05 May, 2026 - 12:56

Cos'è Project Freedom, il nuovo piano di Trump per lo Stretto di Hormuz. Potrebbe davvero sbloccare la via navigabile?

Cos'è Project Freedom, il nuovo piano di Trump per lo Stretto di Hormuz. Potrebbe davvero sbloccare la via navigabile?

Il presidente americano, Donald Trump, ha annunciato il 3 maggio 2026 un nuovo piano, denominato Project Freedom, con l’obiettivo di liberare le navi e gli equipaggi bloccati nello Stretto di Hormuz a causa della crisi tra Stati Uniti, Israele e Iran. L’iniziativa si inserisce in un contesto di forte tensione in Medio Oriente, segnato da una tregua fragile, negoziati in stallo e crescenti timori di escalation militare.

Il piano “Project Freedom” e le dichiarazioni di Trump

Il presidente americano, Donald Trump, ha parlato il 3 maggio 2026. In un lungo post su Truth Social, ha illustrato un piano volto a liberare le navi e gli equipaggi bloccati nello Stretto di Hormuz a causa della guerra tra Stati Uniti, Israele e Iran: Project Freedom.

In questo scenario, Trump sembra nuovamente mirare a indossare il suo ruolo da “pacificatore” con il Project Freedom, offrendo assistenza alle navi commerciali nella navigazione dello Stretto di Hormuz.

"Paesi di tutto il mondo, quasi tutti estranei alla disputa mediorientale in corso, così palesemente e violentemente sotto gli occhi di tutti, hanno chiesto agli Stati Uniti di intervenire per liberare le loro navi, bloccate nello Stretto di Hormuz, in una situazione che non li riguarda minimamente: sono semplicemente spettatori neutrali e innocenti!" ha affermato infatti Trump su Truth Social.

"Per il bene dell'Iran, del Medio Oriente e degli Stati Uniti, abbiamo assicurato a questi Paesi che guideremo le loro navi fuori da queste acque ristrette, in modo che possano riprendere liberamente e agevolmente le loro attività."

La crisi in Medio Oriente e lo stallo diplomatico

Le dichiarazioni di Trump sono arrivate in una situazione di stallo della crisi in Medio Oriente. Gli Stati Uniti e Israele hanno lanciato i primi attacchi contro l'Iran il 28 febbraio. In seguito, Teheran ha chiuso di fatto lo Stretto di Hormuz, una rotta marittima attraverso cui passa il 20 per cento del petrolio globale.

Lo scorso 8 aprile è entrato in vigore un cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran per negoziare un accordo di pace duraturo. I primi colloqui tra le parti sono avvenuti pochi giorni dopo l'entrata in vigore della tregua. Tuttavia, non hanno portato ad una soluzione. Il 13 aprile, Washington ha dato il via ad un blocco navale contro i porti iraniani. Sebbene il 22 aprile il presidente americano abbia annunciato la proroga della fragile tregua, persistono le divergenze tra le parti.

La chiusura dello Stretto di Hormuz ha avuto un effetto sui prezzi dell'energia e ha sollevato timori sulla sicurezza alimentare. La continua incertezza creata dalla crisi in Medio Oriente procede parallelamente agli sforzi del Pakistan per portare le delegazioni statunitensi e iraniane al tavolo dei negoziati.

Rischi di escalation e divisioni politiche interne

La guerra contro l'Iran non trova un sostegno popolare tra gli americani, come indicano diversi sondaggi. Anche se non è da sottovalutare il peso delle divisioni partitiche. La strategia dell'amministrazione Trump trova più sostegno tra i repubblicani che tra i democratici. Tuttavia, resta un tema divisivo, soprattutto alla luce delle elezioni di medio termine che si terranno nel mese di novembre.

Secondo quanto riportato da Axios il 4 maggio, Trump sarebbe stanco della situazione di stallo riguardo l'Iran. Nonostante fosse sul tavolo l'apertura dello Stretto di Hormuz con la forza, il presidente americano avrebbe optato per un approccio più cauto. Quindi, a partire dal 4 maggio, la Marina statunitense aiuta le navi, battenti bandiera americana e non, ad attraversare la via navigabile vitale per il commercio mondiale.

Secondo quanto annunciato dall'United States Central Command (Centcom), oltre 100 velivoli, tra cui i caccia F-16, sia terrestri che navali, verranno impiegati nell'ambito del nuovo progetto.

Nonostante questo progetto sia stato annunciato come un'iniziativa presidenziale pacifica, gli analisti indicano che comporta comunque un rischio di escalation.

Una prima segnalazione è stata una nave mercantile sudcoreana colpita da "proiettili non identificati", proprio poche ore dopo l'annuncio di Trump.

Nonostante il rischio di escalation, resta sul tavolo anche il proseguimento dei colloqui. Tuttavia, permangono le divergenze tra le parti. Trump rimane fermo sulla richiesta che l'Iran rinunci al suo programma nucleare, mentre, nelle sue proposte, Teheran esclude la questione del nucleare, indicando che mira a discutere il programma separatamente.

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