21 Jan, 2026 - 13:40

Davos, il premier canadese mette in guardia contro la "rottura" dell'ordine globale: "Se non siamo al tavolo, siamo nel menu"

Davos, il premier canadese mette in guardia contro la "rottura" dell'ordine globale: "Se non siamo al tavolo, siamo nel menu"

Al World Economic Forum 2026, il primo ministro canadese Mark Carney ha delineato la nuova realtà geopolitica globale, definendo la fine di un ordine internazionale basato sulle regole e invitando le potenze medie a collaborare per non essere escluse dalle decisioni globali.

Il discorso di Mark Carney a Davos 2026

"Oggi parlerò di una rottura nell'ordine mondiale, della fine di una piacevole finzione e dell'inizio di una dura realtà, in cui la geopolitica, la grande e principale potenza, non è sottoposta a nessun limite, a nessuna costrizione", così ha iniziato il primo ministro canadese, Mark Carney, al suo discorso al World Economic Forum.

Carney ha parlato il 20 gennaio 2026, illustrando il periodo che sta attraversando il mondo con un approccio realistico ma non del tutto pessimista. Quello che ha definito il premier canadese è che il sistema di governance globale guidato dagli Stati Uniti sta attraversando una "rottura" ma non una "transizione". Ciò che sta accadendo è una competizione tra grandi potenze e l'ordine basato su regole è "in declino".

Mark Carney ha assunto l'incarico di primo ministro nel marzo 2025, ma è un economista e banchiere di lunga carriera, con incarichi come governatore della Banca d'Inghilterra e, prima ancora, governatore della Banca del Canada. La sua ascesa in politica coincide con il ritorno di Donald Trump alla Casa Bianca: un periodo caratterizzato dall’imposizione di dazi e da dichiarazioni infelici sul Canada, definito 51esimo stato degli USA, con la battuta che una fusione avrebbe giovato al paese.

A distanza di mesi, a Davos, Carney non ha menzionato direttamente Trump ma ha fornito un’analisi della situazione globale, sottolineando l’impatto delle scelte del presidente americano sugli affari internazionali.

L’eredità dell’ordine internazionale basato sulle regole

Il primo ministro canadese ha affermato che il suo paese ha beneficiato del “ordine internazionale basato sulle regole” che “ha contribuito a fornire beni pubblici: rotte marittime aperte, un sistema finanziario stabile, sicurezza collettiva e supporto per quadri di risoluzione delle controversie”.

La nuova realtà, però, è diversa.

"Chiamatelo con il suo nome: un sistema di intensificazione della rivalità tra grandi potenze, in cui i più potenti perseguono i propri interessi, usando l'integrazione economica come coercizione", ha aggiunto Carney.

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La questione per le potenze medie, come il Canada, non è se adattarsi a questa nuova realtà. Dobbiamo farlo. La questione è se adattarci semplicemente costruendo muri più alti, o se possiamo fare qualcosa di più ambizioso.

Il ruolo delle potenze medie e la cooperazione internazionale

Il leader canadese ha così chiamato le medie potenze ad agire in modo più ambizioso collaborando con altri paesi per avere peso internazionale. Ha sottolineato inoltre che le grandi potenze possono permettersi di agire da sole grazie a mercati ampi, capacità militari e leve economiche, mentre le potenze medie devono agire insieme, altrimenti rischiano di essere escluse dalle decisioni globali. Come ha aggiunto Carney: "se non siamo al tavolo, siamo nel menu".

Il leader canadese ha anche parlato del fatto che Ottawa si sta concentrando sul dialogo con altri paesi e sulla costruzione di coalizioni su diverse questioni. Ha inoltre menzionato i recenti accordi commerciali e di investimenti stipulati con Cina e Qatar, a dimostrazione dell’impegno canadese per strategie multilaterali concrete.

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