Semyon Skrepetsky, l'artista dissidente russo che in occasione dell'apertura del padiglione del suo Paese alla Biennale di Venezia aveva protestato contro il regime di Putin, è stato ucciso.
A darne notizia è stata la vicepresidente del parlamento europeo nonché leader di "Spazio pubblico" Pina Picierno.
L'eliminazione di Skrepetsky ripropone il tema della protezione degli oppositori politici che trovano rifugio in Europa. Ma non solo: anche quello di dare la possibilità a tutti gli artisti, anche quelli vicini al regime, di esibirsi in Italia e in Europa.
Proprio la Biennale inaugurata lo scorso mese di maggio ha fatto da scenario a uno scontro durissimo su questo tema tra il presidente Pietrangelo Buttafuoco e il ministro della Cultura Alessandro Giuli.
Pur essendo entrambi della stessa area politica, di destra, hanno mostrato di avere idee diversissime: Buttafuoco ha voluto fortissimamente il padiglione russo a Venezia; Giuli, contrastando quest'idea, non si è presentato nemmeno all'inaugurazione della Biennale.
L'uccisione di Semyon Skrepetsky allunga l'inquietante lista dei dissidenti eliminati dal regime di Putin.
Pina Picierno, da sempre particolarmente attenta a denunciare i crimini del regime, ha dato la notizia della eliminazione dell'artista russo con questo post su X:
La stessa Picierno ha spiegato nel dettaglio chi era Skrepetsky:
Dal punto di vista politico, la sua uccisione impone all'Europa di prendere una posizione ancora più netta contro il Cremlino, ha sottolineato ancora Picierno:
Le proposte che avanza Picierno sono presto dette:
Secondo Pina Picierno, "l’Europa deve rimanere un luogo in cui coloro che fuggono dalla repressione possano trovare sicurezza e libertà. Difendere i dissidenti significa difendere la nostra democrazia".
I have heartbreaking news to share: Semyon Skrepetsky, who stood with us in Venice protesting the reopening of the Russian Pavilion, has been murdered.
— Pina Picierno (@pinapic) June 16, 2026
Semyon was a Russian artist and dissident who chose to challenge power through his work. His cartoons targeted Putin, Kadyrov,… pic.twitter.com/YSKiXKycK4
Per la vicepresidente del parlamento europeo, bisogna costruire una rete che protegga i dissidenti visto che il Cremlino non perdona.
Tra le ultime battaglie di Skrepetsky c’è stata la protesta contro la riapertura del padiglione russo a Venezia, iniziativa che aveva visto anche la mobilitazione di altri attivisti e oppositori critici verso il regime di Mosca.
In pericolo, quindi, ora ci sono anche loro.
Per questo, bisogna costruire una struttura in grado di valutare le minacce, condividere informazioni di intelligence, predisporre misure di sicurezza e offrire tutela concreta a chi vive in Europa dopo essere fuggito dalla repressione.
Se l’Unione europea vuole rappresentare uno spazio di libertà per chi si oppone ai regimi autoritari, è stato il monito della Picierno, deve garantire strumenti concreti di sicurezza anche a chi ha scelto l'esilio.