Donald Trump ha minacciato l’Oman in una dichiarazione del 27 maggio 2026, legata ai negoziati sullo Stretto di Hormuz. Le tensioni si inseriscono nel più ampio contesto del conflitto e dei colloqui tra Stati Uniti, Iran e paesi del Golfo. Le dichiarazioni del presidente americano sono arrivate durante una riunione di gabinetto alla Casa Bianca, in cui ha ribadito che lo Stretto deve rimanere aperto e che nessun paese può esercitarne il controllo.
Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha lanciato, il 27 maggio, un avvertimento contro l’Oman. Trump ha minacciato, in una dichiarazione durante una riunione di gabinetto alla Casa Bianca, di “far saltare in aria” l’Oman se non si “comporterà bene”.
Le dichiarazioni del presidente americano sono arrivate in seguito alle notizie di colloqui tra l’Iran e l’Oman sull’introduzione di tariffe di transito attraverso lo Stretto di Hormuz.
“Lo Stretto sarà aperto a tutti”, ha affermato Trump ai giornalisti alla Casa Bianca.
Washington non ha immediatamente chiarito se il leader americano si fosse espresso in modo errato.
Dopo i primi attacchi israelo-americani del 28 febbraio contro l’Iran, Teheran ha chiuso lo Stretto di Hormuz. Da questa via navigabile transita circa il 20 per cento del petrolio globale e la sua chiusura ha portato ad un’impennata dei prezzi del greggio e ha interrotto il commercio globale di diverse materie prime.
Ad oggi è in vigore un cessate il fuoco, avviato lo scorso 8 aprile. Pochi giorni dopo, gli Stati Uniti hanno imposto un blocco navale dei porti iraniani. Sono in corso gli sforzi diplomatici dei mediatori per porre fine alla guerra.
Questa rotta marittima, in alcuni tratti, attraversa le acque territoriali dell’Oman e dell’Iran ed è uno dei punti cruciali dei negoziati di pace tra Stati Uniti e Iran.
L’Oman è uno dei partner strategici di Washington ormai da diversi decenni. I due paesi intrattengono legami militari ed economici. Prima del cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran, l’Oman è stato uno dei paesi del Golfo che è stato preso di mira negli attacchi iraniani. Mascate è stato però uno dei capitali che ha optato per mantenere i canali diplomatici con Teheran e ha svolto un ruolo di mediazione nel contesto della guerra.
La vicenda riflette la crescente tensione tra logiche di sicurezza, interessi energetici e dinamiche diplomatiche nel Golfo, in un contesto in cui i canali negoziali restano fragili e soggetti a continui cambiamenti.
Recentemente il presidente americano ha suggerito che per diversi paesi della regione dovrebbe essere “obbligatorio” firmare gli Accordi di Abramo nell’ambito di qualsiasi accordo con l’Iran.
Secondo quanto riportato da The Guardian, Teheran ha descritto le minacce di Trump contro l’Oman come “pericolose”.
Le dichiarazioni di Trump sono arrivate, inoltre, in un contesto in cui Stati Uniti e Iran si sono scambiati nuovi attacchi, aumentando i timori sulle prospettive di un accordo di pace. L’impegno diplomatico continua a dessere altalenante, mentre rimangono divergenze su diversi punti.