19 Jan, 2026 - 08:57

Nordio in Parlamento, sette ddl sull’antisemitismo e il nodo referendum: la settimana più difficile

Nordio in Parlamento, sette ddl sull’antisemitismo e il nodo referendum: la settimana più difficile

Inizia una settimana parlamentare ad altissima tensione. Tante le questioni sul tavolo del dibattito politico, dal referendum sulla riforma della giustizia, all’emergenza sicurezza fino a i dossier internazionali con la Groenlandia e l’Iran in primo piano. 

Da segnare in rosso sull’agenda politica la data di mercoledì 21 ore 9,30: in programma le comunicazioni del ministro della Giustizia, Carlo Nordio alla Camera dei Deputati. Alle 15,00 la replica al Senato.

E al Senato occhi puntati sulla commissione Affari Costituzionali dove martedì 20 è previsto il seguito dell’esame congiunto dei testi sul contrasto all’antisemitismo. Testi che nel frattempo sono diventati sette con l’aggiunta di due nuove proposte di legge. 

Si comincia oggi, lunedì 19 gennaio, alla Camera con la discussione sulla conversione del Dl sull’Ex Ilva, già approvato al Senato e in scadenza il 30 gennaio.

L'esame con votazioni parte da martedì alle 14, per tutta la settimana, e all'Odg dell'aula ci sono, oltre a Ex Ilva e Pmi, il Ddl sulla sicurezza delle attività subacquee (già approvato dal Senato), la Pdl sulla dispersione scolastica, la Pdl sui cammini d'italia (approvata dal Senato), la delega al governo sulle attività educative e ricreative non formali, la Pdl sul giorno del ricordo dei piccoli martiri della strage di Gorla e delle piccole vittime di tutte le guerre.

Referendum sulla giustizia, Nordio in Aula e scontro politico senza esclusione di colpi

Le comunicazioni del ministro della Giustizia Carlo Nordio sono al centro della prossima settimana di lavori parlamentari.

Nordio interverrà prima a Montecitorio (mercoledì 21 alle ore 9,30) e nel pomeriggio (ore 15,00) al Senato.

L’intervento si preannuncia carico di tensioni, accompagnato dal velenoso strascico di polemiche e scambi di accuse tra maggioranza e opposizione sul referendum sulla riforma della Giustizia.

Il Consiglio dei Ministri ha fissato la data della consultazione popolare (22 e 23 marzo 2026) senza attendere la scadenza dei tempi per la raccolta di firme online, avviata da 15 giuristi per richiedere anche loro il referendum.

Ne è scaturito un ricorso al Tar del Lazio da parte di promotori dell’iniziativa e la decisione è prevista per il prossimo 27 gennaio quando i giudici si riuniranno in udienza collegale: l'obiettivo dei ricorrenti è di spostare ulteriormente la data del voto, che potrebbe dare più tempo al Comitato del No per spiegare le proprie ragioni.

Nel mezzo il duro scontro tra magistratura e governo, maggioranza e opposizione, fronte del no e promotori del sì.

Antisemitismo: in Senato 2 nuovi ddl a firma M5S e Nm, saranno 7 con quello 'ufficiale' Pd

Si complica ulteriormente il percorso parlamentare per una legge italiana contro i fenomeni di antisemitismo.

In Commissione Affari Costituzionali di Palazzo Madama sono arrivati altri due nuovi disegni di legge. A depositarli sono stati il Movimento 5 Stelle, con un testo a prima firma della senatrice Alessandra Maiorino, e Noi Moderati, con una proposta presentata da Mariastella Gelmini.

I due ddl si aggiungono a quelli già incardinati, portando a sei il numero complessivo dei testi attualmente all’esame della Commissione.

Nel dettaglio, ai nuovi contributi di M5S e Noi Moderati si sommano il ddl a titolo personale del senatore dem Graziano Delrio, quello di Forza Italia firmato da Maurizio Gasparri, la proposta di Italia Viva a firma Ivan Scalfarotto e il testo della Lega presentato da Massimiliano Romeo.

A questi si aggiungerà presto il disegno di legge “ufficiale” del Partito democratico, su cui sta lavorando il senatore Andrea Giorgis, portando così a sette le iniziative legislative complessive.

Commissione Affari Costituzionali, bivio sull’antisemitismo: la soluzione è il testo unico?

Il primo testo a essere incardinato, lo scorso 7 gennaio, è stato quello di Delrio, dal quale però il Pd ha preso le distanze, chiarendo che non rappresenta la linea ufficiale del partito. Tutti i provvedimenti analoghi sono stati abbinati e ora la Commissione, presieduta dal senatore di Fratelli d’Italia Alberto Balboni, è chiamata a scegliere la strada procedurale da seguire.

Le opzioni sul tavolo sono due: la redazione di un nuovo testo unitario, affidata a un comitato ristretto che sintetizzi le diverse proposte, oppure l’adozione di un testo base su cui i gruppi parlamentari potranno presentare emendamenti.

Quest’ultima soluzione è sostenuta in particolare da Forza Italia, mentre il Partito democratico invita alla prudenza, chiedendo più tempo per un confronto approfondito su un tema così delicato.

La decisione sull’iter dovrebbe arrivare già nella prossima seduta della Commissione Affari Costituzionali, convocata per martedì alle 15.30.

Sarà il presidente Balboni a formulare la proposta, in un passaggio che si annuncia decisivo per capire se il Parlamento riuscirà a trovare una sintesi condivisa nella lotta all’antisemitismo.

 

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