Un primo segnale di distensione arriva dal Venezuela. Le autorità di Caracas hanno confermato la liberazione di diversi detenuti, tra cui esponenti dell’opposizione, giornalisti e attivisti. L’annuncio giunge mentre il paese affronta una fase di transizione politica seguita all’arresto di Nicolas Maduro.
A pochi giorni dall’arresto di Nicolas Maduro, il Venezuela ha annunciato, l’8 gennaio 2026, il rilascio di un “numero significativo” di prigionieri. La mossa è stata definita dal presidente del Parlamento venezuelano, Jorge Rodríguez, come un gesto volto a “consolidare la pace”.
L’annuncio arriva in un contesto politico particolarmente teso, segnato dal recente intervento statunitense del paese.
L’ex primo ministro spagnolo Jose Luis Rodríguez Zapatero, il presidente brasiliano Luiz Inacio Lula da Silva e il Qatar sono stati i principali attori della mediazione che ha portato alla liberazione di numerose persone. Zapatero aveva già svolto un ruolo di mediatore in passato, quando nel 2015 l’opposizione lo invitò a facilitare il dialogo con il regime chavista.
L’ex premier spagnolo aveva inoltre avuto un ruolo chiave nel concedere asilo al candidato dell’opposizione alle elezioni presidenziali del 2024, Edmundo Gonzalez Urrutia. Si tratta del risultato di numerosi mesi di impegni diplomatici portati avanti da Zapatero, Lula e dal Qatar.
Il Venezuela ha rilasciato diversi esponenti dell’opposizione, giornalisti, attivisti e civili. Le autorità spagnole hanno dichiarato che cinque cittadini spagnoli, tra cui l’attivista per i diritti umani ispano-venezuelana Rocio San Miguel, sono stati liberati. Tra i rilasciati figurano anche l’imprenditore Luigi Gasperin e il giornalista e politico Biagio Pilieri. Resta tuttavia attesa per il rilascio di altri detenuti.
“Mi rallegra profondamente vedere l’abbraccio di coloro che hanno già potuto riunirsi, e accompagno con rispetto e vicinanza coloro che continuano ad aspettare”, ha affermato Gonzalez Urrutia, ex candidato presidenziale venezuelano ed esiliato in Spagna, in un post su X.
Este es un momento que pide templanza y firmeza.
— Edmundo González (@EdmundoGU) January 9, 2026
No para callar lo que sentimos, sino para cuidar a las familias.
Me alegra profundamente ver el abrazo de quienes ya pudieron reencontrarse, y acompaño con respeto y cercanía a quienes siguen esperando.
No queremos rumores ni… pic.twitter.com/XVoWVpjtm1
Il presidente venezuelano, Nicolas Maduro, è stato arrestato in un’operazione statunitense il 3 gennaio. La vicepresidente Delcy Rodriguez ha successivamente assunto l’incarico di presidente ad interim del paese. Pochi giorni dopo la sua cattura, Maduro è comparso davanti a un tribunale di New York con accuse di narcoterrorismo.
Nel frattempo, funzionari statunitensi hanno annunciato una tabella di marcia per il futuro del Venezuela, mentre restano numerose interrogative sui dettagli del processo politico e istituzionale in corso.
L’annuncio del rilascio dei detenuti viene ampiamente interpretato come un segnale di apertura da parte di Caracas. Il presidente del Parlamento venezuelano ha precisato che la decisione non è stata imposta da Washington.