12 Jun, 2026 - 18:19

Garlasco, Alberto Stasi esce dal carcere: dopo la semilibertà l'affidamento in prova, cosa significa

Garlasco, Alberto Stasi esce dal carcere: dopo la semilibertà l'affidamento in prova, cosa significa

Dopo dieci anni e sei mesi trascorsi dietro le sbarre a proclamarsi innocente, gli ultimi mesi in regime di semilibertà, Alberto Stasi esce dal carcere. Il Tribunale di Sorveglianza di Milano ha accolto la richiesta della difesa di concedere all'ex fidanzato di Chiara Poggi - condannato in via definitiva a 16 anni per l'omicidio della giovane - l'affidamento in prova ai servizi sociali. Si attendeva per l'ufficialità il provvedimento: dopo l'udienza "super segreta" del 12 giugno 2026, i giudici si erano riservati; nella mattinata di sabato è arrivato il deposito dell'ordinanza. A darne notizia, dopo l'anticipazione del giornalista de La7 Carmelo Schininà, fonti qualificate all'Ansa.

La decisione del Tribunale di Sorveglianza per Alberto Stasi

Il via libera all'affidamento in prova ai servizi sociali, chiesto dalla difesa, è arrivato dal Tribunale di Sorveglianza di Milano, dopo il parere positivo della Procura generale. Si tratta di una misura alternativa alla detenzione prevista dall'ordinamento penitenziario per i detenuti che possiedano specifici requisiti, tra i quali una pena residua non superiore ai 4 anni di reclusione.

Stasi, detenuto a Bollate dal 2015, dopo la condanna definitiva per il delitto di Garlasco, esce dunque dal carcere, preparandosi a vivere all'esterno dell'istituto penitenziario nel rispetto delle prescrizioni stabilite dall'autorità giudiziaria, continuando a lavorare per la società in cui già da tempo è impiegato come contabile e amministrativo.

Secondo quanto anticipa Schininà, non tornerà a stare a Garlasco, ma prenderà in affitto una casa vicino Milano, lasciando al compagno di cella tutte le sue cose - tra cui il frigorifero e un ventilatore - portando via solo quelle essenziali. 

Dalla semilibertà all'affidamento in prova ai servizi sociali

Dall'aprile del 2025 - dopo aver avuto accesso al lavoro esterno nel 2023 - il 42enne era in semilibertà.  Regime che gli consentiva di uscire ogni giorno dalla struttura penitenziaria, recandosi in ufficio e rientrando per la notte in istituto. Ma gli veniva concesso anche di trascorrere fuori dal carcere i fine settimana.

Ora un ulteriore, naturale passo in avanti nel suo percorso carcerario, che si avvia alla conclusione. Grazie alla buona condotta e allo scomputo di 45 giorni di liberazione anticipata ogni sei mesi, Stasi potrebbe terminare di scontare la pena nell'autunno del 2028.

Il delitto di Garlasco e la possibile revisione del processo

C'è poi la questione della revisione processuale, del tutto scollegata dalla decisione del Tribunale, come un'eventuale sospensione dell'esecuzione della pena. Questione tornata al centro del dibattito dopo i nuovi sviluppi investigativi sull'omicidio di Chiara Poggi.

Per la Procura di Pavia, titolare delle nuove indagini, a macchiarsi del delitto sarebbe infatti stato Andrea Sempio, amico di lunga data del fratello della vittima. Mentre una serie di elementi evidenzierebbero l'estraneità dello stesso Stasi.

Nelle scorse settimane i pm hanno trasmesso gli atti alla Procura generale di Milano, guidata da Francesca Nanni, che dovrà valutare se ci siano i presupposti per presentare un'istanza. Parallelamente, si muoverà la difesa, rappresentata dagli avvocati Giada Bocellari e Antonio De Rensis, da anni al fianco del 42enne.  

Sugli ultimi sviluppi era intervenuta, dopo un lungo silenzio, anche la madre, intervistata da La Repubblica.

virgolette
Ci siamo dati forza l'uno con l'altra. Forse Alberto ne ha data più a me, anche se non era fisicamente presente. Piano piano siamo arrivati ad oggi [...]. Lui è sempre lo stesso. Certo che la vita ci ha messo a dura prova,

aveva dichiarato Elisabetta Ligabò. E aveva confidato di nutrire finalmente fiducia. "Questa Procura ha lavorato in modo eccellente", aveva detto, riservando anche un pensiero affettuoso a Chiara. "Mi rimane il suo sorriso: sorrideva sempre. È sempre nelle mie preghiere. E so che lei da lassù ci sta proteggendo".

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