Mancava ancora qualche minuto alle dieci quando è spuntato dall'ingresso principale di Rebibbia: Gianni Alemanno, barba e capelli freschi di barbiere ma volto bruciato dal calore della cella, occhi lucidi di commozione e mani impegnate a portare i borsoni con le sue cose. Da oggi, che il fato ha voluto essere il giorno del suo onomastico, è di nuovo un uomo libero.
Ad attenderlo (sfidando il caldo record) un centinaio di amici e sostenitori. Qualcuno arrivato dalla Campania con uno striscione:
E già: a 68 anni, l'ex ministro nonché ex sindaco di Roma inizia una nuova vita.
Sempre in politica, naturalmente:
dice un amico indicandolo al centro del capannello dei giornalisti: è uno di quelli che, appena l'ha visto spuntare, gli è corso incontro, l'ha abbracciato e baciato. Grandi pacche sulle spalle per poi intonare il coro:
Ma "noi" chi, dal punto di vista politico?
Beh, noi "Futuro Nazionale". Alemanno conferma subito che il suo futuro politico è con Roberto Vannacci.
Ma, a proposito: il Generale dov'è?
dice Sylvie Lubamba, l'ex showgirl diventata la sua referente milanese.
Vannacci ha voluto evitare la foto con l'abbraccio sotto Rebibbia. Lui, del resto, si presenta al pubblico degli elettori italiani come l'uomo dell'ordine. Della destra destra. L'altro, invece, ora più che mai è l'uomo della destra sociale. Quella dei diritti dei meno fortunati. E anche dei carcerati.
E quindi, meglio così. Meglio che il momento della libertà ritrovata sia tutto suo. Di Gianni Alemanno.
Gianni Alemanno non ha mai smesso di fare politica. Le sue prime parole, appena scarcerato dopo la condanna per traffico di influenze per abuso d'ufficio, sono state queste:
Sono le parole che tutti si aspettavano dopo il diario social che ha tenuto negli ultimi mesi con il quale ha saputo informare l'opinione pubblica italiana delle condizioni dei detenuti.
Già: ma il punto politico ora è proprio questo: Alemanno dichiara di voler riprendere a fare politica con "Futuro Nazionale". E che si batterà per i diritti dei carcerati. Ma tutto questo come si concilia con la tolleranza zero predicata da Vannacci?
Il ragionamento di Alemanno è questo: se la politica vuole davvero una società più sicura per i cittadini, deve investire nelle carceri perché devono essere luoghi di riabilitazione, non "l'università del crimine".
Per questo, Alemanno annuncia che chiederà un incontro al ministro della Giustizia Carlo Nordio: finora, per lui, il governo Meloni non ha fatto nulla per migliorare le condizioni dei detenuti. Lui stesso, a Rebibbia, ha sofferto un sovraffollamento del 140%.
Ma tant'è: il nodo politico, ora, è Vannacci. Come la metterà con il Generale che vuole tolleranza zero?
Stasera a cena Vannacci e Alemanno avranno modo di discutere come tenere insieme le due narrazioni. Quella securitaria che predica il Generale. E quella dei diritti della destra sociale dell'ex sindaco.
Magari troveranno una sintesi decidendo ancora di più di puntare sulla remigrazione, il che alleverebbe il sovraffollamento delle celle.
Il Rapporto Antigone ha svelato che gli immigrati compongono circa il 30% della popolazione carceraria italiana (quasi 65 mila persone).
Ma questo si vedrà. Vannacci e Alemanno non sono che all'inizio del loro rapporto:
mette a verbale Alemanno pregustando il primo brindisi con il Generale.
Ma già pensa di ricandidarsi? Ne ha viste e vissute tante, per dirlo ora:
annacqua i cronisti sotto Rebibbia.
E comunque: Alemanno con Vannacci in coalizione con il centrodestra o con Vannacci pronto a far correre Futuro Nazionale da solo?
risponde l'ex sindaco. Questo, in effetti, lo deciderà il Generale. E Giorgia Meloni dopo essersi fatta bene i conti.
Alemanno giura in ogni caso che seguirà i suoi principi: "i principi sovranisti", gli stessi che sarebbero stati traditi dall'attuale governo.