Ieri, nel corso di un'attesissima e seguitissima conferenza stampa a Viareggio, l'ex generale della Folgore e capo politico di Futuro Nazionale, Roberto Vannacci, ha annunciato cinque nuovi ingressi nel suo partito. Si tratta di quattro parlamentari e di un eurodeputato provenienti da Forza Italia e Lega.
Non solo Fratelli d'Italia e Lega: Vannacci comincia a trovare condivisioni anche nelle file del partito del segretario Antonio Tajani, per tradizione il più moderato tra i partiti di governo, confermando l'effetto dirompente negli equilibri del centrodestra con la sua discesa in campo in solitaria.
Dall'addio alla Lega a inizio febbraio con la fondazione della sua nuova formazione politica subito posizionatasi a destra della destra, Vannacci non si è mai fermato continuando a raccogliere consensi in Parlamento e sui territori, arrivando ad annunciare l'intenzione di presentare i propri candidati alle comunali a Roma e Milano in programma nel 2027.
Ma chi sono i nuovi futuristi? Si tratta dei deputati Domenico Furgiuele, che già a febbraio era stato dato prossimo al cambio di casacca, e Gianangelo Bof della Lega e di Attilio Pierro e Davide Bergamini di Forza Italia (anche loro ex Lega).
A loro si aggiunge l'ex eurodeputato della Lega Antonio Maria Rinaldi, economista ed euroscettico molto apprezzato da Matteo Salvini.
Ancora pochi per costituire un gruppo autonomo per il quale occorrono 20 deputati, ma sufficienti per essere determinanti in alcune votazioni.
Ancora nessun senatore, invece, ha scelto di aderire al partito di Vannacci.
Ha commentato, ieri, Vannacci nel corso della conferenza stampa in cui è stato annunciato il passaggio dei nuovi membri del partito.
L'addio di Vannacci alla Lega e la nascita di Futuro Nazionale hanno causato un vero e proprio terremoto nel centrodestra dove equilibri rimasti cristallizzati per quattro anni sono stati sconvolti.
I sondaggi lo danno stabilmente sopra il 4% e in continua crescita, a differenza della Lega che vive un momento di grave flessione. Fratelli d'Italia ha assorbito meglio il colpo, ma da febbraio ad oggi ha visto rallentare la propria crescita.
Fino ad oggi, l'unico partito a non aver subito grossi contraccolpi dalla discesa in campo di Futuro Nazionale, è stato Forza Italia poiché si rivolge ad un elettorato più moderato rispetto a quello a cui parla il Generale. Eppure, con il passaggio dei deputati Pierro e Bergamini, qualcosa sembra essere cambiato.
In Forza Italia non passa inosservato il doppio addio di Attilio Pierro e Davide Bergamini, che avevano aderito al partito appena lo scorso 20 gennaio. Nonostante il rammarico per la loro scelta, tra gli azzurri non si respira un clima di particolare preoccupazione.
dice all'Adnkronos Raffaele Nevi, portavoce nazionale di Fi e uno dei fedelissimi di Antonio Tajani, che preferisce non commentare le due defezioni.
Il partito, però, guarda già avanti. Con l'uscita di Pierro e Bergamini, il gruppo di Forza Italia alla Camera, guidato da Enrico Costa, scende da 54 a 52 deputati.
Una riduzione che potrebbe però essere soltanto temporanea: secondo fonti azzurre, sarebbero in corso contatti con due parlamentari che starebbero valutando il passaggio nelle file forziste e che potrebbero compensare le recenti uscite già nelle prossime settimane.