Le genovesi Monica Montefalcone e sua figlia Giorgia Sommacal, il padovano Gianluca Benedetti, i piemontesi Federico Gualtieri e Muriel Oddenino sono le vittime dell'incidente avvenuto durante un’immersione a circa 60 metri di profondità nell’atollo di Vaavu, alle Maldive. La procura di Roma aprirà un fascicolo per indagare sulla loro morte. Non è ancora chiaro cosa sia accaduto ai cinque sub italiani.
Intanto le ricerche dei corpi sono state al momento sospese per il maltempo: una seconda immersione, dopo quella di oggi, 15 maggio 2026, è prevista per domani. Finora ne è stato recuperato uno solo.
I pm della capitale, coordinati dal procuratore capo Francesco Lo Voi, apriranno un fascicolo non appena riceveranno i documenti dalla sede diplomatica. Affideranno una delega di indagine per poter svolgere tutti gli accertamenti necessari a fare luce sulla tragedia. Dovranno chiarire cause ed eventuali responsabilità.
Il primo corpo, recuperato ieri e già trasferito a Malè, sarebbe quello di Gianluca Benedetti. Lo ha comunicato una fonte locale all'Ansa, correggendo le prime notizie che, invece, avevano indicato la biologa e docente genovese Monica Montefalcone.
L’Ambasciata d'Italia a Colombo sta offrendo la propria assistenza agli altri 20 italiani che sono a bordo del “Duke of York” e hanno partecipato alla spedizione insieme ai cinque connazionali deceduti. Stanno tutti bene, seppur "profondamente scossi".
Come fa sapere la Farnesina in una nota, sono stati presi contatti con la Mezzaluna Rossa, che si è offerta di inviare volontari addestrati a offrire per loro un primo soccorso psicologico. Tuttavia, a causa del maltempo nell'area, non è chiaro se potranno raggiungere la barca, che si è riparata in un'insenatura, in attesa che le condizioni meteo migliorino per rientrare a Malé.
L'Ambasciata è inoltre in contatto con il gruppo Dan, compagnia assicurativa specializzata in copertura dei subacquei, che si è offerto di supportare le attività di assistenza e recupero.
Stamattina c'è stata una prima immersione dei soccorritori per tentare il recupero dei corpi dei quattro italiani ancora dispersi nelle acque maldiviane. Le ricerche si stanno concentrando nella grotta situata a 60 metri di profondità: secondo le autorità la squadra non avrebbe trovato ancora alcuna traccia dei quattro sub ancora dispersi, come riportano i media locali.
In dichiarazioni rilasciate a Mihaaru News, il portavoce del governo maldiviano, Mohamed Hussain Shareef (Mundhu), ha spiegato che in questa prima immersione è avvenuto l'ancoraggio di palloni all'ingresso della grotta sottomarina e la perlustrazione di una distanza limitata al suo interno.
Purtroppo le operazioni all'interno della grotta sono rese complesse dal fatto che l'ingresso si trovi a una profondità di 45 metri, oltre che dalle condizioni meteo sfavorevoli.
Le cause della tragedia in cui sono morti Monica Montefalcone e sua figlia Giorgia Sommacal, Gianluca Benedetti, Federico Gualtieri e Muriel Oddenino non sono ancora note. Secondo le ipotesi degli esperti, uno dei sub, tutti molto esperti, potrebbe essere andato in difficoltà a causa delle correnti, che possono essere forti anche considerando l'allerta gialla in quella zona, e che gli altri abbiano esaurito le riserve d'aria nel tentativo di soccorrerlo. Ma c'è anche la possibilità che abbiano perso l'orientamento in un anfratto della grotta.
Un'altra delle teorie è che si sia verificata la cosiddetta "tossicità da ossigeno" o iperossia, una condizione che può verificarsi con una prolungata esposizione ad alta pressione a concentrazioni elevate di ossigeno durante le immersioni profonde. Questo fenomeno può provocare danni ai tessuti e colpire il sistema nervoso centrale, cuore compreso, causando convulsioni, perdita di coscienza e gravi conseguenze neurologiche.
C'è poi la possibilità di una "narcosi da azoto", pericolosa quando si superano i 50 metri di profondità. L’azoto presente nella miscela respiratoria, ad alte profondità, può provocare alterazioni neurologiche e cognitive.