Ah, signora mia quando c'era il diritto internazionale! Ah, signora mia quando tutti rispettavano i confini e la sovranità degli Stati! E quando c'era Maduro? Vi ricordate che bel Paese era diventato il Venezuela? Che Rinascimento stava vivendo?
Un po' come la Mosca e la Pechino di oggi.
Fermi tutti! Più passano le ore, più in Venezuela si festeggia la cattura del dittatore, più in Italia vengono allo scoperto le vedove di Maduro!
I social si stanno riempiendo di commenti imbarazzanti sulla sorte del "Gallo" che negli ultimi tredici anni ha contribuito a mettere in ginocchio Caracas.
Maduro di qui, Maduro di lì. Il rispetto del diritto internazionale. L'Italia si scopre un Paese pieno di persone che fino a ieri mangiavano pane e Maduro, pane e diritto internazionale. Ma non evidentemente pane e realtà, perché i venezuelani stanno festeggiando la fine dell'era Maduro.
Le vedove del dittatore di Caracas le abbiamo tutte noi. Peccato, però, che siano assai poco credibili in quanto, invocando il diritto internazionale, oggi si strappano le vesti per il Venezuela ma ieri, quando la Russia ha invaso l'Ucraina o Hamas i territori ebrei con il pogrom del 7 ottobre, non l'abbiano fatto per l'Ucraina e Israele.
E insomma: come si dice a Napoli, "dove vedo e dove ceco".
Ma da dove vengono fuori le vedove di Maduro?
Soprattutto da sinistra. Uno, ad esempio, è l'ex segretario del Pd Matteo Orfini che incide sulla pietra quanto segue:
Il che può avere anche il suo senso. Ma forse si dovrebbe leggere ciò che è avvenuto a Caracas come un capitolo della guerra globale che sta muovendo gli Usa, la Russia e la Cina.
L'operazione speciale di Putin a Kiev doveva durare tre giorni ma si è tramutata in una lunga, sanguinosa guerra in cui la Russia è ancora impantanata dopo quasi quattro anni; l'operazione speciale americana, invece, si è risolta in una notte. E l'arresto di Maduro è anche una evidente prova di forza militare di Washington.
In ogni caso: non si può criticare le democrazie, come fa Orfini, mentre si resta zitti davanti agli abusi delle autocrazie. E dimenticando che Maduro ha falsato l'esito delle ultime elezioni.
Detto questo, con Schlein che resta ancora in silenzio, l'ex segretario del Pd non è solo. Questo post è di un'altra anima bella del Nazareno, Sandro Ruotolo:
Il responsabile comunicazione parla di America latina a sovranità limitata. Beh, se è per questo il Venezuela lo era in modo particolare visto che aveva votato contro Maduro ma quest'ultimo non ha voluto abbandonare il potere...
Altro giro, altra corsa tra i compañeros. Questo è il post del leader di Avs Nicola Fratoianni:
Del lutto stretto che ha colpito Conte, il leader del Movimento Cinque Stelle, già abbiamo detto qui. Così come dell'ambiguità del responsabile esteri del Pd Peppe Provenzano.
Un altro esempio di profilo listato a lutto è quello dell'Anpi, l'associazione nazionale partigiani italiani: fossero per loro andrebbero di corsa a difendere Maduro, ma non chi resiste da quasi quattro anni davanti all'invasore: Zelensky.
E insomma: il diritto internazionale deve funzionare solo per gli amici.
Nel campo della sinistra, in ogni caso, si fa notare il commento sui fatti di Caracas di Matteo Renzi, di tenore tenore completamente diverso rispetto a quello dei suoi alleati di sinistra radicale (in pratica, il resto del Campo largo):
Renzi dice che si preannunciano anni difficili ma che proverà a giocare un ruolo.
A questo punto, però, la questione per lui è quanto mai esistenziale: come proverà a farlo? Accanto alle vedove di Maduro?