27 Jun, 2026 - 13:27

Israele e Libano firmano un accordo quadro: cosa prevede l'intesa mediata dagli USA

Israele e Libano firmano un accordo quadro: cosa prevede l'intesa mediata dagli USA

Dopo mesi di scontri e di intensi negoziati, Israele e Libano hanno firmato un accordo quadro con la mediazione degli Stati Uniti. L'intesa punta ad avviare un percorso di de-escalation lungo il confine meridionale del Libano ma restano aperti diversi interrogativi sulla sua attuazione.

Israele e Libano firmano un accordo quadro dopo i negoziati di Washington

Il 26 giugno 2026, Israele e Libano hanno firmato un accordo quadro in seguito ai negoziati tenutisi a Washington negli Stati Uniti. L'intesa è stata descritta come un possibile passo verso la pace dopo mesi di scontri tra le forze israeliane e Hezbollah.

Dopo i primi attacchi di Israele e Stati Uniti del 28 febbraio, che hanno ucciso la guida suprema dell’Iran, l’ayatollah Ali Khamenei, Hezbollah ha lanciato raid contro Israele all’inizio di marzo. Da allora è stata registrata una nuova ondata di escalation tra Israele e Hezbollah. Tel Aviv ha risposto con attacchi contro diverse zone del Libano. Le forze israeliane hanno avviato, a metà marzo, un’operazione di terra nel Libano meridionale e successivamente sono avanzate.

La situazione in Libano ha avuto un peso anche nei negoziati tra Stati Uniti e Iran. Teheran ha sostenuto che il cessate il fuoco entrato in vigore tra USA e Iran l’8 aprile includesse anche il Libano. Washington e Tel Aviv hanno respinto questa interpretazione. Pochi giorni dopo, però, sono iniziati i primi colloqui diretti tra le delegazioni israeliana e libanese, con la mediazione degli Stati Uniti, che hanno segnato i primi contatti diretti tra i due paesi dopo oltre tre decenni. È successivamente entrato in vigore un cessate il fuoco in Libano. La fragile tregua concordata ad aprile ha portato ad una parziale riduzione delle ostilità tra Israele e Hezbollah.

I colloqui e il ruolo degli Stati Uniti

Il 23 giugno è iniziato il quinto ciclo di colloqui diretti tra Israele e Libano, della durata di tre giorni. Gli Stati Uniti, oltre a essere mediatori, sono firmatari dell'accordo trilaterale.

Il segretario di Stato americano, Marco Rubio, ha definito l'accordo come un quadro per una "pace e sicurezza durature".

"C'è ancora molto lavoro da fare", ha affermato Rubio.

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Oggi è il primo passo. Il primo passo a volte è il più difficile.

"Gli Stati Uniti sono orgogliosi di far parte dello storico accordo quadro trilaterale odierno tra Israele e Libano. C'è ancora molto da fare, ma stiamo compiendo passi significativi verso un futuro di pace, prosperità e coesistenza reciproca", ha affermato il segretario di Stato americano in una dichiarazione su X.

Cosa prevede l'accordo quadro tra Israele e Libano

L'accordo quadro non obbliga Israele a ritirarsi immediatamente dal Libano ma prevede un percorso graduale. È previsto, infatti, che inizialmente le Forze Armate Libanesi (LAF) prendano il controllo di due "zone pilota": una a sud del fiume Litani e l'altra a nord. Le LAF avranno il compito di disarmare Hezbollah, smantellare le sue infrastrutture militari e creare le condizioni per la ricostruzione e il ritorno degli abitanti sfollati.

Il meccanismo prevede che le "zone pilota" siano progressivamente estese fino a consentire all'esercito libanese di riprendere il controllo dell'intera zona cuscinetto nel Libano meridionale, profonda circa 10 chilometri. L'attuazione del piano sarà monitorata da un gruppo trilaterale di coordinamento militare.

Per diversi osservatori, l'accordo quadro rappresenta una potenziale svolta negli sforzi per ridurre le tensioni e favorire una de-escalation del conflitto. Hezbollah respinge l'accordo quadro.

L’accordo quadro tra Israele e Libano rappresenta un tentativo significativo di ridurre le tensioni lungo uno dei fronti più instabili del Medio Oriente. Tuttavia, la sua efficacia dipenderà dalla capacità delle parti di rispettare gli impegni assunti e di tradurre le intese politiche in misure concrete sul terreno.

Da marzo oltre 4mila persone hanno perso la vita e più di un milione di persone sono state sfollate.

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