Nelle prossime ore il governo varerà il terzo taglio delle accise sui carburanti in meno di due mesi. La crisi iraniana e il blocco dello Stretto di Hormuz stanno mettendo a dura prova il sistema italiano di approvvigionamento delle materie prime energetiche.
Palazzo Chigi prova a contenere i danni, ma i rischi per l'economia e il sistema produttivo italiano esistono e sono concreti.
Il persistere del conflitto nel Golfo Persico preoccupa la politica e le imprese tanto che nelle ultime settimane, anche in Italia, si è cominciato a parlare con sempre maggiore insistenza della possibilità di acquistare il gas russo, attualmente sottoposto a sanzioni da parte dell'Ue per la guerra con l'Ucraina.
Il dibattito politico è acceso, con la Lega e il Movimento 5 Stelle che sono favorevoli al ripristino delle forniture da Mosca. La linea del governo, tuttavia, è allineata con quella dell'Ue: nessuna apertura finchè continua il conflitto in Ucraina.
Secondo il presidente di Democrazia Sovrana e Popolare, Francesco Toscano, dietro la chiusura dell'Ue e dell'Italia alla possibilità di acquistare gas più economico da Mosca ci sarebbero motivazioni di base più gravi e preoccupanti.
Ecco cosa ha detto nell'intervista in esclusiva con Tag24.it.
La domanda è chiara: perché nel bel mezzo della più grave crisi energetica del secondo dopoguerra, il governo italiano - insieme ai principali governi Ue - dice di no all'acquisto del gas russo, disponibile e più economico di quello americano, o di quello che passa per lo Stretto di Hormuz?
Democrazia Sovrana e Popolare è nel panorama politico italiano tra i partiti favorevoli alla riapertura dei rapporti commerciali con la Russia. Per Francesco Toscano, leader insieme a Marco Rizzo del partito, le sanzioni per la guerra in Ucraina c'entrano solo in parte con il no dei governi europei a questa possibilità.
"Noi pensiamo che sia assolutamente autolesionistico chiudere i rapporti commerciali con la Russia. La chiusura dello Stretto di Hormuz ha gettato nel panico una serie di nazioni che erano convinte di essere autosufficienti sul piano energetico."
Toscano sostiene che le sanzioni non stiano producendo gli effetti dichiarati sulle economia russa, ma al contrario starebbero indebolendo quelle europee:
"Da 4 anni continuiamo a spiegare che le sanzioni europee stanno disarticolando l'economia russa, in realtà sta accadendo proprio il contrario, sono le economie dell'Unione Europea ad essere in affanno. La Germania è in gravissima difficoltà, il nostro Paese rischia di entrare in una fase recessiva molto grave."
Partendo da queste premesse, Toscano definisce “masochistica” la scelta di proseguire con le sanzioni e di rinunciare al gas russo.
Da qui, formula una sua ipotesi sulle possibili motivazioni di questa linea politica:
"A meno che qualcuno non pensi davvero che stiamo organizzando una guerra vera con la Russia",
ipotizza per poi aggiungere:
"e che bisogna stare attenti a non commerciare con i russi anche in un momento drammatico come questo, perché a breve potremmo entrare dentro un conflitto armato reale. L'unica spiegazione plausibile che io mi do rispetto a questa intransigenza è quella che ho appena esplicitato."
Una lettura, quella dell'esponente di DSP, sicuramente inquietante, che solleva diversi interrogativi.
"Però se il governo sta immaginando di dover presto portare l'Italia in guerra diretta contro la Russia, sarebbe il caso di parlarne limpidamente."
Incalza Toscano che rilancia quindi la necessità, dal suo punto di vista, di un confronto pubblico su un’eventuale escalation:
"Non si può fare un'operazione del genere senza che si apra un dibattito serio rispetto a questa eventualità che non è più solo accademica ma è diventata concreta reale. Se è così mi auguro che si apra un grande dibattito nel paese per capire se il popolo italiano vuole davvero rischiare una guerra termonucleare per difendere Zelensky e la sua cricca."
Nelle ultime settimane si parla con insistenza anche della possibilità di un conflitto tra Russia e Nato e del rischio che tale conflitto possa trasformarsi velocemente in un conflitto nucleare.
Francesco Toscano sottolinea come in Russia sia in corso un "cambiamento della dottrina nucleare", proprio alla luce del mutamento del contesto geopolitico e dei rapporti con la Nato e l'Ue.
"Basta leggere i loro documenti per capire quello che può succedere, loro hanno pubblicato una nuova dottrina strategica sull'utilizzo delle armi nucleari e tutti sono chiamati ad adeguarsi compreso il Presidente a quello che c'è scritto in dottrina."
Spiega l'esponente di DSP che poi chiarisce:
"Questo cambiamento della dottrina nucleare precisa cose molto chiare: la classe dirigente russa ha tenuto a precisare che una guerra tra Ue e Russia sarebbe una guerra che molto probabilmente vedrebbe il rapido utilizzo non solo di armi convenzionali ma anche nucleari. I russi sanno che un'escalation che prevede l'ingresso militare degli Stati Uniti d'America determinerebbe alcuni rischi precisi, ma un'escalation solo con l'UE con gli Stati Uniti che sono disinteressati alle vicende del vecchio continente sarebbe un'altra cosa ancora."
E poi conclude sottolineando come, a suo avviso, si tratti di uno scenario che potrebbe diventare attuale:
"E' una questione che può diventare di strettissima attualità."