Dopo tre giorni di ricerche, è stato ritrovato il corpo di Chiara Guerra, la docente 53enne uccisa dal nipote 17enne reo confesso a San Stino di Livenza, in provincia di Venezia.
Il cadavere era stato trascinato dalla corrente oltre il canale Malgher, dove era stato abbandonato, come ipotizzato dagli inquirenti. Il recupero è avvenuto oggi, martedì 16 giugno 2026.
Intanto sono emersi ulteriori dettagli sull'omicidio, che si sarebbe consumato giovedì 11 giugno nella legnaia dell'abitazione della donna.
Il corpo di Chiara Guerra è stato individuato ad alcuni chilometri di distanza dal luogo in cui era stato gettato dal nipote 17enne dopo il delitto. Il ritrovamento da parte dei vigili del fuoco è avvenuto nelle acque del fiume Lemene, in località Settesorelle, non distante da una aviosuperficie.
Le ricerche erano iniziate domenica 14 giugno, tre giorni dopo l'omicidio avvenuto giovedì 11 giugno, con diverse squadre di sommozzatori che hanno setacciato il canale: erano impegnati anche un elicottero e dei droni. Le ricerche si erano poi progressivamente estese anche più a valle.
La salma è stata ritrovata all'interno di un sacco: sarà quindi trasferita nel laboratorio di medicina legale per l'ispezione. Sarebbero state comunque notate delle ferite da taglio.
Secondo chi indaga, il ragazzo avrebbe ucciso la zia con almeno 16 coltellate: le accuse nei suoi confronti sono di omicidio volontario e occultamento di cadavere. La procura dei minorenni di Trieste, competente per territorio, lunedì 15 giugno ha chiesto la convalida del fermo del giovane, che al momento si trova in una comunità per minori della provincia di Treviso. Da qui sarà probabilmente trasferito, dato che compirà 18 anni tra due mesi.
La sua confessione sul delitto, durante un interrogatorio durato circa dieci ore, è comunque oggetto di accertamenti. Una telecamera di videosorveglianza del paese, riporta Il Corriere della Sera, lo avrebbe ripreso alle 14.06 di giovedì 11 giugno, con la carriola e il sacco nero coperto da un telo. Il giovane, infatti, avrebbe percorso quasi un chilometro per raggiungere il canale. L'omicidio, scrive Il Gazzettino, sarebbe avvenuto intorno alle 13.30.
Per quanto riguarda il movente, secondo gli investigatori coordinati dal procuratore di Pordenone Pietro Montrone, sarebbe legato a questioni ereditarie e patrimoniali all'interno della famiglia e a presunti litigi tra la vittima e il fratello, ovvero il padre del 17enne. Gli anziani genitori dei due sono da tempo ospiti di una casa di riposo.
Una volta trovato il corpo, maggiori indicazioni sulla dinamica del delitto potranno arrivare dall'autopsia. Intanto, come riporta Il Corriere del Veneto, mancano ancora all'appello l'arma del delitto, un coltello da cucina, e il cellulare della vittima.
Il 17enne ha dichiarato di averlo gettato sempre nel canale, ma in un punto diverso, e al momento non è ancora stato individuato. Un elemento ancora avvolto nel mistero riguarda il cellulare di Chiara Guerra, che risulterebbe spento, ma avrebbe agganciato la rete per pochi istanti intorno alle 22 di venerdì. Gli investigatori non l'hanno ancora trovato.