L’Iran ha presentato agli Stati Uniti una proposta articolata in 14 punti per porre fine alla guerra, secondo quanto riportato dai media statali. Il piano include una serie di richieste che vanno dalla revoca del blocco navale alle garanzie di non aggressione, fino al ritiro delle forze statunitensi dalla regione e all’alleggerimento delle sanzioni. L’iniziativa arriva in risposta a una precedente proposta americana e si inserisce in un contesto di negoziati ancora incerti e tensioni persistenti tra le parti.
L’Iran ha presentato agli Stati Uniti una proposta in 14 punti per porre fine definitivamente alla guerra. Lo hanno riportato i media statali iraniani.
La nuova proposta iraniana prevede, oltre alla priorità della fine del conflitto, la revoca del blocco navale, garanzie di non aggressione, il ritiro delle forze statunitensi dalle vicinanze dell’Iran, il pagamento di riparazioni, oltre ad allentamento delle sanzioni e allo sblocco dei beni iraniani congelati.
La revoca del blocco navale costituisce un punto importante della proposta di Teheran. Il 13 aprile, gli Stati Uniti hanno imposto restrizioni ai porti e alle navi iraniane.
Le garanzie richieste da Teheran riguardano il fatto che Stati Uniti e Israele non intraprendano ulteriori azioni militari contro l’Iran.
La proposta iraniana è arrivata in risposta al piano statunitense di nove punti e mira a risolvere le questioni relative alla guerra iniziata il 28 febbraio entro 30 giorni.
Un punto centrale della proposta iraniana è il rifiuto dell’offerta degli Stati Uniti di estendere per altri 60 giorni il cessate il fuoco in corso. La tregua attuale è entrata in vigore lo scorso 8 aprile ed è stata prorogata il 22 aprile da parte del presidente americano.
Nel nuovo piano formulato da Teheran non viene menzionato il programma nucleare iraniano e l’uranio arricchito. Questi rappresentano alcuni dei punti centrali delle tensioni tra le parti. Tuttavia, la recente proposta indica che Teheran preferirebbe affrontare la questione separatamente.
Il presidente americano, Donald Trump, ha affermato il 3 maggio 2026 di stare valutando una nuova proposta proveniente dall’Iran, ma ha anche espresso scetticismo sul fatto che questa possa davvero portare ad un accordo.
Il leader americano ha affermato in un post su Truth Social che "non hanno ancora pagato un prezzo abbastanza alto per quello che hanno fatto all'umanità e al mondo negli ultimi 47 anni".
Le distanze tra Teheran e Washington restano significative. Parallelamente, proseguono gli sforzi del Pakistan, che funge da mediatore principale tra Stati Uniti e Iran, per portare le parti al tavolo dei negoziati.
Nella serata del 3 maggio, il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei, ha affermato che gli Stati Uniti hanno inviato una risposta alla proposta dell’Iran tramite il Pakistan, che funge da intermediario tra le due parti. Ha aggiunto inoltre che Teheran sta attualmente esaminando la risposta ricevuta da Washington.
Il Pakistan ha assunto un ruolo chiave di mediatore nei delicati contatti tra Stati Uniti e Iran, facilitando lo scambio di messaggi tra le due potenze. Grazie ai suoi solidi rapporti bilaterali con Washington, forgiati da alleanze strategiche e militari, e con Teheran, radicati in legami storici e commerciali, Islamabad si propone come un canale di comunicazione neutrale. Questa posizione permette al Pakistan di influenzare positivamente la distensione regionale, evitando escalation e promuovendo dialoghi su temi critici.