Durante la Conferenza degli ambasciatori a Madrid, Re Felipe VI ha affrontato questioni di rilevanza internazionale, tra cui la situazione in Venezuela e le dinamiche del legame transatlantico tra Europa e Stati Uniti. Il monarca ha sottolineato l’importanza di una transizione democratica pacifica e rispettosa della volontà del popolo venezuelano, evidenziando al contempo la necessità di difendere le norme del diritto internazionale e di mantenere saldi i legami storici e politici che hanno garantito stabilità e cooperazione a livello globale.
Durante la Conferenza degli ambasciatori tenutasi il 9 gennaio 2026 a Madrid, Re Felipe ha parlato dell’arresto di Nicolas Maduro e del futuro del Venezuela dopo l’operazione degli Stati Uniti.
Parlando del Venezuela, il Re ha espresso vicinanza al popolo venezuelano, definendolo un "popolo fraterno al quale siamo uniti da tanti vincoli storici e profondo affetto, nel quadro dello spazio iberoamericano". Ha poi auspicato una "vera transizione democratica, pacifica, libera e indipendente per i venezuelani".
Nel discorso del monarca spagnolo è stata inoltre menzionata la liberazione di cinque detenuti in Venezuela. Secondo Felipe VI, il rilascio di prigionieri politici "rappresenta un passo necessario nella direzione che auspichiamo e che il popolo venezuelano merita, che non può essere altro che il pieno ripristino delle sue libertà".
Re Felipe ha condiviso riflessioni sul diritto internazionale, affermando che, oltre al caso specifico del Venezuela, è fondamentale sostenere con decisione il rispetto delle norme internazionali.
Secondo il monarca, non si può accettare "né a parole né in silenzio" la violazione sistemica delle regole internazionali, aggiungendo che "è ciò che vediamo, fin troppo spesso, in questi giorni".
Ha inoltre osservato che quanto sta accadendo rappresenta "un salto indietro di oltre un secolo: verso un’epoca di vuoto normativo che, aggravato dall’attuale tecnologia, apre scenari futuri preoccupanti".
Il Re ha sottolineato che, per quanto imperfetto possa essere, "un mondo fondato sul diritto, aperto alla cooperazione e al dialogo, sarà sempre più vicino di qualsiasi altro all’obiettivo della pace, della stabilità e dello sviluppo".
Dopo le recenti dichiarazioni del presidente francese Emmanuel Macron e di quello tedesco Frank-Walter Steinmeier sul futuro della politica internazionale e dei legami transatlantici, anche il monarca spagnolo è intervenuto sul tema.
Re Felipe ha messo in guardia dal possibile "smantellamento" del legame tra Stati Uniti ed Europa, affermando che "la salvaguardia del legame transatlantico richiede, in questo momento, grande abilità e coraggio diplomatico".
Il Re ha evidenziato l’importanza storica e politica del legame transatlantico, nato dopo la Seconda guerra mondiale, aggiungendo che "preservare il legame transatlantico è una responsabilità condivisa". Ha sottolineato che mantenerlo richiede lealtà e fiducia reciproca, una visione condivisa per il futuro e il rispetto delle “regole del gioco”, ossia le norme fondamentali del diritto internazionale, che pur essendo migliorabili costituiscono la base della cooperazione globale. Ha infine avvertito che lo smantellamento totale del legame avrebbe effetti gravi e universali, senza entrare nei dettagli.