Indipendentemente da quello che sarà il voto finale sul provvedimento sull'Ucraina, la scelta di Roberto Vannacci e dei suoi tre deputati di votare a favore della fiducia al governo sul decreto è una scelta con un chiaro significato politico: voler restare nel perimetro della maggioranza di centrodestra.
Il primo voto alla Camera sul decreto per il rinnovo degli aiuti militari a Kiev, quello sulla questione di fiducia posta ieri dal governo, si è concluso con il parere favorevole del Parlamento come ampiamente previsto. A sorprendere, tuttavia, è che tra i 207 sì incassati dal governo ci sono anche i tre voti favorevoli dei tre deputati vannacciani: Sasso, Ziello e Pozzolo.
Il voto positivo era stato anticipato pochi minuti prima dallo stesso generale che interpellato da AdnKronos aveva chiarito:
Più chiaro di così sarebbe stato impossibile da spiegare.
Dopo votando sì alla fiducia, Vannacci ha chiarito di voler restare nel perimetro del governo. Un messaggio che è arrivato chiaro al centrosinistra che ha immediatamente sottolineato la portata politica dell'apertura di Futuro Nazionale all'esecutivo.
Se la votazione sulla fiducia ha riservato delle sorprese, difficilmente sarà così anche per il voto finale di approvazione del provvedimento, alla luce delle dichiarazioni di fuoco degli ultimi giorni dei vannacciani e alla luce delle parole dello stesso generale.
ha chiarito Vannacci che ha anche preso le distanze dalle posizioni della sinistra:
Ricordiamo che Futuro Nazionale ha presentato tre odg al decreto in cui si chiede all'esecutivo Meloni un impegno a "interrompere immediatamente tutte le forniture di mezzi e materiali militari destinate alle autorità governative dell'Ucraina".
Nel centrosinistra non si sono fatte attendere i commenti tutti volti ad evidenziare il dato politico del voto di fiducia dei vannacciani. Per Riccardo Magi (+Europa) e Osvaldo Napoli (Azione), con il voto di oggi i "putiniani entrano in maggioranza".
ha dichiarato Magi che poi ha denunciato:
Per l'esponente del partito di Calenda, Osvaldo Napoli:
"Si sono ridefiniti i parametri in maggioranza. Giorgia Meloni deve farci capire se sono cambiati i parametri di questa maggioranza."
E', infine, il commento del deputato del Pd, Peppe Provenzano.
Per il coordinatore nazionale di Democrazia sovrana e popolare, Marco Rizzo, da Futuro Nazionale è arrivato un pessimo spettacolo.
Secondo Rizzo è una 'mossa tafazziana' perché i protagonisti erano già parte del centrodestra.
Conclude il coordinatore di DSP.