07 Jul, 2026 - 09:45

Attentato a Ranucci, cosa sappiamo sull'indagine che coinvolge Valter Lavitola

Attentato a Ranucci, cosa sappiamo sull'indagine che coinvolge Valter Lavitola

L’imprenditore ed ex editore Valter Lavitola è stato indagato dalla Procura di Roma nell’ambito delle indagini per l’attentato dell’ottobre scorso al giornalista della Rai, Sigfrido Ranucci.

La notizia, insieme a quella della perquisizione, è filtrata nella serata di ieri – lunedì 6 luglio - dopo che la scorsa settimana quattro persone erano state arrestate con l’accusa di essere i presunti esecutori materiali dell’atto intimidatorio.

L'ipotesi degli inquirenti è che Lavitola possa essere il presunto mandante dell’attentato dinamitardo e alla ricerca di riscontri sono stati sequestrati telefoni e pc che ora verranno analizzati.

Sul movente dell’attentato al giornalista le indagini degli inquirenti sono tuttora in corso.

Perché Valter Lavitola è stato indagato per l'attentato a Sigfrido Ranucci

Secondo i magistrati della Procura di Roma potrebbe essere lui il mandante dell’attentato al conduttore di Report. Si tratta, tuttavia,  di un'ipotesi investigativa ancora tutta da verificare.

Nella giornata di ieri l’imprenditore è stato indagato – in concorso con un’altra persona – e perquisito su mandato dei pm della direzione distrettuale antimafia.

I militari del Nucleo Investigativo di Roma e Frascati hanno sequestrato computer e telefono cellulare che ora verranno analizzati. Al momento non sono state chieste misure cautelari, mentre proseguono le indagini per individuare il possibile movente.

Imprenditore salernitano, oggi impegnato nel settore della ristorazione e in passato direttore dell’Avanti, Lavitola è stato coinvolto in alcune delle più note vicende giudiziarie degli ultimi 20 anni.

A che punto sono le indagini della Procura di Roma

Nuova svolta nell’indagine, coordinata dal procuratore Francesco Lo Voi, che ha portato martedì scorso all’esecuzione di quattro misure cautelari nei confronti di tre uomini e una donna ritenuti esecutori materiali dell’attentato.

Le persone fermate sono accusate a vario titolo di detenzione, porto in luogo pubblico e uso di ordigno esplosivo, minaccia e danneggiamento, aggravati dall’aver agito in più di cinque persone e con modalità di tipo mafioso.

Gli stessi reati vengono contestati in concorso anche a Lavitola nell'ambito dell'ipotesi accusatoria formulata dalla Procura.

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