Dopo dieci anni e sei mesi trascorsi dietro le sbarre a proclamarsi innocente, gli ultimi mesi in regime di semilibertà, Alberto Stasi si prepara a uscire dal carcere. Il Tribunale di Sorveglianza di Milano ha espresso orientamento favorevole alla richiesta della difesa di concedere all'ex fidanzato di Chiara Poggi - condannato in via definitiva a 16 anni per l'omicidio della giovane - l'affidamento in prova ai servizi sociali. Si attende per l'ufficialità il provvedimento: dopo l'udienza di oggi, 12 giugno 2026, i giudici si sono riservati di decidere ed entro cinque giorni procederanno con il deposito dell'ordinanza. A precisare la notizia, dopo l'anticipazione del giornalista de La7 Carmelo Schininà, fonti qualificate all'Ansa.
Il via libera all'affidamento in prova ai servizi sociali, chiesto dalla difesa, sarà ufficializzato a giorni dal Tribunale di Sorveglianza di Milano, che ha ricevuto il parere positivo della Procura generale. Si tratta di una misura alternativa alla detenzione prevista dall'ordinamento penitenziario per i detenuti che possiedano specifici requisiti, tra i quali una pena residua non superiore ai 4 anni di reclusione.
Stasi, detenuto a Bollate dal 2015, dopo la condanna definitiva per il delitto di Garlasco, si prepara dunque a lasciare il carcere e a vivere all'esterno dell'istituto penitenziario nel rispetto delle prescrizioni che saranno stabilite dall'autorità giudiziaria, continuando a lavorare per la società in cui già da tempo era impiegato come responsabile dell'amministrazione. Secondo quanto anticipa Schininà, potrebbe prendere in affitto una casa vicino Milano.
Da qualche mese il 42enne era già in semilibertà, regime che gli consentiva di uscire ogni giorno dalla struttura penitenziaria, recandosi in ufficio e rientrando per la notte in istituto. Ma gli veniva concesso anche di trascorrere fuori dal carcere i fine settimana.
Ora un ulteriore passo in avanti nel suo percorso carcerario, che si avvia alla conclusione. Grazie alla buona condotta e allo scomputo di 45 giorni di liberazione anticipata ogni sei mesi, Stasi potrebbe terminare di scontare la pena nell'autunno del 2028.
C'è poi la questione della revisione processuale, che non avrebbe influenzato la decisione del Tribunale. Questione tornata al centro del dibattito dopo i nuovi sviluppi investigativi sull'omicidio di Chiara Poggi.
Per la Procura di Pavia, titolare delle nuove indagini, a macchiarsi del delitto sarebbe infatti stato Andrea Sempio, amico di lunga data del fratello della vittima. Mentre una serie di elementi evidenzierebbero l'estraneità dello stesso Stasi.
Nelle scorse settimane i pm hanno trasmesso gli atti alla Procura generale di Milano, guidata da Francesca Nanni, che dovrà valutare se ci siano i presupposti per presentare un'istanza. Parallelamente, si muoverà la difesa, rappresentata dagli avvocati Giada Bocellari e Antonio De Rensis, da anni al fianco del 42enne.
Sugli ultimi sviluppi era intervenuta, dopo un lungo silenzio, anche la madre, intervistata da La Repubblica.
aveva dichiarato Elisabetta Ligabò. E aveva confidato di nutrire finalmente fiducia. "Questa Procura ha lavorato in modo eccellente", aveva detto, dedicando anche parole affettuose in memoria di Chiara.