26 May, 2026 - 16:30

Futuro Nazionale al 4,3%, Vannacci agita i sondaggi e il centrodestra: Pd e M5S alla finestra 

Futuro Nazionale al 4,3%, Vannacci agita i sondaggi e il centrodestra: Pd e M5S alla finestra 

Futuro Nazionale di Roberto Vannacci non si ferma più: il partito fondato dall'ex generale della Lega continua a crescere e questa settimana supera il 4% ritagliandosi uno spazio sempre più ampio all'interno dell'elettorato conservatore e sottraendo consensi ai partiti maggioritari del centrodestra. 

Una crescita costante che non può essere più considerata episodica, dettata dalla novità o dall'entusiasmo del momento: il partito vannacciano riesce a intercettare l'elettorato che si colloca in una zona più radicale e identitaria del centrodestra, quella a cui Fratelli d'Italia e Lega nella veste istituzionale di governo non riescono più a parlare.

L'ultimo sondaggio realizzato da SWG per TG LA7 certifica questa tendenza, ma evidenzia anche un altro fattore: l'assottigliarsi della distanza tra FN e Lega, separati ormai da meno di due punti.

Insomma, Futuro Nazionale è un tema che Giorgia Meloni e i suoi alleati non possono permettersi di sottovalutare ancora per molto, perché la perdita di consensi in favore del Generale, è evidente di settimana in settimana. 

Ma ritornando al sondaggio, diffuso ieri dal TG di Enrico Mentana, un altro trend da rilevare è la crescita del PD in contrapposizione alla fase negativa di Fratelli d'Italia che segna il calo più consistente della settimana.

Vannacci e Futuro Nazionale al 4,3%: crescita costante e pressione sulla Lega 

Nel centrodestra Fratelli d’Italia resta il primo partito della coalizione con il 28,1%, ma perde lo 0,4%. Non si tratta di un arretramento significativo in termini assoluti, ma è politicamente rilevante perché è sintomo di una possibile fisiologica erosione del consenso dopo una lunga permanenza in posizione di leadership.  

Ma soprattutto, il dato politicamente più rilevante è che si riduce ulteriormente il vantaggio sul Partito Democratico di Elly Schlein, in crescita anche questa settimana.
Forza Italia, guidata da Antonio Tajani, scende al 7,4% (-0,2%), ma a preoccupare è soprattutto la Lega di Matteo Salvini che questa settimana rimane stabile al 6%, incapace di reagire alla perdita di consensi.

Un problema che invece non ha Roberto Vannacci, che guadagna lo 0,2% e arriva al 4,3%, avvicinandosi pericolosamente al suo ex partito. 
Completa il quadro Noi Moderati, che si attesta all’1,3%.

Centrosinistra: Pd in crescita e M5S in recupero nei sondaggi SWG 

Diametralmente opposta la narrazione nel centrosinistra, dove crescono sia il Partito Democratico, sia il Movimento 5 Stelle. 

Il partito della segretaria dem guadagna lo 0,3%, raggiungendo il 22,5%, riducendo il distacco da Fratelli D'Italia a 5,6 punti e consolidando la seconda posizione nazionale e la leadership nella coalizione progressista.

In parallelo, il Movimento 5 Stelle cresce al 12,7% (+0,2%), contribuendo a ridisegnare gli equilibri dell’area progressista.  

All’interno dell’area progressista, Alleanza Verdi e Sinistra scende lievemente al 6,6%, perdendo lo 0,1% ma restando sopra la soglia del 6%. Azione di Carlo Calenda rimane stabile al 3,5%, così come Italia Viva di Matteo Renzi, ferma al 2,5%. +Europa si attesta invece all’1,4%.

Nel complesso, il centrosinistra cresce, ma resta ancora frammentato nella sua componente centrista. 

Coalizioni a confronto: centrodestra ancora avanti ma il vantaggio si assottiglia 

Analizzando i dati aggregati per coalizione, il centrodestra è ancora avanti ma con un vantaggio che di settimana in settimana diventa sempre meno netto.

Sommando le principali liste, la compagine guidata da Fratelli d'Italia arriva al 42,8%. Il centrosinistra composto da Pd, M5S e AVS si ferma appena un punto dietro al 41,8%. La prospettiva cambia in caso di perimetro allargato al centro, con Italia Viva e +Europa, che porterebbe il centrosinistra al 45,7%, sancendo il sorpasso.

In ballo però ci sono quasi dieci punti che si dividono Azione e Futuro Nazionale e che al momento sono gli unici due partiti del panorama politico italiano che si collocano fuori dai due poli. 

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