"Assolto per non aver commesso il fatto". Louis Dassilva, unico accusato dell'omicidio di Pierina Paganelli, avvenuto il 3 ottobre 2023, ha lasciato il carcere in cui era stato rinchiuso da luglio 2024 e ha deciso di parlare nel corso di una conferenza stampa dallo studio dei suoi difensori, gli avvocati Riario Fabbri e Andrea Guidi, trasmessa dal canale 122 - Fatti di Nera.
Il 36enne di origine senegalese ha ottenuto l'assoluzione nel processo per il delitto di via del Ciclamino, in cui rischiava l'ergastolo: la sentenza di primo grado è arrivata alle 2 di notte del 10 giugno 2026. L'uomo si è sempre proclamato innocente e nel corso di questo incontro ha dichiarato che non andrà via dall'Italia.
Il TG Nera, con un'edizione speciale, ha seguito la conferenza stampa di Louis Dassilva da Rimini, che si è aperta con i ringraziamenti ai vari consulenti.
I suoi legali sono stati i primi a prendere la parola, spiegando gli elementi che hanno portato gli inquirenti a sospettare di lui: la relazione dello Sco secondo la quale la persona ripresa dalla Cam 3 fosse di carnagione scura, ma senza approfondire la sua altezza; e la ricostruzione dei suoni della sera del 3 e della mattina del 4 ottobre 2023, individuando "dati non corretti".
L'avvocato Guidi ha poi evidenziato che la vita di Louis Dassilva è rimasta "sospesa", con "due anni della sua vita che sono stati annullati" senza poter affrontare il processo da uomo libero. "È stato bravo Louis a gestire il periodo di detenzione", ha evidenziato. Il 36enne ora intende "riappropriarsi della propria vita. Vuole una sua quotidianità, tornare al lavoro".
A questo punto è lo stesso Louis Dassilva a parlare: "Ringrazio tutti coloro che mi sono stati vicino e mi hanno aiutato a ritrovare la libertà, tra queste le mie mogli. Sono contento e felice che la Corte di Assise abbia capito che non c'entro niente, perché io non ho fatto niente, non c'entro niente con questo omicidio".
Louis Dassilva, che ha sempre creduto nella sua assoluzione, ha poi parlato del suo amore per l'Italia: "L'Italia è un paese che mi piace e mi è sempre piaciuto. Sogno di rimanere qui e di continuare la mia vita qui".
L'avvocato ha poi precisato che il suo assistito si recherà in Senegal temporaneamente per rivedere i suoi figli, un maschio e una femmina, ma non si allontanerà per sottrarsi a quello che accadrà. Sarà solo un periodo di vacanza.
Alla domanda sulle piste alternative riguardanti l'omicidio di Pierina Paganelli, al momento rimasto senza colpevole, i legali hanno risposto che "sono emerse dal processo e il compito della difesa era sottolinearle per giungere al risultato cercato. Per sollevare un ragionevole dubbio, nell’ambito del nostro lavoro abbiamo cercato di smontare i servizi e ipotizzare 5 piste alternative".
Gli avvocati hanno inoltre sottolineato che alcuni fatti ed elementi non sono stati presi in considerazione o approfonditi, come il capello ritrovato all’angolo della bocca di Pierina: "Una delle piste sollevate, oltre all’isolamento del profilo di Maschio 3 sulla gonna durante l’accertamento del Dna e non riconducibile a Dassilva".
I legali hanno spiegato che la Corte "ha dovuto ripercorrere una ventina di udienze. Ma la mole di lavoro era importante: una memoria di 1000 pagine e un altro fascicolo di 30mila pagine su cui i giurati si sono dovuti confrontare. Ecco perché è stata così lunga".
Le motivazioni della sentenza verranno rese note tra qualche settimana. La Procura di Rimini ha annunciato che farà appello.
Per quanto riguarda il caso Garlasco e il ragionevole dubbio, l'avvocato Guidi ha dichiarato che "è stato semplicemente un momento per riportare nella mente di tutti un concetto che è di moda da sempre. Garlasco è il momento in cui c’è stata maggiore attenzione a questo argomento e la citazione sulle piste alternative era calzante nella nostra situazione”.
Secondo i legali, la scelta dell'abito bianco indossato da Louis Dassilva in occasione della lettura della sentenza è stata "significativa per una persona che è rimasta per quasi due anni e per circa 16 ore in attesa di un verdetto che gli avrebbe cambiato la vita. La scelta di un abito candido è di una persona che spera che la giustizia faccia il suo corso".