Politica

Sorveglianza sanitaria covid, l’Iss replica alle Regioni

La sorveglianza sanitaria dovrebbe includere tutti i positivi “e non solo i casi con sintomatologia più indicativa di Covid-19”. È questa la replica dell’Istituto Superiore di Sanità alle Regioni che, in una nota, sottolinea “che la maggior parte delle infezioni, in particolare nei soggetti vaccinati, decorre in maniera asintomatica o con sintomatologia molto sfumata”.

Nei giorni scorsi, a  causa del boom della variante Omicron, le Regioni avevano chiesto al Governo di non conteggiare più i positivi asintomatici nella conta generale dei contagiati. In questo modo le Regioni avrebbero meno possibilità di cambiare colore verso l’arancione o il rosso, evitando così tutte le limitazioni e restrizioni che comportano avere un alto tasso di positivi sul proprio territorio.

Sorveglianza Sanitaria Covid, serve conteggiare tutti i positivi

L’Iss ha sottolineato che non conteggiare i positivi asintomatici “non renderebbe possibile monitorare l’andamento della circolazione del virus nel tempo e, di conseguenza, i rischi di un impatto peggiorativo sulla capacità di mantenere adeguati livelli di assistenza sanitaria anche per patologie diverse da COVID-19”.

Colore Regioni, mezza Italia a rischio per l’Omicron

Se nei prossimi giorni il trend dei contagi non si dovesse invertire ben 10 Regioni rischierebbero di cambiare colore. Hanno superato la soglia del 20% di occupazione in terapia intensiva Marche, la Provincia di Trento, Lazio, Friuli Venezia Giulia, Toscana, Veneto mentre sono già oltre il 30% Umbria, Lombardia, Valle d’Aosta e Liguria. Dato che il cambio di colore dipende da diverse variabili e una di queste è il numero dei contagiati, i Presidenti di Regione chiederanno al Governo di togliere dal conteggio giornaliero i casi asintomatici.

Un’ipotesi che vede l’Istituto Superiore di Sanità assolutamente contrario dato che, si legge ancora nella nota, “L’infezione da SARS-CoV-2 dà una sintomatologia variegata e in evoluzione anche per la comparsa di nuove varianti virali che interagiscono in modo spesso diverso con il nostro organismo. Questo rende molto difficile riconoscere clinicamente un’infezione sintomatica da SARS-CoV-2 in assenza di una conferma di laboratorio”.

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