10 Jun, 2026 - 08:00

Omicidio Paganelli, Louis Dassilva assolto e liberato: "Ha vinto la giustizia", la sentenza nella notte

Omicidio Paganelli, Louis Dassilva assolto e liberato: "Ha vinto la giustizia", la sentenza nella notte

Seduto al fianco degli avvocati Andrea Guidi e Riario Fabbri, seduto qualche panca più avanti della moglie Valeria Bartolucci, che lo supporta dal giorno zero. Così Louis Dassilva - in aula con un abito etnico total white - ha seguito ieri, 9 giugno 2026, l'ultima delle udienze del processo che lo vedeva imputato per l'omicidio di Pierina Paganelli, la 78enne uccisa a coltellate la sera del 3 ottobre 2023 al civico 31 di via del Ciclamino. Nel cuore della notte, dopo oltre sedici ore di camera consiglio, è arrivato il verdetto: la Corte d'Assise di Rimini, presieduta dalla giudice Fiorella Casadei, ha assolto il 36enne con la formula "per non aver commesso il fatto", disponendone l'immediata scarcerazione. 

La sentenza della Corte d'Assise per Louis Dassilva

I giudici hanno sciolto la riserva poco dopo le 2, al termine di una lunghissima camera di consiglio iniziata nella mattinata di martedì dopo la replica delle parti. In aula il sostituto procuratore Daniele Paci aveva ribadito la propria convinzione nella colpevolezza dell'imputato, contestando la ricostruzione alternativa prospettata dalla difesa nel corso dell'arringa finale. 

L'avvocato Guidi aveva fatto riferimento, in particolare, alla figura di Loris Bianchi, fratello di Manuela, nuora della vittima nonché ex amante di Dassilva e sua principale accusatrice, sottolineando elementi che, secondo loro, meritavano ulteriori approfondimenti investigativi.

"Abbiamo ricostruito minuziosamente i suoi spostamenti la sera del delitto e ci sono evidenze sul fatto che non esistono ‘buchi’ nel suo racconto", aveva affermato Paci. "Per quanto riguarda Manuela", ritenuta "inattendibile" dai legali dell'imputato, aveva aggiunto che

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le indagini e le intercettazioni non lasciano dubbi sulla veridicità delle sue affermazioni. Aveva dubbi sul suo amante tanto da parlare di lui con circospezione. 

Sulla stessa linea si erano espressi gli avvocati Marco e Monica Lunedei e Alfredo Scifo, legali delle parti civili, che avevano chiesto, al pari della pubblica accusa, il massimo della pena per il 36enne: l'ergastolo. Quattro le aggravanti che gli venivano contestate: la crudeltà, la premeditazione, i motivi abietti e la minorata difesa della vittima.

I giudici hanno invece assolto il 36enne con la formula più ampia, "per non aver commesso il fatto", disponendone la liberazione immediata dopo quasi due anni di custodia cautelare.

L'omicidio di Pierina Paganelli in via del Ciclamino 

I fatti risalgono alla sera del 3 ottobre 2023. Pierina Paganelli, 78 anni, era appena rientrata da un'adunanza dei Testimoni di Geova, quando fu aggredita e uccisa nel garage condominiale di via del Ciclamino 31: le telecamere di sorveglianza la ripresero mentre entrava per l'ultima volta nell'autorimessa. Poco dopo, l'aggressione mortale. Collocata alle 22.13 grazie all'audio registrato da una videocamera.

Il corpo fu scoperto la mattina successiva dalla nuora, Manuela Bianchi. Le indagini, inizialmente concentratesi su quattro persone - oltre a Dassilva, anche la moglie Valeria, la stessa Manuela e il fratello Loris Bianchi - portarono il 16 luglio 2024 all'arresto dell'ormai ex imputato, che si è sempre proclamato innocente. Secondo la ricostruzione accusatoria - ora a quanto pare rigettata dalla Corte, che lo ha riconosciuto innocente - avrebbe ucciso l'anziana per evitare che scoprisse e rendesse pubblica la relazione extraconiugale che lo legava alla nuora.

Una scoperta che, come ha detto Paci in aula, avrebbe comportato per lui la perdita della

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vita che si era costruito in Italia dopo aver attraversato il deserto del Mali, passato le torture delle carceri libiche e dove era stato costretto a lottare per la sua vita. 

Dassilva ha sempre rinnegato l'amore provato per la donna, che in sede di incidente probatorio, nella primavera del 2025, aveva ritrattato la sua versione iniziale, raccontando di averlo incontrato in garage la mattina del ritrovamento del cadavere della suocera e di aver ricevuto da lui indicazioni su come comportarsi prima di dare l'allarme.

Le reazioni al verdetto: lacrime in aula e scarcerazione immediata

La difesa aveva chiesto l'assoluzione o, in subordine, la possibilità di accedere al rito abbreviato con la concessione delle attenuanti generiche e il relativo sconto di pena. La lettura del dispositivo ha provocato una forte reazione in aula.

Alla pronuncia della formula assolutoria, Dassilva - che aveva atteso la sentenza in carcere per poi essere riportato in Tribunale - è scoppiato in lacrime, mentre il pubblico si è levato in un lungo applauso.

Poco dopo le 3.45, il 36enne ha lasciato il carcere dei Casetti di Rimini da uomo libero. Ad attenderlo al varco, la moglie Valeria. I due si sono a lungo abbracciati. 

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Ha vinto la giustizia. È la rinascita della giustizia,

sono state le prime parole pronunciate da Louis dopo la liberazione. Per le motivazioni bisognerà attendere i consueti novanta giorni. 

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