I negoziati tra Stati Uniti e Iran mostrano progressi ma il destino dell’accordo dipende anche dalla situazione in Libano. Il 23 giugno 2026, è stato avviato intanto il nuovo ciclo di colloqui tra Israele e Libano.
I negoziati tra Stati Uniti e Iran mirano a superare diversi punti di divergenza. Tra questi pesa anche la questione delle ostilità tra Israele e Hezbollah. Dal primo round di colloqui di alto livello dopo il memorandum d’intesa tra Washington e Teheran sono emersi segnali di progresso.
Il 22 giugno il vicepresidente degli Stati Uniti, JD Vance, ha affermato che i colloqui in Svizzera hanno gettato “buone basi”. Tra le questioni discusse c’era anche la situazione in Libano.
La nuova ondata di tensioni tra Hezbollah e Israele è iniziata all’inizio del mese di marzo, dopo i primi attacchi israelo-americani contro l’Iran del 28 febbraio. Durante questi raid è stata uccisa la guida suprema dell’Iran, l’ayatollah Ali Khamenei. In seguito Hezbollah ha lanciato attacchi contro Israele. Tel Aviv ha risposto con raid contro diverse parti del Libano e successivamente ha avviato un’operazione di terra nel paese.
L’8 aprile gli Stati Uniti e l'Iran hanno raggiunto un cessate il fuoco. Sebbene Teheran abbia sostenuto che anche il Libano fosse incluso nella tregua, Washington e Tel Aviv hanno respinto questa interpretazione. Gli attacchi sul territorio libanese restano uno dei punti centrali dei negoziati diplomatici tra Washington e Teheran.
Il 14 aprile l’amministrazione Trump ha avviato colloqui tra le delegazioni libanese e israeliana a Washington, segnando i primi contatti tra i due paesi dopo oltre tre decenni. Il 16 aprile gli Stati Uniti hanno annunciato che Israele e Libano hanno concordato un cessate il fuoco.
Nelle ultime settimane, però, le forze israeliane sono avanzate nel sud del Libano. Secondo quanto riportato da Al Jazeera, Israele occupa circa un quinto del Libano. Pur restando fragile, la tregua in Libano regge ancora.
Il memorandum d’intesa tra USA e Iran prevede la cessazione delle ostilità su tutti i fronti, compreso il Libano. Mentre si registrano segnali di progresso nei colloqui tra Stati Uniti e Iran, gli attacchi israeliani contro il Libano rappresentano una delle principali sfide per i negoziatori. Le parti hanno concordato la “creazione di una cellula di de-escalation” e l’istituzione di “meccanismi di coordinamento” per supervisionare il cessate il fuoco in Libano.
Israele e Libano hanno poi tenuto altri cicli di colloqui sempre con la mediazione degli Stati Uniti, portando avanti gli sforzi diplomatici verso negoziati diretti. Le parti hanno avviato il 23 giugno 2026 un nuovo round di colloqui a Washington. I negoziati sono previsti per tre giorni.
L’ufficio del presidente libanese Joseph Aoun ha annunciato il 23 giugno che il vicepresidente americano Vance e il segretario di Stato americano Marco Rubio hanno tenuto una telefonata per discutere, tra le altre cose, l’istituzione di un organismo di monitoraggio del cessate il fuoco.
تلقى رئيس الجمهورية العماد جوزاف عون اتصالاً هاتفياً بعد ظهر اليوم من نائب الرئيس الاميركي جي دي فانس ووزير الخارجية الاميركية ماركو روبيو تم خلاله التداول في آخر التطورات المتصلة بالوضع في لبنان ومرحلة ما بعد اجتماعات سويسرا. واكد السيدان فانس وروبيو على دعم الولايات المتحدة…
— Lebanese Presidency (@LBpresidency) June 23, 2026
Nonostante i passi avanti, la stabilità resta fragile. L’effettiva implementazione dei meccanismi di monitoraggio sarà un banco di prova per trasformare i progressi nei negoziati in una pace duratura.
Dall’inizio di marzo, oltre 4mila persone hanno perso la vita e più di 1,2 milioni di persone sono state sfollate in Libano.