Come capita per tutte le classifiche, tutti fingono di non vederla. Ma finisce per essere la croce e la delizia di chi ne fa parte.
Croce per chi è relegato nei bassifondi; delizia, invece, per chi è piazzato ai vertici.
Anche quest'anno, il Sole 24 Ore ha stilato la graduatoria in ogni caso più attesa dai politici: quella degli amministratori più popolari d'Italia.
La Governance Poll, il censimento annuale sul consenso realizzato da Noto Sondaggi per il quotidiano edito da Confindustria, ha definito chi sono i sindaci e i Governatori più amati del Paese.
Chi può rallegrarsi della classifica del Sole 24 Ore e chi, invece, essendone penalizzato, non potrà far altro che ridimensionarla parlando di poco più di un semplice sondaggio?
Quest'anno, l'Oscar come miglior sindaco se lo aggiudica la dem Sara Funaro, prima cittadina di Firenze dal 2024. Da quando indossò per la prima volta la fascia tricolore a Palazzo Vecchio, ha incrementato la sua popolarità di ben 5,4 punti.
L'ultimo post che ha condiviso su Facebook racconta molto del suo successo. È incentrato, infatti, sulle case popolari e sull'ascolto che presta ai cittadini anche delle periferie
Dietro di lei, al secondo posto della classifica dei sindaci più amati, si piazza invece il primo cittadino di Ascoli Marco Fioravanti. Anche lui è stato eletto nel 2024 ma, contrariamente alla Funaro, ha la tessera di Fratelli d'Italia in tasca. Per lui non è una novità essere in cima alla graduatoria della Governance Poll. Tant'è che ha commentato il risultato così:
Al terzo posto, si è arrampicato il sindaco di Napoli nonché presidente dell'Anci Gaetano Manfredi. Per lui, si tratta di un vero e proprio exploit visto che nel 2021 ha ereditato da Luigi De Magistris una città sull'orlo della bancarotta, con 5 miliardi di debito e servizi zero.
Evidentemente, il suo aplomb anglosassone che gli permette di governare una maggioranza molto eterogenea (uno dei primi modelli di Campo largo) garantisce dei risultati che sono percepiti dai suoi concittadini.
Dietro di lui, altri due sindaci del Sud: Massimo Zedda di Cagliari (eletto col centrosinistra) e Federico Basile (eletto con una civica, "Sud chiama Nord") di Messina.
Gli altri cinque posti della top ten, poi, sono occupati da Pierluigi Biondi (L'Aquila), Michele Guerra (Parma), Marco Conte (Treviso), Chiara Frontini (Viterbo) e Beppe Sala (Milano).
All'undicesimo posto, da notare che c'è Clemente Mastella, il quale da poco ha festeggiato i 50 anni di attività politica e, raccontando in pubblico la sua malattia, ha avuto modo di constatare da vicino la sua popolarità.
E Roma, la Capitale guidata dal dem Roberto Gualtieri? In attesa del termovalorizzatore (del quale ha inaugurato il cantiere), del completamento della linea C della metro e dello stadio della Roma, è al 43esimo posto, ma in netta ripresa rispetto allo scorso anno: di ben 8 punti. Segno che il Giubileo è andato bene.
E Silvia Salis? La sindaca di Genova che per Matteo Renzi dovrebbe essere già catapultata a livello nazionale con la leadership del Campo largo? Secondo la classifica del Sole, è solo 35esima. Ma in un solo anno di amministrazione ha saputo incrementare la sua popolarità di 3,5 punti.
Male, invece, Stefano Lo Russo, il sindaco di Torino che, alla vigilia del suo ultimo anno di consiliatura, ha perso rispetto al giorno della sua elezione 4,2 punti ed è 33esimo.
Gli ultimi tre in classifica sono tutti del centrosinistra: Franz Caruso (Cosenza), Damiano Tommasi (Verona) e Giacomo Tranchida (Trapani).
E tra i Governatori, chi risulta il più amato?
Questa classifica è dominata da Antonio Decaro della Puglia. Evidentemente, dopo le preferenze record che ottenne nel 2024 per essere eletto al parlamento europeo, la sua luna di miele con l'elettorato non è finita: ha raggiunto un livello di popolarità pari al 66%.
Dietro di lui, c'è un'altra new entry, visto che è stato eletto nel 2025: il presidente della Regione Veneto, il leghista Alberto Stefani.
A completare il podio, un altro nome di primo piano del Carroccio: Massimiliano Fedriga del Friuli Venezia Giulia.
Il quarto posto, poi, è del forzista Roberto Occhiuto (Calabria); il quinto del collega di partito Alberto Cirio (Piemonte); il sesto del leghista Attilio Fontana (Lombardia).
Bisogna scendere al settimo posto per trovare, dopo Decaro, un altro esponente del centrosinistra: Eugenio Giani (Toscana). Ottavo e nono posto sono di altri due berlusconiani: Renato Schifani (Sicilia) e Vito Bardi (Basilicata).
Al decimo, il primo dei due Governatori pentastellati: Roberto Fico (Campania). L'altra contiana, Alessandra Todde (Sardegna), è solo 14esima.
A chiudere la classifica dei Governatori c'è Francesco Rocca, presidente di Regione Lazio targato Fratelli d'Italia.