Meloni e Salvini continuano a perdere terreno nei sondaggi: il messaggio sovranista non ha più l'appeal di una volta?
A giudicare dai sondaggi sembrerebbe proprio di sì, ma a leggerli meglio i dati demoscopici si nota un particolare che dovrebbe far riflettere i vertici di governo e che ha un nome e un cognome: Roberto Vannacci.
Sì, perché questa settimana i sovranisti di Futuro Nazionale crescono e addirittura sfondano il muro del 4%, un risultato di tutto rispetto per una formazione politica nata solo tre mesi fa, dopo il divorzio del Generale dalla Lega.
L'ultimo sondaggio di SWG per il TG LA7 di ieri, lunedì 18 maggio, restituisce una fotografia nitida del rallentamento nei consensi dei principali partiti di governo, e allo stesso tempo evidenzia la costante crescita delle forze d'opposizione che, se si votasse oggi, avrebbero ottime possibilità di vincere la sfida per Palazzo Chigi.
Ecco, nel dettaglio, cosa è emerso dall'ultimo sondaggio politico e come cambiano gli equilibri ad poco più di un anno dalle Politiche 2027.
Infatti, l'unico partito di maggioranza che seppur lentamente continua a crescere è Forza Italia, che si rivolge ad un elettorato di centrodestra moderato. Il partito di Antonio Tajani arriva al 7,6% (+0,1%), non molto ma comunque qualcosa quanto tutti gli altri scendono.
Fratelli d'Italia resta comunque il primo partito italiano ma perde lo 0,3% e scivola al 28,5% confermando la fase di rallentamento. Fino a tre mesi fa, il partito di Giorgia Meloni viaggiava stabilmente sopra il 30%.
Ancora più significativa appare la situazione della Lega: il Carroccio perde lo 0,2% e scivola al 6%, ormai distante dai livelli che in passato ne avevano fatto il motore del centrodestra.
Parallelamente, avanza Futuro Nazionale di Roberto Vannacci, che raggiunge il 4,1% (+0,2%), sottraendo spazio soprattutto all’elettorato sovranista.
A chiudere la carrellata dei partiti di centrodestra, c'è Noi Moderati che sale all'1,3% guadagnando lo 0,2%.

Sul fronte opposto, il centrosinistra beneficia del recupero del Pd e della tenuta del M5S.
Il partito della segretaria, Elly Schlein, cresce dello 0,2% attestandosi al 22,2% rafforzando la sua leadership nell'area progressista e riducendo il distacco da Fratelli d'Italia (-6,5%).
Cresce anche il Movimento 5 Stelle che guadagna lo 0,3% arrivando al 12,5%, confermandosi pilastro della coalizione.
Non fa danni, invece, la flessione di Alleanza Verdi e Sinistra che scende al 6,7% (-0,1%). In un centrosinistra che procede ancora in ordine sparso, i partiti centristi mostrano segnali più contrastanti: Italia Viva si attesta al 2,4% (-0,2%) mentre +Europa scende all'1,4% (-0,1%).
L'outsider Azione di Carlo Calenda resta stabile al 3,5%.
Il dato politico più rilevante è però la ritrovata competitività dell’area progressista. Se negli ultimi mesi il centrodestra sembrava nettamente avanti, ora il recupero di Pd e M5S riduce il divario evidenziando l'urgenza di una coalizione più ampia e unitaria.

Guardando ai numeri complessivi, il centrodestra mantiene ancora un vantaggio, ma la distanza si sta assottigliando. La somma delle percentuali di gradimento di Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia e Noi Moderati arriva al 43,4%.
Se si aggiunge anche Futuro Nazionale, la coalizione di centrodestra raggiunge il 47,5%.
Dall’altra parte, il campo progressista composto da Pd, Movimento 5 Stelle, Verdi-Sinistra, Azione, Italia Viva e +Europa si avvicina al 48,7%, sancendo il sorpasso definitivo.
Un dato teorico, perché al momento non esiste ancora un’alleanza politica strutturata tra tutte queste forze, ma che mostra chiaramente come gli equilibri tra i due schieramenti siano cambiati.
Il possibile sorpasso dipenderà soprattutto da tre fattori: la capacità del Pd di continuare a crescere, l’eventuale costruzione di un’intesa stabile del campo largo (PD, M5S,AVS) con il fronte centrista (IV, +Europa), e l’evoluzione del consenso di Fratelli d’Italia.
Se il partito di Meloni dovesse continuare a perdere terreno e il centrosinistra riuscisse a presentarsi unito, il cambio di equilibrio potrebbe diventare concreto già nei prossimi mesi modificando irrimedibilmente le sorti delle elezioni.