Sarebbe stato ucciso con almeno dieci colpi, inferti al cranio e alla parte superiore del volto. Sono questi i primi dettagli emersi dall'autopsia sul corpo di Roberto Pietro Guerrino, l'interprete di fama internazionale trovato senza vita sabato 13 giugno 2026 nel suo appartamento di via Oxilia, in zona Nolo a Milano.
L'esame autoptico è stato effettuato oggi, 18 giugno 2026, all’istituto di medicina legale di Milano, con la supervisione della professoressa Cristina Cattaneo.
Proseguono intanto le indagini per fare luce sul terribile delitto, che presenta ancora alcuni punti oscuri.
Roberto Petro Guerrino è stato trovato senza vita nel soggiorno, con il cranio fracassato: infatti i colpi sarebbero stati inferti frontalmente e con violenza, utilizzando un oggetto contundente.
I carabinieri del nucleo investigativo di Milano e della compagnia Duomo, che stanno indagando sull’omicidio coordinati dal pm Carlo Scalas, hanno sequestrato nel bilocale in cui la vittima viveva sola alcune statuette di Buddha insanguinate. Ancora da accertare se possa trattarsi dell’arma usata per il delitto.
Resta inoltre da chiarire l’orario della morte dell’interprete, rientrato in casa venerdì pomeriggio e ritrovato ormai senza vita solo il giorno successivo. A lanciare l'allarme era stata la nipote del suo ex compagno, mandata a casa di Guerrino da quest'ultimo, preoccupato perché non riusciva a mettersi in contatto con il 60enne.
La prossima settimana i Ris di Parma entreranno nell'appartamento al quarto piano per effettuare un sopralluogo, alla ricerca delle eventuali impronte lasciate dall'assassino, così come potenziali tracce di DNA. Elementi dattiloscopici e genetici che, se confrontabili, potranno essere inseriti nelle rispettive banche dati.
Secondo quanto emerso, nello stabile è presente una telecamera che punta sull'ingresso, ma è risultata non funzionante. Le altre videocamere presenti sulla strada sono mobili, quindi non ci sarebbe una visione lineare su chi è entrato nel palazzo.
Guerrino lavorava come freelance, quindi non aveva un ufficio con colleghi fissi, era single e non aveva parenti a Milano. Quindi il pubblico ministero spera che spunti utili alle indagini possano arrivare dalle frequentazioni della vittima e dalle app di incontri che usava.
Dall'appartamento mancherebbero il cellulare e il computer, ma non c'è ancora certezza su altri oggetti che il killer avrebbe portato con sé.
Una delle piste al vaglio del Nucleo investigativo di Milano e della compagnia Duomo è che Roberto Guerrino possa essere stato ucciso da qualcuno con cui aveva concordato un appuntamento e avrebbe fatto entrare in casa. Gli inquirenti ritengono che tra i due possa essere scoppiato un litigio.
Sembra improbabile, quindi, che con questo delitto c'entri l'uomo che, tre anni fa, aveva adescato la vittima su una app di incontri, per poi rapinarlo.
Guerrino era uno stimato professionista e la sua tragica morte ha profondamente sconvolto chi lo conosceva. "Roberto, io non so che cosa sia successo nel tuo appartamento, non so quanto siano stati terribili i tuoi ultimi momenti, ma non darò a chi ti ha ucciso la visibilità di condividere di te un ritaglio di giornale, io ti voglio ricordare per come ti ho conosciuto: un entusiasta della vita, del lavoro, dello studio", sono le parole commosse di Claudia, affidate ai social.
"Anche AMI si unisce con commozione al profondo cordoglio di AIIC per l'improvvisa e tragica scomparsa di Roberto Guerrino, collega stimatissimo e persona speciale che lascia un vuoto incolmabile e un esempio di professionalità e umanità che le colleghe e i colleghi di AMI cercheranno di onorare", si legge sulla pagina Facebook di Associazione Milano Interpreti.