22 Jan, 2026 - 12:42

Groenlandia, Trump cambia rotta sull’isola e ritira i dazi: cosa prevede l’accordo quadro con la NATO

Groenlandia, Trump cambia rotta sull’isola e ritira i dazi: cosa prevede l’accordo quadro con la NATO

La Groenlandia è diventata uno dei principali nodi geopolitici dell’inizio del 2026. Le dichiarazioni di Donald Trump sull’isola artica hanno innescato tensioni tra Stati Uniti ed Europa. In questo contesto, l’annuncio di un possibile accordo discusso con la NATO riporta al centro del dibattito sicurezza, controllo militare dell’Artico e interessi strategici di lungo periodo.

La Groenlandia al centro delle tensioni transatlantiche

Il futuro della Groenlandia è stato uno dei temi più controversi delle prime settimane del 2026. Sebbene il presidente americano, Donald Trump, abbia parlato più volte del suo desiderio di impossessarsi dell’isola artica da quando è tornato alla Casa Bianca, le sue dichiarazioni più recenti hanno portato ad un’escalation di tensioni tra gli alleati transatlantici.

Trump ha sollevato la possibilità di acquistare l’isola e non ha nemmeno escluso l’uso della forza per ottenerne il controllo. Ha inoltre minacciato nuovi dazi contro diversi paesi europei che non hanno accettato il suo piano sul territorio semi-autonomo danese.

In questo clima già teso tra Stati Uniti ed Europa, il presidente americano ha pronunciato il suo discorso al World Economic Forum di Davos, il 21 gennaio. In quell’occasione, Trump ha rinunciato pubblicamente all’uso della forza militare per prendere il controllo dell’isola artica, ma ha anche colto l’occasione per criticare il vecchio continente e ribadire le sue priorità di politica estera.

Quanto affermato in quel discorso è sembrato però passare in secondo piano quando, nella serata dello stesso 21 gennaio, Trump ha annunciato il “quadro di un futuro accordo sulla Groenlandia”.

L’annuncio di un “quadro di accordo” sulla Groenlandia

In un post su Truth Social, il presidente americano ha dichiarato di aver avuto un incontro con il Segretario generale della NATO, Mark Rutte, durante il quale sarebbe stato discusso il tema della Groenlandia in un’ottica più ampia, che riguarderebbe non solo l’isola ma l’intera regione artica. Si tratterebbe di un’intesa preliminare ma politicamente rilevante in un contesto di crescenti tensioni geopolitiche globali.

“Sulla base di un incontro molto produttivo che ho avuto con il Segretario Generale della NATO, Mark Rutte, abbiamo definito il quadro di un futuro accordo sulla Groenlandia e, di fatto, sull'intera regione artica. Questa soluzione, se concretizzata, sarà un'ottima soluzione per gli Stati Uniti d'America e per tutte le nazioni della NATO”, ha affermato Trump.

Il presidente statunitense ha inoltre annunciato di ritirare la minaccia di dazi del 10 per cento, inizialmente previsti per l'1 febbraio. Tuttavia, come precisato nella sua dichiarazione, i colloqui non sono conclusi: il tema del Golden Dome resta ancora in discussione, in particolare in relazione alla Groenlandia.

Controllo militare e interessi strategici

Secondo quanto riportato dal Telegraph, il quadro concordato a Davos prevederebbe di concedere agli Stati Uniti il controllo sovrano delle basi militari in alcune parti dell’isola, che verrebbero considerate suolo statunitense.

La proposta consentirebbe agli Stati Uniti di svolgere non solo una funzione di sicurezza ma anche attività economiche e strategiche di lungo periodo: operazioni militari, attività di intelligence e addestramento militare sul territorio. Favorirebbe inoltre alcuni sviluppi locali, tra cui una potenziale estrazione di terre rare, risorse strategiche fondamentali per tecnologie avanzate e difesa.

La proposta ha attirato l’attenzione anche per le similitudini con l’accordo tra Regno Unito e Cipro, in base al quale le basi militari sono rimaste sotto controllo britannico.

Va inoltre ricordato che, in base agli accordi già esistenti con la Danimarca, gli Stati Uniti possono inviare in Groenlandia un numero illimitato di soldati. Washington dispone già di una presenza militare stabile: oltre 100 militari statunitensi sono di stanza permanente nella base di Pituffik, nell’estremità nord-occidentale dell’isola.

Mark Rutte, tuttavia, ha dichiarato, in un’intervista a Fox News, di non aver discusso la questione della sovranità danese sulla Groenlandia.

Le reazioni della Danimarca

Dalla Danimarca sono arrivate reazioni improntate alla cautela. “La giornata si conclude in modo migliore di come è iniziata”, ha affermato il ministro degli Esteri danese, Lars Løkke Rasmussen, in una nota ufficiale.

virgolette
Ora sediamoci e vediamo come possiamo affrontare le preoccupazioni americane in materia di sicurezza nell’Artico, rispettando al contempo i limiti imposti dal Regno di Danimarca.

Anche la premier danese, Mette Frederiksen, il 22 gennaio, ha ribadito la posizione di Copenaghen:

virgolette
Possiamo negoziare su tutto ciò che riguarda la politica: sicurezza, investimenti, economia. Ma non possiamo negoziare sulla nostra sovranità.
LEGGI ANCHE