11 Mar, 2026 - 17:36

Perché il ministro Giuli e il direttore della Biennale di Venezia Buttafuoco stanno litigando per la presenza dei russi

Perché il ministro Giuli e il direttore della Biennale di Venezia Buttafuoco stanno litigando per la presenza dei russi

Polemica alla Biennale di Venezia: scontro tra il ministro Giuli e il presidente Buttafuoco sulla presenza degli artisti russi.

La disputa ruota attorno alla partecipazione della Federazione Russa alla 61ª Esposizione Internazionale d’Arte, in programma dal 9 maggio prossimo, nonostante le pressioni europee e la contrarietà del governo italiano.

Perché Giuli e Buttafuoco si sono ritrovati contro per i russi alla Biennale di Venezia

La tensione è esplosa durante la presentazione del Padiglione Italia al Ministero della Cultura.

Il ministro Alessandro Giuli, in un videomessaggio, ha espresso la netta opposizione del governo alla presenza russa, affermando che «"'arte è libera quando è libero il governo" e sottolineando un orientamento contrario dell'esecutivo, pur rispettando l'autonomia della Fondazione Biennale.

Pietrangelo Buttafuoco, presidente della Biennale, ha replicato con forza, difendendo l'indipendenza dell'istituzione:

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Questa diversità di posizione è dettata dalle regole, dalle procedure e persino dalle leggi internazionali

ha dichiarato, ribadendo che "chiusura e censura sono fuori dall'ingresso della Biennale".

Buttafuoco, in ogni caso, ha ringraziato Giuli per aver evidenziato l'autonomia di un ente che da 130 anni opera a Venezia come piattaforma globale di confronto artistico.

Sta di fatto che lo scontro si inserisce in un contesto più ampio: 22 ministri della Cultura e degli Esteri europei, inclusa l'Ucraina, hanno firmato una lettera chiedendo di riconsiderare la partecipazione russa, definendola "inaccettabile nelle attuali circostanze" legate alla guerra.

L'Italia non ha aderito, ma Giuli ha confermato la posizione critica del governo. Di tutta risposta, però, la Biennale ha confermato la sua decisione, pur trasformando l'evento in un caso politico che intreccia arte e geopolitica.

Il precedente di Giuli con il direttore d'orchestra Gergiev a Caserta

La presa di posizione di Giuli non è isolata. L'estate scorsa, fu protagonista di un'altra polemica simile: bloccò la presenza del direttore d'orchestra russo Valery Gergiev a un festival nella reggia di Caserta.

Gergiev, noto sostenitore di Putin, fu estromesso per le sue posizioni pro-Cremlino a proposito dell'invasione dell'Ucraina.

Giuli motivò la scelta con ragioni etiche e geopolitiche, rifiutando di ospitare artisti legati al regime russo in contesti finanziati pubblicamente.

Sta di fatto che la decisione suscitò dibattiti sulla libertà artistica e la responsabilità politica, con accuse di censura da parte di alcuni critici. 

Ora, il ministro ha applicato lo stesso rigore alla Biennale, ma l'autonomia statutaria dell'ente, questa volta, sarà decisiva. La partecipazione russa resta confermata, anche se il dibattito continua a infiammare opinione pubblica e media italiani.

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