In cucina

Panpepato: la storia e la ricetta del dolce delle feste

Panpepato, come nasce il dolce delle feste

Il panpetato conosciuto anche come pan pepato, pampapato o pampepato, è un tipico dolce delle festività natalizie, appartenente alla tradizione contadina, originario principalmente nel Centro Italia, in particolare Umbria, Lazio, Emilia Romagna e Toscana.

Sono molte le ricette del panpepato, variano a seconda della regione e a seconda della provincia. A volte l’impasto è bianco, altre volte contiene cioccolata fondente, variano le dosi e i tipi di frutta secca e candita, c’è chi usa il pepe rosa, chi il pepe nero e chi lo elimina del tutto e lo sostituisce con lo zucchero a velo.

Panpepato: le origini

Questo dolce nasce prendendo ispirazione del panforte nel Cinquecento, epoca in cui ebbero inizio gli scambi commerciali con l’Oriente. Ai tradizionali ingredienti italiani, come la farina di grano e il mosto cotto, vennero aggiunti gli agrumi e le spezie importati dall’Oriente.

Il panpepato veniva preparato durante le festività natalizie dalle famiglie contadine che solo in quel periodo si potevano permettere una spesa onerosa come quella delle spezie. Ma il panpepato divenne presto un dolce famoso anche nelle corti nobili, per esempio a Ferrara veniva consumato dagli Estensi e a Firenze dai Medici, famiglie che apprezzavano molto l’influenza orientale.

Attualmente il panpepato è riconosciuto fra i prodotti agroalimentari tradizionali italiani sia dalla regione Umbria sia dalla regione Emilia Romagna. Per chi fosse curioso di altre varianti può vi consigliamo di seguire anche il profilo Instagram di Adriana Di Massimo.

La ricetta

  • 200 g di farina per dolci
  • 300 g di miele (acacia o millefiori)
  • 300 g di zucchero semolato
  • 300 g di cioccolata fondente
  • 80 g di cacao amaro
  • 200 g di gherigli di noce
  • 200 g di nocciole sgusciate
  • 200 g di mandorle sgusciate
  • 80 g di uva sultanina
  • 80 g di pinoli
  • 80 g di cedro candito
  • 10 g di pepe nero in polvere
  • un pizzico di noce moscata
  • un pizzico di cannella
  • una tazzina di caffè

Procedimento

Mettere l’uva sultanina in ammollo in acqua tiepida per farla rinvenire per circa 20 minuti.

Tostare mandorle, pinoli e nocciole in forno per circa 5 minuti.

In una pentola capiente sciogliere il cioccolato fondente con il miele, quindi aggiungere il caffè e lo zucchero e mescolare bene. Aggiungere poi tutti gli altri ingredienti tranne la farina, che verrà unita al composto per ultima, come addensate poco alla volta.

Continuare a mescolare bene fino a che l’impasto non sia ben amalgamato, quindi stenderlo su un tagliere di legno e lasciarlo riposare per almeno 12 ore.

Formare il panpepato di forma circolare (circa 10 cm di diametro e 2-3 cm di spessore) e infornarlo a 180°C per circa 10 minuti.

Il panpepato si mantiene a lungo, circa 3 mesi, ed è più buono se consumato dopo qualche giorno dalla sua preparazione.

Volendo seguire la tradizione si può servire a tavola spolverato di pepe nero macinato al momento, oppure, nella versione moderna, di zucchero a velo.

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