo, ha aggiunto il legale, non avrebbe più riferimenti familiari.
Da giorni Carlomagno è sorvegliato a vista per sventare il rischio che compia gesti autolesionistici. Intanto, pende su di lui l'accusa - gravissima - di aver ucciso la moglie accanendosi sul suo corpo, per poi seppellirlo sotto due metri di terra in un canneto retrostante l'azienda di famiglia.
Al vaglio degli inquirenti la possibile premeditazione del delitto, così come l'esistenza di complici nella fase dell'occultamento. Si attendono, in particolare, gli esiti degli accertamenti tecnici sui dispositivi elettronici sequestrati, tra cui il telefono di Carlomagno, che potrebbero dire molto.
Altro fronte riguarda l'arma usata per colpire la 41enne, non ancora ritrovata, e i prodotti utilizzati per ripulire la scena del crimine. I carabinieri del Nucleo investigativo di Ostia avrebbero già programmato nuovi sopralluoghi negli ambienti frequentati per motivi personali e lavorativi dall'uomo.
Presso l'Istituto di Medicina legale della Sapienza di Roma si terrà intanto, nella giornata di oggi, 27 gennaio 2026, l'autopsia sui corpi dei suoi genitori, Pasquale Carlomagno e Maria Messenio. Ecco l'analisi della psicologa e criminologa Antonella Cortese.