09 Jul, 2026 - 15:45

Vertice NATO di Ankara: i cinque punti chiave emersi dal summit del 2026

Vertice NATO di Ankara: i cinque punti chiave emersi dal summit del 2026

Il vertice della NATO, tenutosi il 7 e l'8 luglio 2026 nella capitale turca, Ankara, si è concluso. Il summit di due giorni è stato il secondo dopo il ritorno di Donald Trump alla Casa Bianca. I leader dell'Alleanza atlantica hanno affrontato temi che spaziano dalla spesa per la difesa alla guerra in Iran. Al centro dell'attenzione c'era il presidente statunitense, Donald Trump.

Vertice NATO di Ankara, il nodo degli investimenti nella difesa

Nel vertice del 2025, tenutosi all'Aja, i paesi membri della NATO hanno concordato di portare la spesa per la difesa al 5 per cento del PIL. Questa promessa era fortemente voluta da Trump. Un anno dopo, i bilanci della difesa erano in cima all'agenda.

Nella dichiarazione della NATO si legge che i paesi membri stanno portando avanti l'impegno assunto all'Aja e che, nel corso del 2025, gli alleati europei e il Canada hanno aumentato gli investimenti nei principali requisiti della difesa di oltre 139 miliardi di dollari.

Gli alleati intendono investire di più nelle proprie capacità militari e nella produzione di armamenti. Hanno, inoltre, annunciato oltre 50 miliardi di dollari di nuovi appalti nel settore della difesa.

Il vertice NATO di Ankara ha confermato la volontà degli alleati di rafforzare la difesa collettiva attraverso maggiori investimenti.

Un'Europa più forte

Nella dichiarazione della NATO è stata precisata, inoltre, una trasformazione che riguarda l'Alleanza: una NATO modernizzata e un maggiore impegno degli alleati europei e del Canada, in collaborazione con gli Stati Uniti, nella difesa collettiva.

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Stiamo costruendo il futuro: un'Europa più forte in una NATO più forte – un'Alleanza modernizzata.

I leader dei paesi della NATO hanno, inoltre, ribadito che resta pienamente valido l'articolo 5, secondo cui un attacco contro un paese membro è considerato un attacco contro tutti gli altri membri.

Sostegno all'Ucraina

Il sostegno all'Ucraina ha avuto il suo peso nel vertice. Nella dichiarazione rilasciata l'8 luglio si legge:

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L'Ucraina contribuisce alla sicurezza transatlantica e gli Alleati sono uniti nel loro incrollabile sostegno all'Ucraina nella difesa della sua libertà, sovranità e integrità territoriale.

È stato sottolineato, inoltre, che la maggior parte dell'assistenza militare all'Ucraina è attualmente finanziata dagli alleati europei e dal Canada "attraverso mezzi bilaterali e multilaterali". Gli alleati ritengono che questo sostegno debba essere equo, prevedibile e sostenibile.

Gli alleati hanno promesso di impegnarsi a fornire all'Ucraina "70 miliardi di euro in equipaggiamento militare, assistenza e addestramento". Hanno inoltre dichiarato l'intenzione di mantenere un livello di sostegno analogo anche nel 2027.

Trump ha invece dichiarato che Washington è disposta a concedere a Kiev la licenza per la produzione all'estero dei sistemi di difesa aerea Patriot.

Guerra contro l'Iran

Uno dei momenti più inaspettati ha riguardato la guerra contro l'Iran. Il presidente americano ha affermato che il memorandum d'intesa firmato lo scorso 17 giugno è "terminato", ma allo stesso tempo ha aggiunto che i negoziatori statunitensi possono continuare i colloqui. Queste dichiarazioni sono arrivate mentre le parti hanno lanciato nuovi attacchi.

La guerra tra Stati Uniti, Israele e Iran, iniziata il 28 febbraio, incombeva già sul vertice. Negli ultimi mesi Trump ha più volte criticato i suoi alleati europei per non aver fornito un aiuto sufficiente.

Nella dichiarazione gli alleati hanno sottolineato che l'Iran non deve mai possedere un'arma nucleare. Hanno, inoltre, invitato il paese a rispettare la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz.

La questione della Groenlandia

Il presidente americano ha ribadito il suo desiderio di prendere il controllo dell'isola semi-autonoma della Danimarca. Dopo il suo insediamento per un secondo mandato nel gennaio 2025, Donald Trump ha parlato più volte di impossessarsi della Groenlandia. Queste dichiarazioni avevano precedentemente acceso le tensioni transatlantiche.

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