“Se qualcuno vuole criticarmi per annunciare il Vangelo, che lo faccia con la verità."
Ha risposto così Papa Leone XIV alle ultime dichiarazioni del Presidente Donald Trump che, in un'intervista ad un canale statunitense, ha detto che il Pontefice stava mettendo in pericolo molte persone e molti cattolici.
E' la seconda volta che dalla Casa Bianca arrivano critiche al Santo Padre per la sua posizione sulla guerra in Iran. La prima volta tre settimane fa, quando Trump definì il Papa "debole", innescando un incidente diplomatico con la Santa Sede e con il governo italiano, che condannò le accuse a Leone XIV.
Le dichiarazioni di ieri - martedì 5 maggio - del presidente Usa arrivano alla vigilia della missione italiana del Segretario di Stato americano, Marco Rubio, che tra domani e venerdì sarà a Roma - in Vaticano e a Palazzo Chigi - per cercare di ricucire lo strappo causato dalle esternazioni di Trump.
Papa Leone XIV ha risposto con determinazione alle nuove accuse arrivate da Washington all'interno di uno scontro per diversi tratti inedito.
La primissima replica alle accuse di Donald Trump da parte di Papa Prevost è arrivata nella serata di ieri - martedì 5 maggio - da Castel Gandolfo, prima del suo rientro in Vaticano.
Leone XIV ha rispedito con fermezza al mittente le accuse di "mettere in pericolo molti cattolici e molte persone" con un presunto disimpegno sul tema delle armi nucleari, invitando eventuali voci critiche sul suo operato a farlo "con la verità".
Queste le parole del Pontefice:
Stamattina durante l'udienza generale in piazza San Pietro, Leone XIV ha parlato nuovamente della guerra, sottolineando che la Chiesa è “investita della missione di pronunciare parole chiare per rifiutare tutto ciò che mortifica la vita e ne impedisce lo sviluppo e prendere posizione a favore dei poveri, degli sfruttati, delle vittime della violenza e della guerra e di tutti coloro che soffrono, nel corpo e nello spirito”.
Ieri, in un'intervista a Salem News, ha affermato che il Papa "sta mettendo in pericolo molti cattolici e molte persone" perché "preferisce parlare di come sia accettabile che l'Iran abbia un'arma nucleare, non penso sia una buona cosa".
Parole che arrivano a tre settimane di distanza dal primo attacco di Donald Trump nei confronti di Prevost, definito “debole", arrivando addirittura a sostenere:
Il Pontefice, sul volo che lo portava ad Algeri nel recente viaggio africano, replicava:
Domani, intanto, alle 11,30 il Segretario di Stato americano Marco Rubio è atteso in Vaticano, dove sarà ricevuto dal Papa per una visita che era stata programmata, secondo quanto affermato dallo stesso Rubio, prima delle critiche pronunciate da Trump.
Venerdì, Rubio vedrà anche Giorgia Meloni finita - insieme all'Italia - nel mirino del tycoon per aver definito "inaccettabili" le precedenti dichiarazioni contro il Santo Padre.
Ieri, dopo le esternazioni del presidente Usa, Rubio ha cercato di stemperare, spiegando:
La frittata, però, ormai era stata fatta e lo scontro tra Città del Vaticano e Washington si era riaperto.
Il presidente del Senato, Ignazio La Russa, ha definito le parole di Trump "molto dure", che "testimoniano come, in questo momento, si sta giocando una partita forse senza precedenti".
Nel governo ha fatto sentire la sua voce il ministro degli Esteri, Antonio Tajani che ha dichiarato con fermezza:
Durissima, invece, è stata la condanna della segretaria del Pd, e leader dell'opposizione, Elly Schlein che ha definito "gravi e senza precedenti" gli attacchi al Papa.