10 Jul, 2026 - 19:52

Ranucci - Lavitola, la versione di Mieli: "Un falso attentato d'amore"

Ranucci - Lavitola, la versione di Mieli: "Un falso attentato d'amore"

L'ex direttore del Corriere della Sera Paolo Mieli, intervenuto ieri sera a "In Onda", la trasmissione serale di La7 condotta da Marianna Aprile e Luca Telese, ha detto la sua sull'attentato a Sigfrido Ranucci rivelando che anche lui ha preso parte a una delle cene che l'ex faccendiere Valter Lavitola, accusato di essere il mandante dell'attentato, ha organizzato con il conduttore di Report.

Mieli ha specificato che la cena a cui ha preso parte è stata consumata subito dopo l’attentato che colpì Sigfrido Ranucci e ha offerto una lettura personale degli eventi che ha subito scatenato forti reazioni sia nella stampa che nella magistratura che indaga sul caso cercando di capire chi sia il mandante della bomba esplosa sotto casa di Ranucci la sera del 16 ottobre 2025. 

Mieli ha detto che nel caso in cui davvero sia stato Lavitola il mandante dell'attentato, si tratterebbe di un “finto attentato d’amore”.

Lavitola e Ranucci, a suo giudizio, sono davvero molto amici. E se Lavitola ha pensato di far esplodere un ordigno sotto casa di Ranucci è solo perché avrebbe voluto accrescere la sua popolarità al fine di lanciarlo come leader di un nuovo soggetto politico.

Intanto, oggi si è saputo che l'ex direttore de L'Avanti! era pronto a rendersi irriperibile per le autorità giudiziarie italiane partendo per l'Africa.

Ranucci - Lavitola, la tesi di Mieli: "Un falso attentato d'amore"

E insomma: per la serie, "in guerra e in amore tutto è permesso", Mieli ha sostenuto che se davvero alla fine si scoprirà che Lavitola è il mandante dell'attentato a Ranucci, sarà solo perché è stato mosso dal troppo bene che gli vuole.

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Se è stato Lavitola, sarebbe un attentato, un finto attentato d’amore

ha detto l'analista politico alludendo a una messinscena destinata ad accrescere la notorietà di Ranucci e favorirne la carriera politica.

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Lavitola è sempre stato a contatto con la politica. Poi, ha avuto varie vicissitudini. Sappiamo che è stato anche in carcere. Ma la politica è come l'eroina. Prima o poi si torna sempre da lei...

A queste ulteriori dichiarazioni, Mieli ha fatto seguire la precisazione di non credere alla pista investigativa che porta a individuare Lavitola mandante dell'attentato. E, comunque, di attendere l'esito delle indagini della magistratura.

Ma tant'è: le dichiarazioni che ha reso nel salotto di Aprile e Telese hanno alimentato dibattiti a non finire sui social a proposito delle responsabilità e delle possibili motivazioni che si celano dietro l’attentato.

Perché sta facendo clamore l'inchiesta sull'attentato a Ranucci

Per alcuni, la vicenda dell'attentato a Ranucci sta prendendo le sembianze di una commedia all'italiana, tipo "Vogliamo i colonelli" di Monicelli.

Ma l’inchiesta fa notizia per diversi motivi: la gravità del fatto — un ordigno esplosivo che ha distrutto le auto del giornalista e della figlia — prima di tutto. E poi le accuse che hanno portato già a più arresti.

L’indagine, poi, si è fatta ancora più "interessante" perché ha assunto contorni politici.

Sono emersi elementi davvero singolari. Uno su tutti: il sondaggio di Lavitola per testare la popolarità di Ranucci.

Ma comunque: interrogato dai magistrati, Lavitola ha respinto ogni addebito, ha dichiarato la propria estraneità alle accuse che gli si muovono e ha parlato di un rapporto di "fraternità" con Ranucci, sottolineando che le loro famiglie si frequentano e che spesso sono andate a cena insieme.

Le indagini proseguono. Ed è chiaro che ogni nuova attività giudiziaria o rivelazione giornalistica può cambiare il quadro: tanto più dopo le parole di Mieli, per qualcuno, "è scoppiata una nuova Garlasco". 

La Rai sospende le repliche di Report

Intanto, in attesa degli sviluppi giudiziari, l'ultima arriva dalla Rai.

In una nota, viale Mazzini ha annunciato che sospende le repliche di Report che erano previste per questo periodo estivo:

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In attesa che si faccia piena chiarezza sulla delicata e complessa vicenda che vede coinvolto il conduttore Sigfrido Ranucci, la Direzione Approfondimento della Rai ha ritenuto opportuno sospendere cautelativamente la messa in onda delle repliche estive della trasmissione televisiva Report, a tutela di un patrimonio editoriale di grande valore per il servizio pubblico
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