La sospensione del Project Freedom annunciata dal presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, segna un possibile punto di svolta nelle tensioni con l’Iran. La decisione, presa su richiesta del Pakistan e di altri Paesi, si inserisce in un contesto di negoziati avanzati tra Washington e Teheran e potrebbe favorire il raggiungimento di un accordo più ampio sulla sicurezza nello Stretto di Hormuz.
Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha annunciato di aver sospeso Project Freedom pochi giorni dopo il lancio.
Trump ha affermato, il 6 maggio, in un post su Truth Social, di aver preso questa decisione "su richiesta del Pakistan e di altri paesi". Il leader americano ha annunciato questo importante cambio di programma riguardo allo Stretto di Hormuz, affermando di aver sospeso "per un breve periodo" l'iniziativa per il passaggio delle navi in questa rotta marittima, per la possibilità di finalizzare un accordo con l'Iran. L'amministrazione americana non ha abolito, però, il blocco navale contro i porti iraniani imposto lo scorso 13 aprile.
A partire dal 4 maggio, gli USA avevano lanciato la missione per guidare il transito sicuro per le navi nello Stretto di Hormuz.
Il primo ministro pakistano, Shebaz Sharif, ha affermato, in un post su X, di essere "grato" al presidente americano per l'annuncio della sospensione del Project Freedom nello Stretto di Hormuz.
I am grateful to President Donald Trump for his courageous leadership and timely announcement regarding the pause in Project Freedom in the Strait of Hormuz.
— Shehbaz Sharif (@CMShehbaz) May 6, 2026
President Trump's gracious response to the request made by Pakistan and other brotherly countries, particularly the…
Più tardi, in un'altra dichiarazione pubblicata su Truth Social, Donald Trump ha affermato che la guerra potrebbe finire se l'Iran accettasse la proposta. Il presidente americano ha lanciato un avvertimento in cui ha affermato che, nel caso contrario, "inizieranno i bombardamenti, che purtroppo saranno di un livello e di un'intensità molto maggiori rispetto a prima".
Secondo quanto riportato dal sito di notizie americano Axios, che cita due funzionari statunitensi e altre due fonti informate sulla questione, gli Stati Uniti ritengono di essere vicini ad un accordo con l'Iran su un memorandum d'intesa di una sola pagina.
Axios ha riferito che Washington si aspetta che Teheran risponda su diversi punti chiave nelle prossime 48 ore. La situazione è stata, inoltre, definita come più vicina ad un'intesa tra le parti dall'inizio del conflitto.
Tra le disposizioni vengono citate l'impegno dell'Iran ad una moratoria sull’arricchimento nucleare, l'accordo degli Stati Uniti a revocare le sanzioni e a sbloccare i fondi, e la revoca, da parte di entrambe le parti, delle restrizioni nello Stretto di Hormuz.
Dopo i primi attacchi israelo-americani del 28 febbraio contro l'Iran, Teheran ha di fatto chiuso lo Stretto di Hormuz. L'8 aprile è stato annunciato un cessate il fuoco tra le parti. Il blocco navale statunitense in questa via navigabile è arrivato dopo il fallimento dei colloqui svolti tra le delegazioni statunitensi e iraniane a Islamabad. La tregua tra Stati Uniti e Iran regge, mentre il Pakistan funge da principale attore mediatore tra Washington e Teheran.
La chiusura dello stretto da parte di Teheran ha avuto effetti sul mercato energetico e ha scosso l'economia globale. Su questa rotta transita il 20 per cento del petrolio globale, oltre a gas, fertilizzanti e altri prodotti petroliferi.