"Non siete la vera destra". Questa frase, indirizzata ai deputati di Futuro Nazionale di Roberto Vannacci, Giorgia Meloni l'ha ripetuta più volte nel corso del suo intervento a Montecitorio, giovedì 11 giugno.
Un'affermazione netta, chiara e diretta che comunica senza tentennamenti che Meloni ha deciso: il partito del Generale non entrerà - almeno per il momento - nella coalizione di centrodestra che si presenterà alle Politiche del 2027.
La scelta delle parole potrebbe non essere stata casuale. Avrebbe potuto dirlo in tanti modi, ma ha utilizzato due parole chiave: vera destra.
L'obiettivo era smontare una parte della narrazione identitaria del Generale, ovvero il suo presentarsi come la vera destra che si contrappone a quella di governo che ha abdicato alle battaglie storiche.
L'intervento-scontro di Giorgia Meloni a Montecitorio è stato il segnale, il via libera che tutti aspettavano a destra per iniziare a pungolare Futuro Nazionale proprio sul piano identitario: chi vota con la sinistra o favorisce la sinistra non è la vera destra.
Se si analizzano le dichiarazioni delle ultime 48 ore di diversi esponenti di centrodestra sembra emergere un progressivo cambio di registro, si è passati dal "parlarne il meno possibile per non dare visibilità" a "smontiamo pezzo dopo pezzo le loro argomentazioni".
Ecco, allora, come è cambiata nelle ultime 48 ore la scena politica italiana.
In questa fase, infatti, forse per la prima volta, Futuro Nazionale comincia ad essere progressivamente trattato come un avversario politico, più che come una componente potenziale della coalizione.
A innescare la replica della leader di Fratelli d'Italia e del centrodestra italiano è stato un intervento dell'ex FdI, Emanuele Pozzolo, a cui Meloni ha risposto direttamente.
"Non siete la vera destra, siete funzionali alla sinistra", attacca la premier rivolgendosi al "Collega Pozzolo", a cui fa notare:
Poi il colpo di teatro, la dichiarazione clou:
"Quindi, di grazia, non mi si parli di vera destra, perchè la vera destra non è mai funzionale alla sinistra".
Dopo le parole della Presidente del Consiglio c'è stato un cambio di passo nelle dichiarazioni degli esponenti della maggioranza di Governo.
Si passa da una fase in cui prevaleva il silenzio tattico a una fase in cui le critiche pubbliche diventano più esplicite e coordinate sul piano comunicativo.
Il messaggio da veicolare è chiaro: Futuro Nazionale non è la "vera destra".
Ieri, ad esempio, il leader di Noi Moderati, Maurizio Lupi, ha postato sul suo canale Instagram un' immagine del Generale Vannacci accompagnata dalla scritta: "La sinistra riparta da Vannacci".
Una provocazione poi spiegata nel testo del post:
Addirittura, questa mattina da Cagliari, il vicepremier e leader di Forza Italia, Antonio Tajani ha parlato di "quinta colonna della sinistra".
Il vicesegretario della Lega, Claudio Durigon, ha evidenziato nelle scorse ore:
Oggi il ministro delle Politiche Agricole, Francesco Lollobrigida, ha calcato la mano rispondendo alla domanda se Vannacci fosse una mina vagante:
Ha detto a margine del suo intervento al Forum in Masseria a Manduria.
Insomma, una nuova traiettoria sembra ormai delinearsi.