La visita del presidente russo Vladimir Putin in Cina si inserisce in un quadro di riallineamenti geopolitici internazionali. L’incontro con il presidente cinese Xi Jinping, previsto per il 19 e 20 maggio 2026, assume particolare rilievo alla luce dei recenti movimenti diplomatici tra le principali potenze mondiali e del rafforzamento delle relazioni tra Mosca e Pechino.
Il presidente russo, Vladimir Putin, si reca in Cina per incontrare il suo omologo cinese, Xi Jinping. La visita di Putin avrà una durata di due giorni, il 19 e il 20 maggio 2026.
Il viaggio del leader russo in Cina è arrivato a meno di una settimana da quello del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, a Pechino. Questo aspetto ha aumentato l’attenzione internazionale sulla visita di Putin. Durante la visita di Trump è emerso che la Cina punta a mantenere rapporti stabili con gli Stati Uniti. Si parla di una nuova fase delle relazioni tra Washington e Pechino, due superpotenze mondiali che intendono adottare un approccio pragmatico sugli interessi comuni, tra parole cordiali e attenzione all’importanza dei legami. Basti ricordare le parole di Xi, che ha citato la “trappola di Tucidide” in un appello alla cooperazione.
La visita di Putin in Cina è però sempre un evento molto seguito, dato i forti legami tra Mosca e Pechino, che quest’ultima intende preservare.
Il Cremlino ha dichiarato che i due leader intendono discutere sia la cooperazione economica tra i due paesi sia le questioni internazionali.
Questo è il venticinquesimo viaggio di Putin in Cina e si tratta della seconda visita del presidente russo nel paese in meno di un anno. Putin si è recato a Pechino nel settembre 2025, quando ha partecipato al vertice annuale dell’Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai a Tianjin e alla parata per l’80esimo anniversario della fine della Seconda Guerra Mondiale tenutasi a Pechino.
La visita di Putin in Cina avviene nel contesto del 25esimo anniversario del Trattato di buon vicinato e cooperazione amichevole tra Cina e Russia, firmato nel 2001.
Si prevede che la visita del leader russo in Cina rafforzi i legami tra Mosca e Pechino, con particolare attenzione ai settori del commercio e dell’energia. Il viaggio del presidente russo dimostrerebbe anche la solidità dei legami bilaterali tra i due paesi.
La Cina è diventata il principale partner commerciale della Russia dopo l’inizio della guerra tra Russia e Ucraina nel febbraio 2022. Pechino è ora il principale acquirente per le forniture di petrolio e gas russi. Si tratta di un punto importante nel contesto della crisi internazionale seguita all’inizio della guerra tra Stati Uniti, Israele e Iran il 28 febbraio e alla successiva chiusura dello stretto di Hormuz da parte di Teheran.
In un contesto di crisi in Medio Oriente e di tensioni globali, la visita del presidente russo alla capitale cinese diventa, quindi, un elemento chiave, non solo simbolico, del rimescolamento delle relazioni di potere internazionali.
La visita di Putin avviene mentre, il 18 maggio, la Bielorussia ha annunciato l’inizio di esercitazioni militari con armi nucleari russe. Minsk ha fatto sapere che le esercitazioni hanno lo scopo di verificare la capacità del paese di schierare armi nucleari in varie zone del territorio nazionale.
Nel 2023, dopo l’inizio della guerra in Ucraina, il presidente bielorusso, Alexander Lukashenko, ha accettato di ospitare armi nucleari tattiche russe nel paese. Putin ha però chiarito che l’uso di questi missili rimane sotto il controllo della Russia.
Nel 2024, Mosca ha aggiornato la propria strategia nucleare includendo anche la Bielorussia nella protezione garantita dalle sue armi nucleari.