L’Unione Europea ha ospitato a Bruxelles una delegazione dei talebani afghani per la prima volta dal ritorno al potere del gruppo nel 2021, in un incontro a porte chiuse incentrato su migrazione irregolare e rimpatri. La riunione, alla quale hanno partecipato diversi paesi membri, arriva in un contesto di forte dibattito politico e critiche da parte delle organizzazioni per i diritti umani.
I funzionari dell’Unione Europea hanno incontrato il 23 giugno 2026 una delegazione dei talebani afghani a Bruxelles per discutere dell’immigrazione irregolare dall’Afghanistan e dell’espulsione dei richiedenti asilo afghani dai paesi europei, a cui è stata respinta la domanda di asilo o che hanno commesso reati gravi e che potrebbero rappresentare una minaccia per la sicurezza.
Si tratta della prima volta che l’Unione Europea ha ospitato il gruppo da quando è tornato al potere, circa cinque anni fa, nel 2021. Al Jazeera ha riportato, citando un portavoce del Ministero degli Esteri belga, che i visti erano validi in Belgio per un solo giorno e sono stati concessi cinque visti dopo una valutazione sulla sicurezza.
Il luogo preciso in cui si è tenuto l’incontro è rimasto segreto.
L’incontro si è svolto a porte chiuse. Diversi media hanno riportato che una portavoce della Commissione europea ha annunciato che "la Commissione e la Svezia hanno copresieduto" la riunione e che 15 Paesi su 27 del blocco hanno preso parte all’incontro.
Secondo quanto riportato da Associated Press, che ha citato un funzionario talebano, al centro delle discussioni c’erano il "ritorno dignitoso" degli afghani in patria e i servizi diplomatici.
Dal 2024, la Germania ha rimpatriato più di 100 cittadini afghani con precedenti penali, utilizzando voli charter organizzati con il supporto del Qatar. Anche l’Austria ha adottato misure simili. Inoltre, una larga parte dei paesi dell’Unione Europea, ovvero circa 20 dei 27, ha mostrato interesse a rimpatriare in Afghanistan alcuni migranti senza diritto di soggiorno.
I colloqui hanno suscitato un’ondata di critiche da parte delle organizzazioni per i diritti umani. Secondo i critici, la riunione tra i funzionari dell’UE e la delegazione dei talebani va contro gli obblighi del blocco in materia di diritti umani.
L’incontro del 23 giugno ha aperto un'ampia discussione, e, sebbene l’isolamento del gruppo continui, questo confronto rappresenta un piccolo segnale di apertura nei rapporti diplomatici dopo circa cinque anni dalla presa di potere dei talebani in Afghanistan. L’incontro resta però un caso isolato e non significa che Bruxelles stia riconoscendo formalmente il governo talebano.
I talebani hanno preso il potere in Afghanistan nell’agosto 2021, poche settimane prima del ritiro delle truppe degli Stati Uniti, dopo una guerra durata due decenni.
L'incontro di Bruxelles rappresenta uno dei rari contatti ufficiali tra l'Unione Europea e i talebani dal loro ritorno al potere nel 2021. Restano però aperte le preoccupazioni per la situazione dei diritti umani nel paese e per la grave crisi umanitaria che continua a colpire milioni di afghani.
Da quando sono tornati al potere, i talebani hanno ristretto i diritti. Hanno limitato la libertà di espressione e la libertà di movimento delle donne. Hanno inoltre imposto un divieto alle ragazze di proseguire l’istruzione oltre la scuola primaria. Nel Women, Peace and Security Index (WPS Index) del Georgetown Institute for Women, l’Afghanistan è classificato come ultimo tra 181 paesi.
L’Afghanistan si trova inoltre in una grave crisi umanitaria. Secondo il Programma alimentare mondiale delle Nazioni Unite, più di 17 milioni di afghani, ovvero circa un terzo della popolazione, non hanno accesso sufficiente al cibo e soffrono di insicurezza alimentare.
Nel luglio 2025, la Russia è diventata il primo paese a riconoscere il regime dei talebani. Nessun paese dell’Unione Europea riconosce il governo talebano.